l’analisi

Mario Draghi “il tessitore”: da Macron per Afghanistan e rifugiati

Il presidente del Consiglio domani incontrerà il capo dell’Eliseo. In agenda temi caldi, mentre si lavora ancora al G20 straordinario sulla crisi afghana

Mario Draghi “il tessitore”: da Macron per Afghanistan e rifugiati

Se Penelope tesseva la tela di giorno, per disfarla di notte, si potrebbe azzardare che il presidente del consiglio, Mario Draghi, tesse in continuazione.

Così, dopo aver iniziato a lavorare a un G20 straordinario, esteso anche a Russia e Cina, per affrontare la crisi afghana, prosegue anche sul versante europeo.

Lo fa incontrando il Presidente francese, Emmanuel Macron, direttamente Oltralpe domani, 2 settembre.

 

Draghi vola da Macron: l’iniziativa italo-francese

L’idea è quella di mettere a punto un progetto italo-francese, da proporre agli altri partner, coinvolti e interessati alla gestione della fase post-crisi afghana, dopo l’evacuazione, e per affrontare il nodo dei corridoi umanitari e dei profughi.

Macron è reduce da un tentativo analogo, per il quale aveva cercato la sponda britannica con l’inquilino di Dowining Street e con la presentazione di una bozza di risoluzione Onu.

Ma in sede di Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è poi passato un testo differente, sul quale peraltro Cina e Russia si sono astenute.

Ora tocca al premier italiano provarci, lui che la scorsa settimana ha già ricevuto a Palazzo Chigi a Roma il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente indiano, Narendra Modi.

Nei prossimi giorni sentirà anche il Presidente cinese, Xi Jinping, probabilmente il 3 o 4 settembre o al più tardi il 7, per poi procedere con il G20 “straordinario”. Un vertice che però nelle ultime ore sembra anche aver vissuto una battuta d’arresto, in coincidenza con la fine della missione di evacuazione americana in Afghanistan e con le tensioni proprio tra Washington e Pechino, specie in occasione del Consiglio di Sicurezza Onu.

Intanto tutto è pronto per la “cena di lavoro” con Macron, che però non vedrà solo l’Afghanistan tra i temi in agenda.

 

La cena a Marsiglia: di cosa si parlerà

Da un lato c’è il tentativo di lanciare un’iniziativa italo-francese sull'Afghanistan, dall’altro idea di supportare il progetto di una difesa comune europea, che in queste settimane sembra aver dimostrato ancora una volta le sue lacune e i suoi limiti, soprattutto nel meccanismo dell'unanimità.

I fronti più caldi sono due: la crisi umanitaria da scongiurare, magari con la creazione di corridoi umanitari che possano essere gestiti sul campo dall’Unhcr, dall’altra con il coinvolgimento del Qatar come base aerea per nuovi trasferimenti, ora che sono terminate le evacuazioni da Kabul.

Francia e Italia in questo momento ambiscono a ricoprire una posizione di primo piano, almeno in ambito Ue, di fronte alla situazione di empasse che sembra vivere la Germania, alle prese con l’imminente addio alla scena politica (e alla guida di Berlino) da parte della Cancelliera tedesca, Angela Merkel.

 

Il Sahel ei migranti del Mediterraneo

Ma se l’emergenza afghana ha catalizzato le attenzioni delle ultime ore, Draghi e Macron sanno bene che non è possibile dimenticare il nodo migranti nel Mediterraneo, in particolare la situazione in Libia e Sahel.

Sul fronte europeo, poi, quanto accaduto a Kabul ha sottolineato l’incapacità dell’Unione europea di parlare a una sola voce, soprattutto per quanto riguarda la difesa comune, un tema caro alla Francia di Macron, che nel 2022 assumerà la presidenza di turno del semestre.

Insomma, i fascicoli sul tavolo sono molti e molto delicati, la tela è ben lungi dall’essere completata, ma il tessitore Draghi” proseguirà nel suo lavoro, anche a cena, anche con Macron, anche a Marsiglia.

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