il “rinforzo”

Aifa, oggi il “sì” alla terza dose. Oms frena, Regioni in pressing

E’ atteso in queste ore il via libera da parte dell’Agenzia italiana del farmaco alla somministrazione del nuovo richiamo. A chi andrà la dose “booster”

Aifa, oggi il “sì” alla terza dose. Oms frena, Regioni in pressing

È solo questione di ore, è iniziato il count down verso l’autorizzazione da parte di Aifa alla somministrazione della terza di vaccino anti-Covid.

Un via libera che è atteso fin da oggi da parte dell’Agenzia italiana del farmaco che va in controtendenza rispetto alle indizioni delle principali agenzie ed enti, come l’Organizzazione mondiale della Sanità.

Manca anche il semaforo verde da parte dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, a cui sia Pfizer che Moderna hanno chiesto di estendere l’attuale autorizzazione per le due dosi anche a quella aggiuntiva di richiamo.

Ma a quali categorie sarà riservata?

 

Aifa, il via libera forse oggi

Il Comitato tecnico scientifico si era già espresso in modo favorevole (seppure informale), a fine luglio, ipotizzando una dose booster, di “rinforzo” per alcuni pazienti cosiddetti fragili. Si tratta di una platea di circa 9 milioni di italiani. Ora la decisione è al vaglio dell’Aifa. Non appena arriverà il “sì” ufficiale, atteso per oggi, le Regioni potranno avviare le convocazioni dei soggetti coinvolti per la somministrazione. "Prima si parte, meglio è" ha commentato Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni.

 

Chi riceverà la terza dose

Nell’elenco dei soggetti fragili o vulnerabili ci sono sicuramente gli immunodepressi, pazienti oncologici, anziani over 80 con pluripatologie, soggetti con malattie respiratorie, cardiocircolatorie e neurologiche, ma anche diabetici e grandi obesi, malati con fibrosi cistica e insufficienza renale, con malattie autoimmuni, epatiche, cerebrovascolari e del sangue. Infine rientrano tra i fragili anche i trapiantati e i malati di Hiv.

 

Il calendario

Per tutte queste persone, considerate più a rischio, la dose di richiamo dovrebbe essere iniettata a partire da fine settembre, iniziando dagli oncologici, nei quali si è visto che il calo dell’immunità avviene già a partire da 4 mesi dalla vaccinazione. A chiamare i pazienti «fragilissimi» per la terza dose saranno le strutture sanitarie che li hanno in carico, insieme ai medici di famiglia e, in alcuni casi, agli hub vaccinali.

Dopo gli “immunocompromessi” sarà la volta degli over 80 (presumibilmente da dicembre), pari a 4,4 milioni di persone, insieme a ospiti e personale delle Rsa (570 mila persone). Infine toccherebbe agli operatori sanitari (circa 1,9 milioni), ma per loro il richiamo sarebbe fissato a partire da gennaio 2022, a circa un anno dalla prima somministrazione. In totale sarebbero interessati 9 milioni di italiani.

Quanto agli altri, c’è ancora molta cautela.

Per ora l’Organizzazione mondiale della Sanità ha frenato sull’opportunità di una terza dose, privilegiando invece la possibilità di distribuire le prime e seconde dosi a quante più persone possibili. L’Ema non si è ancora pronunciata, ma Aifa potrebbe – in questo caso – decidere autonomamente.

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