Fisco e dintorni

Catasto, la riforma che scotta e che la politica (per ora) non vuole

Dopo Lega e FdI arriva il ‘no’ del Movimento Cinque Stelle e di Forza Italia. Il timore dei partiti per un tema ritenuto ‘rischioso’ in campagna elettorale

Catasto, la riforma che scotta e che la politica (per ora) non vuole

Sono anni che si parla della revisione delle rendite catastali. Ma il tema resta di quelli caldi e ogni volta che la parola ‘catasto’ ritorna nel dibattito politico lo scontro è a portata di mano.  Se qualche giorno fa erano stati Lega e Fratelli d’Italia ad alzare le barricate, stavolta sono il M5S Forza Italia che fanno muro per fermare quella che per molti rappresenta una ulteriore tassazione sugli immobili. Il coro di ‘no’ alle nuove norme fa appello principalmente a quanto disposto all’unanimità dalle commissioni Finanza di Camera e Senato lo scorso luglio: la riforma va rinviata ad un momento successivo.

 

"Non è certo l'intervento prioritario per rilanciare crescita e occupazione. Tuttavia, se troverà posto nella legge delega del governo, non ci tireremo indietro. Ma deve essere chiaro che, in questa fase storica, dalla revisione dei valori catastali non potrà derivare alcun aggravio fiscale complessivo. L’intervento, al contrario, dovrà essere impostato per razionalizzare l’imposizione patrimoniale, rendendola allo stesso tempo più digitale e più equa”. 

Vita Martinciglio e Giovanni Currò, rispettivamente capogruppo e vicepresidente 5S della commissione Finanze della Camera, non hanno dubbi sul fatto che se una modifica della normativa dovrà esserci, non potrà implicare in alcun modo nuova pressione fiscale sui cittadini. “Il cardine della riforma fiscale sarà la riduzione del carico sui fattori produttivi”, aggiungono. “Solo alleggerendo le imposte che pesano sul lavoro e sugli utili riusciremo a consolidare la crescita economica e a uscire più forti dalla pandemia”.

 

Anche Forza Italia, con il coordinatore nazionale Antonio Tajani, ritiene “errato fare una riforma del catasto che porti poi ad un inevitabile aumento della pressione fiscale sulla casa. Difendiamo il diritto alla proprietà”, dice. “Non è questo il momento di aumentare le tasse, anzi, è il momento di abbatterle”. Il partito azzurro torna sulle politiche che riguardano il costo del lavoro e lancia la proposta affinché “un’importante parte dei soldi utilizzati per il reddito di cittadinanza, che non ha prodotto grandi effetti, vada utilizzata per abbattere il cuneo fiscale e permettere alle imprese di assumere nuovi giovani lavoratori”.

 

In ogni modo, solo con la legge delega sul fisco verrà chiarito se il governo intenda rivedere le valutazioni catastali. Il tema per i partiti della coalizione resta uno dei più insidiosi in questa fase di campagna elettorale, in attesa del voto del 3 e 4 ottobre per rinnovare sindaci e consigli comunali delle città più importanti del Paese. Non c’è alcun interesse, insomma, a metterlo adesso al centro dell’agenda politica. Ma ancora una volta starà al presidente del Consiglio valutare la direzione da seguire. È’ probabile che per via delle difficoltà che si stanno incontrando sul resto della riforma fiscale si opti per un rinvio del dibattito sul catasto. Nulla, tuttavia, è scontato. Non è escluso nemmeno che a Palazzo Chigi si stia pensando a una revisione delle norme più diluita e che abbia un impatto minore rispetto alle intenzioni iniziali. La bozza della legge quadro che stabilirà entro quali limiti il governo potrà esercitare la funzione legislativa sulla materia fiscale è attesa in Cdm la prossima settimana

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