Politica d’agosto

Berlusconi, Salvini e un piano per una Federazione di destra

Incontro tra il leader di Forza Italia e il segretario della Lega a Villa Certosa. In una nota le preoccupazioni per l’Afghanistan, ma è polemica su Conte

Berlusconi, Salvini e un piano per una Federazione di destra

L’atmosfera è quella distesa di una serata d’agosto in Sardegna, esattamente a Villa Certosa.


È qui che si sono incontrati il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e il segretario della Lega, Matteo Salvini. Con loro anche le rispettive compagne, Marta Fascina e Francesca Verdini.


Se l’aria che si respira è ancora calda (meteorologicamente parlando) il clima è disteso e soprattutto permette di guardare al futuro, quello delle elezioni del 2023. Mancano ancora due anni, ma l’idea sembra essere di costruire un’alleanza che possa anche portare a liste comuni.

 

Intanto, nell’immediato, si affronta anche la delicata questione dell’Afghanistan alle prese con il ritorno al potere dei talebani e con le conseguenze, anche in termini di fuga di profughi e accoglienza in Europa (e in Italia) di migliaia di potenziali immigrati.

Un tema che trova spazio anche nella nota finale congiunta firmata dai due esponenti, mentre nel Movimento 5 Stelle infuria la polemica per le parole del presidente, Giuseppe Conte, che aveva auspicato un dialogo con i talebani.

 

Berlusconi-Salvini e la lista comune

“È stato condiviso il calendario di iniziative da assumere da qui ai prossimi mesi per costruire” viene chiarito al termine dell’incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini a Villa Certosa.

 

Un faccia a faccia in cui si è parlato di una possibile “federazione del centrodestra” di governo. L’obiettivo sembra essere una collaborazione più efficace “soprattutto a livello parlamentare”.

 

Al momento non si è ancora raggiunto un accordo per liste comuni alle elezioni del 2023, precisando che “mancano ancora due anni”, come riporta Il Corriere della Sera. Ma resta l’idea di “tavoli di coordinamento” tra i due partiti.

 

La preoccupazione per la crisi afghana

I due leader, che hanno pernottato nella villa sarda, in una nota hanno anche condiviso la “preoccupazione” per la crisi afghana e indicano una priorità: “Mettere in sicurezza coloro che hanno collaborato” con l’Occidente finora, sollecitando un intervento da parte della comunità internazionale per “scongiurare il rischio di infiltrazioni terroristiche” ed evitare che “questa crisi si trasformi in un’opportunità per la Cina di rafforzare il suo disegno egemonico”.

 

Liste uniche?

Il vero nodo resta quello delle liste uniche, che sembra non sia gradito a molti parlamentari azzurri. “Non se ne parla, ne sono più spaventati i leghisti che noi” riferisce il Corriere della Sera.

 

Più percorribile la strada della federazione di destra: “Possiamo rafforzare la collaborazione in Parlamento, ma un gruppo unico non conviene a nessuno. E prima delle Amministrative è meglio non fare confusione, gli elettori devono avere chiaro che si tratta di partiti diversi”.

 

Quanto al rapporto con Fratelli d’Italia, Berlusconi avrebbe assicurato a Giorgia Meloni un coinvolgimento, anche in vista dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, un appuntamento a cui il leader di Forza Italia tiene particolarmente.

 

Conte, l'Afghanistan e la polemica sul dialogo coi talebani

Intanto non si placano le polemiche per le parole di Giuseppe Conte sull’apertura al dialogo con i talebani. Alla dura reazione del Pd, il M5S ha risposto col silenzio alla proposta del presidente di un "dialogo serrato" da instaurare con i talebani, con il "nuovo regime che si è dimostrato abbastanza distensivo", come aveva detto lo stesso Conte giovedì sera durante un dibattito pubblico in provincia di Salerno. Conte ha poi corretto le sue parole sottolineando l’importanza del rispetto dei diritti umani

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