Il Carroccio

Salvini e Giorgetti allo scoperto, lo scontro non è più sotterraneo

Tensione alle stelle nella Lega: il caso Morisi e il titolare del Mise mettono in difficoltà il Capitano. L’esito del voto segnerà uno spartiacque?

Salvini e Giorgetti allo scoperto, lo scontro non è più sotterraneo

Il Capitano è furioso. Lo scontro che si sta consumando da mesi all’interno del Carroccio è ormai salito in superficie. Il leader della Lega, Matteo Salvini, e il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sono ai ferri corti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un’intervista rilasciata dal titolare del Mise al quotidiano La Stampa, nel corso della quale- nemmeno tanto velatamente - sembra parteggiare per il candidato Calenda alle comunali di Roma, bocciando la scelta di Enrico Michetti che corre per il centrodestra.

“Non ho molto tempo per leggere le interviste, poi ho visto che Giorgetti ha smentito. A Roma Michetti è una persona competente e per ripartire bisogna farlo dalle periferie e non dai salotti di Calenda”, replica Salvini. Che controbatte anche su Colle e Draghi, smentendo il vice-segretario federale della Lega che vorrebbe il premier al Quirinale per poi tornare al voto. “Che prima o poi si vada al voto, e io mi sto preparando per essere all’altezza del Paese, lo dice la democrazia. Ma io non tiro per la giacchetta né Draghi, né Mattarella”, fa sapere. “Mi sembra una mancanza di rispetto nei loro confronti e degli italiani. A febbraio ne riparleremo”.

 

Nonostante il passo indietro del ministro, stavolta Salvini decide di non fare il pesce in barile e risponde punto su punto, quasi a dover riaffermare - per forza di cose - chi è che comanda e decide nel partito.  La fase è difficile e insidiosa per la sua leadership nel Carroccio. La vicenda del suo spin doctor, Luca Morisi, finito nell’occhio del ciclone e indagato per droga, lascia scoperti i nervi a pochi giorni dalle elezioni amministrative.

Non è un caso che l’ex ministro dell’Interno passi al contrattacco, e senta anche la necessità di chiarire le dichiarazioni di ieri e quella mano tesa all’inventore della ‘Bestia’. “Per me chi vende droga, vende morte. Su questo spero che nessuno abbia dubbi, chi consuma droga sbaglia e va aiutato e curato. Ma tirare in ballo il discorso politico, che non c’entra nulla con il partito, perché lui risponderà a se stesso e alla sua coscienza, è un attacco gratuito alla Lega a cinque giorni dal voto. Noi abbiamo le spalle larghe”.

 

La tensione è alle stelle.  Il caso Morisi e poi a stretto giro le parole del numero due della Lega minano la già difficile campagna elettorale di Salvini e del centrodestra, che i sondaggi nelle grandi città danno in affanno. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, prova a sostenere l’alleato-rivale. “Sono rimasta molto colpita da quello che Giorgetti ha detto su Roma: per me fa fede la presenza di Salvini sulla Capitale e a Milano e fa fede per Fi il lavoro di Berlusconi”, dice. “Se sapesse qualcosa di Roma, saprebbe che Calenda non arriverà mai al ballottaggio e poi non mi sembra che sia stato un ministro così capace. Non vorrei che Giorgetti fosse tornato alla vecchia Lega, quella che augurava a Roma il peggio”. Ma aiuti esterni a parte, dalle parti di via Bellerio la resa dei conti è appena cominciata.

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