Il governo parla agli industriali

Il Patto produttivo e sociale che Draghi vuole per l’Italia.

Il premier all’assemblea di Confindustria: “Serve unità”. La crescita è al 6% ma è frutto del rimbalzo. “La sfida è costruire stabilità e ripresa duratura”

Il Patto produttivo e sociale che Draghi vuole per l’Italia.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, di fronte agli industriali e ai sindacati dà la sua ricetta per affrontare “un quadro complessivo che cambia” e portare il Paese fuori dalle secche della crisi economica per una crescita a lungo termine. Quello che serve è “un patto economico, produttivo e sociale”, dice. “Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”.

 

All’assemblea di Confindustria la parola chiave del premier nel corso del suo intervento è “unità”.  “Nessuno può chiamarsi fuori”, scandisce chiedendo un futuro di nuove relazioni industriali, che accompagni la stagione di riforme sulla quale è impegnato il governo. “Vi chiedo di fare di più in una prospettiva di sviluppo a beneficio dei più deboli e delle nuove generazioni”. E aggiunge: “Un governo che cerca di non far danni è molto ma non basta per affrontare le sfide dei prossimi anni, in primis le tensioni geopolitiche, il protezionismo, ma anche il probabile mutare delle condizioni finanziarie, il graduale affievolirsi degli stimoli di bilancio. È quando l’intero quadro di riferimento politico, economico e sociale cambia che più occorre essere uniti per non aggiungere incertezza interna a quella esterna”.

 

Apprezzamento per le parole dell’inquilino di Palazzo Chigi è espresso dal leader degli industriali, Carlo Bonomi: “Questo è lo spirito con cui deve lavorare il Paese”. Le sfide da affrontare oggi richiedono “un sistema di relazioni industriali molto forti” e il fatto che “il presidente del Consiglio abbia dato un suo avallo così sentito, ci richiama tutti alla responsabilità. Oggi a quel tavolo ci dobbiamo andare tutti, con grande convinzione”.

 

Crescita duratura

Il quadro economico che illustra Draghi è chiaro e privodi  facili entusiasmi: “Le previsioni che presenteremo a giorni stimano una crescita intorno al 6% quest’anno, a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera”.  Ma “quello che abbiamo davanti è un rimbalzo, legato alla forte caduta del prodotto interno lordo registrata l’anno scorso. Nel 2020, l’economia italiana si è contratta dell'8,9%, una delle recessioni più profonde d'Europa”. Dunque, “era inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una forte accelerazione dell’attività”.

 

Adesso “la sfida del governo, e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali, è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile”. Non vi è dubbio: “L’Italia si sta rimettendo in piedi” ma “questa fase richiede una politica di bilancio equilibrata ed efficaceLe conseguenze dello shock economico causato dalla pandemia, a partire dall’aumento dell'indebitamento privato, richiedono tempo per essere assorbite”. Secondo l’ex numero uno della Bce le “misure straordinarie come la moratoria sul credito bancario hanno nascosto vulnerabilità del nostro sistema economico che sono destinate a riemergere nel tempo. La fiducia di famiglie e imprese è elevata ma fragile. La priorità deve essere quella di preservare la loro capacità di spesa e la loro volontà di investire”. 

 

Il Piano nazionale di ripresa, le Riforme e la svolta Green

Per stabilizzare l’economia molto dipende dalla pandemia e dall’indice dei contagi. Il governo è pronto ad allentare le restrizioni in vigore appena i dati sui contagi lo consentiranno. Poi ci sono gli investimenti del Pnrr: “In Consiglio dei Ministri oggi presenteremo il quadro del monitoraggio degli interventi previsti nel Piano per l’ultimo trimestre del 2021”. E avverte: “Dobbiamo mantenere la stessa ambizione e la stessa determinazione che abbiamo avuto negli scorsi mesi, soprattutto per quanto riguarda l’agenda di riforme”. Annuncia che “nel mese di ottobre” l’esecutivo approverà quella sulla concorrenza: “il rafforzamento dell’economia passa attraverso l’apertura dei mercati e non dalla difesa delle rendite”. E sulla transizione ecologica: “non è una scelta ma una necessità”, sottolinea Draghi. “Dobbiamo tenere conto della capacità di riconversione delle nostre strutture produttive. Lo Stato deve fare la sua parte nell’aiutare cittadini e imprese a sostenere i costi di questa trasformazione e prestare particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione”. 

I rincari di luce e gas, le mosse del governo 

Palazzo Chigi è impegnato per abbassare i costi di gas e luce a carico di famiglie e imprese. “Senza un intervento del governo nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 40%, e quello del gas del 30%”. Per questo “verranno eliminati gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese”. L’intervento complessivamente ammonta a “oltre 3 miliardi” di euro “e ha una forte valenza sociale, per aiutare i più fragili”.

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