il compleanno

Umberto Bossi compie 80 anni: da “Roma ladrona” a “prima gli italiani”

Per il Senatùr una videochiamata ai militanti radunati a Pontida, ma niente presenza. Tanti i messaggi d’auguri. La sua storia, dalla Secessione ai migranti

Umberto Bossi compie 80 anni: da “Roma ladrona” a “prima gli italiani”

Niente feste sul pratone di Pontida, sono lontani i tempi in cui Umberto Bossi animava raduno leghista nel cuore della bergamasca. C’è lo stesso, però, il leader del Carroccio, idealmente al fianco dello zoccolo duro dei militanti della Lega, alcuni dei quali non hanno voluto mancare all’appuntamento, seppure così cambiato negli anni. Per loro un videomessaggio del leader, che oggi compie 80 anni, e festeggia in famiglia a Gemonio, con la moglie Manuela Marrone e i figli.


Nell’area utilizzata tradizionalmente per rinsaldare il popolo leghista sono comunque stati preparati per tempo tavoli con torte speciali, una cartolina commemorativa in cui campeggia il visto di Bossi stilizzato che spegne 80 candeline, su sfondo rosso, cd con musica “padana” e celtica (non poteva mancare il classico “Va Pensiero"), mentre gli elettori della prima ora hanno pensato a una sorta di “marcia” in suo onore.

Per lui, però, per il Senatùr, leader e fondatore del Carroccio, solo un brindisi “intimo”, lontano dai vecchi bagni di folla, quelli del Devolution Day a Venezia o quelli delle origini, alla sorgente del Po ai piedi del Monviso.

 

Sono molti, però, i messaggi di auguri che gli sono già arrivati, come quello dell’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che ha organizzato un saluto speciale al Sentùr proprio da Pontida.

 

La storia politica

Bossi, nato a Cassano Magnago il 19 settembre a Cassano Magnago, “ha saputo incarnare quel sentimento autonomista che era ed è ancora nell’anima di molti leghisti, di quelli che con un po’ di follia hanno seguito il Bossi il visionario” ricorda Roberto Pedretti, ex consigliere della Lega Lombarda. È stato eletto per la prima volta al Senato nel 1987: da qui il soprannome in dialetto lombardo di Senatùr. Dal 1992 ha ricoperto per sei volte la carica di deputato, per poi sedere a Palazzo Madama. Per tre volte è stato parlamentare europeo. Tra i suoi slogan più famosi quel “Roma ladrona” rimasto impresso nelle menti e nei cuori dei sostenitori della prima ora, quelli che lo seguirono nel sogno della Secessione, poi ridimensionato a federalismo.

 

Giusto pochi giorni fa, il 15 settembre, qualcuno ha festeggiato i 25 anni dalla proclamazione, da parte di Bossi, dell’Indipendenza della Padania, che avvenne con tanto di riti e simboli, in larga parte oggi rimasti un vecchio ricordo: le adunate lungo il Po, le catene umane, le camicie verdi, il Va pensiero, il Sole delle Alpi, il parlamento padano e la rievocazione di Alberto da Giussano come modello ispiratore di libertà.

 

Oggi di quella Lega delle origini è rimasto poco, perché man mano si è fatto largo lo slogan “prima gli italiani”, specie in tema di migrazioni.

 

L’ictus, la malattia, l’uscita di scena

Il primo duro colpo per Umberto Bossi, che ne ha segnato il progressivo allontanamento dalla scena politica, è arrivato l’11 marzo del 2004, quando il leader della Lega è stato colpito da un ictus, che lo ha poi costretto a una lunghissima riabilitazione, anche in una clinica in Svizzera. Nel 2019, però, è stato vittima anche di un incidente domestico dal quale non si è ancora del tutto rimesso, mentre lo scorso inverno è stato colpito dal fuoco di Sant' Antonio.


A pesare, però, sulla sua uscita di scena sono stati anche i guai con la giustizia. A dicembre 2019, comunque, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Sergio Mattarella ha graziato Umberto Bossi per la condanna per vilipendio in riferimento agli insulti rivolti nel 2011 al suo predecessore al Colle, Giorgio Napolitano (gli diede del “terrone”: “Nomen omen, non sapevo fosse terùn”).

 

In seguito alla condanna, l’ex leader della Lega era stato affidato in prova al servizio sociale. Bossi aveva ancora un anno di pena da scontare e, dopo la concessione del presidente della Repubblica, si è detto “molto contento” e ha ringraziato sia Mattarella che Napolitano.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA