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Come sarà il nuovo smart working di Brunetta: ecco il “piano POLA”

Le prime indicazioni sul nuovo accordo per il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, atteso per ottobre. Primi incontri a partire da questa settimana

Come sarà il nuovo smart working di Brunetta: ecco il “piano POLA”

Da gennaio le pubbliche amministrazioni potranno fare "tutto lo smart working che vogliono" se ci sarà un contratto. Potrebbe persino arrivare una piattaforma dedicata, che possa regolare l'organizzazione del lavoro da remoto e quindi anche portare alla "soddisfazione dei cittadini” parola del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che ha spiegato gli obiettivi di un nuovo contratto per lo smart working, in una intervista a Radio 24.

L’accordo dovrebbe arrivare entro ottobre, ma ci sono già alcune indiscrezioni. Per esempio, non sarà valido dall’estero. Dalle prossime ore i primi incontri con i sindacati per mettere a punto i dettagli.

 

Al via gli incontri per il nuovo smart working

Il lavoro agile non scomparirà, ma sarà regolamentato in via non più emergenziale. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi dal ministro Brunetta, che ha chiarito che in un mese si dovrebbe arrivare al nuovo contratto, su base individuale. La road map è pronta.

È previsto per il 22 settembre un primo incontro tra l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) e i sindacati per affrontare il trattamento economico dei dipendenti delle Funzioni centrali, giovedì 23 si dovrebbero discutere anche di altri temi, a iniziare proprio dallo smart working, dal 1° gennaio, quando presumibilmente non sarà più in vigore lo stato di emergenza (che scade il 31 dicembre 2021).

 

Orlando: “Occorre un accordo quadro nazionale”

Di lavoro agile ha parlato in queste ore anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando: "Serve un accordo quadro nazionale, convocherò le parti sociali per riaprire il discorso. Va tenuto conto del tema del diritto alla disconnessione, perché sta sfumando la differenza tra tempo di riposo e di lavoro: questo va chiarito. Se ci arriveremo assieme alle parti sociali bene, altrimenti ci si dovrà arrivare attraverso la legge”.

 

Le indiscrezioni: niente lavoro agile all’estero, definire orari e giorni

Secondo l'ultima bozza presentata dall'Aran, il lavoro agile non potrà essere svolto fuori dai confini italiani, a meno che la sede di lavoro sia all’estero. Ciò che però andrà specificato sono soprattutto la durata dell'accordo tra azienda e lavoratore, le giornate da svolgere in smart working e gli orari.

Soprattutto andranno individuate tre fasce: quella di operatività, di contattabilità e di inoperabilità, in modo da assicurare il rispetto del diritto alla disconnessione.

 

Cos’è il POLA, il piano organizzativo

Al momento si stano dunque definendo le linee del cosiddetto Piano Organizzativo anche per il Lavoro Agile (POLA), che prevede un massimo del 15% di attività svolgibili da remoto. Si tratta di un passaggio atteso, dopo la cancellazione – lo scorso aprile - dell’obbligo del 50% di lavoro agile per i dipendenti pubblici, previsto in precedenza durante l’emergenza Covid, dal precedente titolare di Palazzo Vidoni, Fabiana Dadone. Al momento sono 3,2 milioni i dipendenti pubblici interessati dallo smart working.

Lo scorso 15 settembre l’Aran ha presentato ai sindacati la prima bozza di contratto per il lavoro agile nelle Funzioni centrali (cioè ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici) che sarà il testo dal quale partire per regolamentare lo smart working in tutta la PA. Nella bozza è scritto che il lavoro agile sarà previsto solo “per processi e attività di lavoro previamente individuati dalle amministrazioni, per i quali sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità”.

 

Il nodo Green Pass

La discussione non sarà comunque semplice, dal momento che andranno previste clausole che facciano riferimento al Green Pass: il rischio, infatti, è che il lavoro agile diventi un’alternativa alla presenza (con obbligo di certificato nazionale) per chi non voglia sottoporsi a vaccinazione.

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