Il Golpe

Colpo di Stato in Guinea, è caos a Conakry. Catturato presidente Condè

Dopo aver guidato la rivolta, il capo delle forze speciali ha annunciato scioglimento del Governo e annullamento della Costituzione. Condanna da ONU e Ue.

Colpo di Stato in Guinea, è caos a Conakry. Catturato presidente Condè

È un vero e proprio golpe quello iniziato domenica e messo a segno in Guinea durante la notte - ed annunciato questa mattina dal comandante delle forze armate speciali, il Tenente colonnello Mamady Doumbouya. L’ex-ufficiale della Legione straniera è apparso in una dichiarazione alla televisione di Stato per informare di aver “sciolto il Governo e annullato la Costituzione”.

 

“Cattiva gestione”, il movente dei ribelli

Come spiegato dallo stesso Doumbouya, la rivolta sarebbe nata dallo sconforto e i disagi generati dalla “cattiva gestione e dalla mancata trasparenza della politica interna del Governo della Guinea. È così che dopo una giornata che ha visto la capitale in preda al caos, mitragliate e terrore generalizzato per le strade, il capo dei ribelli ha deciso di assediare e ribaltare l’Esecutivo.

Il tentato golpe è arrivato circa 7 giorni dopo l’approvazione, da parte  del Parlamento di Conakry, di un’importante variazione del Bilancio nazionale teso ad aumentare i tetti di spesa concessa ai parlamentari che della presidenza. Era stato varato, allo stesso tempo, un taglio dei fondi per le forze dell’ordine, a partire da Polizia ed Esercito.

 

Alpha Condè in mano ai ribelli

Questa mattina, nel quartiere di Kaloum, alcuni testimoni hanno aiutato a ricostruire i fatti che hanno portato – per mano dei golpisti armati - alla cattura del Presidente Alpha Condè, confermata poi con proclamo pubblico. Contemporaneamente, continuavano gli sforzi del Governo di fermare i ribelli, di cui circa 25 sono stati arrestati. Al suo terzo mandato, non è la prima volta che Condè diviene il target di tentati colpi di Stato.

I cittadini sono chiusi in casa e le vie di Conakry oggi sono vuote, si avvistano solo membri del corpo militare di Dombouya. Giunta in capitale per la partita contro la Guinea di qualificazione ai Mondiali di calcio, perfino la Nazionale del Marocco è dovuta restare bloccata in hotel, al sicuro. Si muoverà solo per spostarsi in aeroporto e lasciare il Paese al più presto.

 

La condanna di Nazioni Unite e Borrell

A richiedere di liberare il Presidente Condè sono stati i rappresentanti dell’Alto Commissariato per l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

Condanno la presa del potere con la forza in #Guinea e chiedo l’immediato rilascio del Presidente Alpha Condé” – ha twittato in mattinata l’Alto Rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Josep Borrell. “Invito tutti gli attori ad agire nel rispetto dello Stato di diritto, nell’interesse della pace e del benessere della popolazione guineana”, si legge nel post. Alla luce del perdurare dell’instabilità politico-militare della Guinea, si presume che una discussione sulla situazione in Guinea potrebbe presto fare eco a Bruxelles e finire sui tavoli dei prossimi incontri dei leader per affrontare la profonda crisi che investe questo Paese del Nord Africa.

 

 

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