NextGeneration EU – State of play

Ue, Recovery Fund: dall’ECOFIN via libera ai PNRR di Dublino e Praga

Luce verde ai Piani di ripresa di Irlanda e Repubblica Ceca. Quali nodi rimangono con Polonia ed Ungheria, da sbloccare per avere accesso al Recovery Fund.

Ue, Recovery Fund: dall’ECOFIN via libera ai PNRR di Dublino e Praga

Agosto è stato il mese del Recovery Fund per l'Italia che è stato il primo Paese dell’Ue a ricevere il primo esborso per il pre-finanziamento di “Italia Domani” pari a 24,9 mld di euro. Ma a che punto stanno Paesi come Irlanda, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria nella valutazione del proprio piano nazionale di ripresa? Si tratta di una tempistica e di aspetti importanti da considerare in queste prime settimane di ripresa (dopo la pausa estiva) dei lavori istituzionali a Bruxelles, a partire dal Consiglio Affari economici e finanziari (ECOFIN) conclusosi questo pomeriggio.

 

Fervono anche i preparativi per il ritorno della stagione politica dell’Ue, che tradizionalmente inizia con il discorso sullo Stato dell'Unione pronunciato dal Presidente della Commissione europea. Attesa alla riunione dei capigruppo al Parlamento europeo il 9 settembre, Ursula Von der Leyen si prepara anche a fare il punto sullo state of play delle approvazioni dei Recovery Plan dei 27 e sulle relative richieste di pagamento.

 

Da Ecofin: luce verde ai PNRR di Repubblica Ceca e Irlanda

I Recovery Plan consegnati a Bruxelles dal Governo di Praga e quello di Dublino sono in linea con i criteri di valutazione e gli obiettivi previsti dalle regole di accesso al NextgenerationEU, il maxi-fondo per la ripresa. A dare l’ok ai due documenti ufficiali sono stati i Ministri dell’Economia e delle Finanze degli Stati membri dell’Ue nell’ambito della prima riunione di settembre dell’ECOFIN e sotto il turno di Presidenza slovena. È così che è arrivata oggi la conferma dell’endorsement ufficiale da parte dall’Esecutivo Ue.

 

I 7 miliardi di euro del piano irlandese e i 989 milioni di euro del Piano di Praga hanno ricevuto valutazione positiva, avendo lo scopo di finanziare progetti ed investimenti che affrontano le “sfide del clima e della transizione digitale”, uno dei grandi leitmotiv di Bruxelles, comune a tutti i Piani finora approvati. Struttura e misure inserite nei due piani sono anche in linea con una parte significativa delle Raccomandazioni specifiche per Paese elaborate durante il Semestre europeo.

 

Via al pre-finanziamento del 13%

Da ora Praga potrà ricevere un pre-finanziamento del 13%, mentre Dublino – per ora - non ha chiesto l’anticipo. Salgono così a 18 i Piani Nazionali approvati dall’Ue. Oltre all’Italia, a ricevere il primo bonifico a titolo di pre-finanziamento da Bruxelles sono stati anche Portogallo, Francia, Spagna, Lituania, Grecia, Belgio, Lussemburgo e Germania.

Per questi 9 Paesi, ora è si apre la fase della “verifica” dei target dei piani, che per il Governo di Roma è calendarizzata per dicembre.

 

Budapest e Varsavia: con Bruxelles, permangono nodi da sbloccare

Per quanto riguarda il Recovery Fund, “è ancora in corsola corrispondenza tra la Commissione europea ed il Governo polacco. Stessa cosa per il dialogo che si cerca con l’Ungheria. Per i piani presentati dai due Paesi, infatti, la valutazione non è stata ancora completata.


La loro approvazione è di fatto vincolata ad alcuni importanti pilastri politici previsti dallo strumento Ue per la ripresa. Specificatamente, il problema sorge attorno alla “supremazia del diritto europeo” per la Polonia Varsavia e alle questioni legate allo Stato di diritto per il Governo di Orban. Già emersi a luglio del 2020 (in sede di definizione e negoziazione dei criteri di accesso al NextGenerationEU) questi nodi avevano già tenuto nel limbo il relativo accordo tra i 27. Il Recovery Plan in Polonia e Ungheria è quindi nuovamente fermo. Starà ai rispettivi Governi e a quello dell’Ue trovare la quadra per sbloccarlo tempestivamente.

 

La Commissione, infatti, sta ipotizzando “le potenziali conseguenze” di alcune mosse recenti, in campo giudiziario, da parte del Governo di Morawiezcki. Lo ha detto il VP Valdis Dombrovski a conclusione dell’ECOFIN. Non si è tuttavia espresso – per non sbilanciarsi ne condizionare l’esito delle valutazioni in corso – sul contenuto del piano polacco di ripresa e resilienza.

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