Lo scontro finale

Afghanistan, guerra nell’ultimo baluardo della resistenza in Panshir

Scontri nel nord del Paese. I talebani annunciano il controllo, i ribelli negano. Intanto è allarme terrorismo: preoccupazione Usa, interviene Di Maio

Afghanistan, guerra nell’ultimo baluardo della resistenza in Panshir

Sembra entrato nelle fasi finali lo scontro per la conquista del Panshir, l’ultimo territorio ancora non nelle mani dei talebani, dove i ribelli non pare vogliano cedere.

Nelle ultime ore sembrava che anche l’ultima sacca di resistenza fosse caduta, con i ribelli che ieri hanno annunciato di essere pronti a una tregua.

Ma il Fronte di resistenza nazionale assicura di essere ancora saldamente alla guida in “posizioni strategiche”.

Il tutto mentre è slittata la formazione del nuovo esecutivo, attesa tra venerdì e sabato scorsi, mentre l’allarme terrorismo è più alto che mai, con il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito americano, il gen. Mark Milley che, intervistato da Fox News, parla di un possibile ritorno “entro 12 o 24 o 36 mesi”.

 

Talebani: “Tutto il Paese fuori dalla guerra”

I talebani, che da giorni combattono per la conquista del Pashir, dove si trovano ancora i ribelli, parla di conquista e di controllo totale del Paese. Il portavoce, Zabihullah Mujahid, ha fatto sapere: “Con questa vittoria il nostro Paese è ora completamente fuori dal marasma della guerra, alcuni insorti sono stati sconfitti altri sono fuggiti”.

Poi la rassicurazione alla popolazione: “Voi siete tutti nostri fratelli; serviremo insieme per un obiettivo e una nazione”.

 

I ribelli: “Siamo ancora in posizioni strategiche”

Sabato i ribelli avevano fatto sapere che non avrebbero smesso di combattere, mentre ieri, di fronte all’avanzata talebana, sembrano pronti a trattare una resa, se “i loro attacchi (dei talebani, NdR) e il movimento militare in Panshir e Andarab” fossero cessati. Nel frattempo un portavoce dell’Nrf, il Fronte nazionale della resistenza, su Twitter aveva anche denunciato di essere “bombardati da droni pakistani, siamo sotto l’invasione diretta dell’Isi (agenzia pakistana di spionaggio)”.

Eppure lo stesso Fronte assicura, oggi, di essere presente in “posizioni strategiche” in tutta la valle, aggiungendo che “la lotta contro i talebani continuerà”.

Di fatto la situazione appare confuso e non omogenea. Ali Maisam Nazary, portavoce della resistenza che però non è nella valle, afferma che i miliziani "non cederanno mai", mentre l'ex vicepresidente Amrullah Saleh, che è al fianco di Ahmed Massoud (figlio del "Leone del Panshir" e anch’egli tra i leader dei ribelli), ammette che la situazione è difficile e parla del rischio di una "crisi umanitaria su larga scala" causata dagli "sfollati dall'avanzata talebana".

 

Rischio terrorismo: Milley e Di Maio

Ad alimentare preoccupazione sono le parole del generale Mark Milley, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito americano, che intervistato da Fox New parla del rischio terrorismo e afferma: "Non so dire se i Talebani riusciranno a governare, a consolidare il loro potere, ma vedo buone probabilità per una guerra civile estesa che potrebbe portare a una ricostituzione di Al Qaida o a una crescita dell'Isis o di altri gruppi terroristici". Secondo Milley il terrorismo potrebbe "risorgere" nella regione "entro 12 o 24 o 36 mesi"

Su questo tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: "La lotta al terrorismo rimane fondamentale: c'è in ballo la sicurezza dell'Afghanistan, ma anche di tutta l'Ue, e non possiamo permetterci di abbassare la guardia" ha scritto il responsabile della Farnesina su Facebook mentre si trova in Qatar.

Durante la tappa a Doha della sua missione nella regione, Di Maio ha aggiunto: "Dobbiamo continuare a lavorare su quattro fronti: lotta al terrorismo; accoglienza e sostegno ai civili afghani; corridoi umanitari tramite Paesi terzi; supporto alle organizzazioni umanitarie sul posto. Punti cardine che sono stati anche al centro dei colloqui che ho avuto ieri in Uzbekistan e Tajikistan con i rappresentanti delle Istituzioni locali".

 

Attesa per il nuovo governo afghano

Intanto A Kabul si lavora alla formazione del nuovo governo, la cui presentazione era attesa per venerdì o sabato scorsi, ma è stata rinviata. Secondo Inamullah Samangani, membro della commissione culturale talebana, "non ci sono ostacoli all'annuncio di un nuovo governo" e la composizione sarà resa nota "a breve".

Ma secondo un analista afghano, Syed Ishaq Gilani, citato dall'emittente Tolo News, "ci saranno decine di ministeri tecnici e ad occuparli dovrebbero essere dei tecnici competenti". La stessa emittente ha fatto sapere che nella capitale afghana è arrivato Faiz Hameed, capo dei servizi di intelligence del Pakistan (Is), in coincidenza con gli ultimi preparativi per il via al nuovo esecutivo.

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