La sperimentazione

Vaccini, monoclonali come alternativa alla terza dose per i fragili

Pronto a partire lo studio presso lo Spallanzani di Roma. Si attende l’autorizzazione da parte dell’Aifa, forse domani 9 settembre. Da lunedì le dosi

Vaccini, monoclonali come alternativa alla terza dose per i fragili

Gli anticorpi monoclonali in alternativa alla terza dose di vaccino anti-Covid.

Ci lavora l’Istituto Spallanzani di Roma, che ha chiesto l’autorizzazione all’Aifa, l’Agenza italiana del farmaco, per poter avviare la somministrazione, già da lunedì 13 settembre.

Il via libera potrebbe arrivare il 9 settembre e segnerebbe una nuova strada nell’ambito della protezione contro il coronavirus, rivolta ai soggetti fragili.

 

La sperimentazione

L’Istituto Spallanzani di Roma, centro di ricerca e cura di eccellenza per le malattie infettive, è dunque pronto a partire con uno studio che mira a fornire un’alternativa alla terza dose di vaccino anti-Covid, in particolare per i pazienti immunodepressi e fragili. “In questi mesi l’Istituto Spallanzani ha condotto le ricerche sulla risposta vaccinale in diverse popolazioni fragili, in persone immunodepresse per patologie gravi o in cura con terapie immunodepressive. Il nostro obiettivo, e del Paese, è quello di garantire la protezione dal contagio anche e soprattutto a queste persone” ha spiegato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia.

Lo stesso Vaia ha chiarito il senso dell’uso di anticorpi monoclonali: “Alcuni pensano ad una terza dose (o richiamo), noi stiamo immaginando un percorso che porti a dare una protezione con gli anticorpi monoclonali che già hanno dato dimostrazione di sé in ambito terapeutico”.

 

Quando inizia la somministrazione

“In questi giorni abbiamo messo in cantiere un programma per favorire l’accesso a questo tipo di popolazione agli anticorpi monoclonali e abbiamo sottomesso un programma di accesso ai monoclonali alle autorità regolatorie e siamo in attesa in settimana che Aifa e il comitato etico approvino il programma – precisa Vaia - Se tutto andrà a buon fine, come ci auguriamo, da lunedì cominceremo a somministrare gli anticorpi”.

 

Le cure e i risultati ottenuti finora

L’impiego degli anticorpi monoclonali è già diffuso in ambito terapeutico per molte patologie, compreso il Covid, dove ne è stato autorizzato l’uso nei mesi scorsi. Finora sono stati somministrati a 8.434 i pazienti, che sono iscritti nei registri di monitoraggio di questi farmaci e che quindi ne hanno ricevuto una dose.

Ma fino a questo momento erano stati utilizzati esclusivamente come terapia, a cui fare ricorso solo nelle fasi precoci della malattia e in forma da lieve a moderata, e in soggetti particolarmente fragili che sono ad alto rischio di progressione severa. Questo anche per l’elevato costo dei farmaci.

Man mano che è avanzata la campagna vaccinale, però, sono diminuite le dosi settimanali prescritte e distribuite in tutte le regioni. Quelle dove ne sono state dispensate più quantità sono Lazio, Veneto e Toscana, rispettivamente con 1.209, 1.167 e 1.123 dosi. Fanalino di coda, invece, sono la Provincia autonoma di Trento (29), il Molise (14) e la Provincia autonoma di Bolzano (3).

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