Il vertice sul clima

PreCop 26, Draghi parla ai giovani e promette: “Dobbiamo agire adesso”

A Milano il premier ha incontrato Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli. Tensione all’ingresso del Mico, la protesta di giovani attivisti

PreCop 26, Draghi parla ai giovani e promette: “Dobbiamo agire adesso”

È la crisi che rischia di gettare un’ombra sul Pianeta senza possibilità di tornare indietro. Quella sui cambiamenti climatici è una delle sfide più importanti per i ‘grandi’ della Terra, i Paesi con il più alto Pil ma anche con il più elevato livello di emissioni al mondo. Oggi alle Pre-Cop 26 di Milano – in corso fino al 2 di ottobre – si prepara il campo alla Climate Change Conference delle Nazioni Unite – il 26esimo vertice annuale sul clima, che si svolgerà a Glasgow il prossimo novembre. E ragazzi provenienti da tutta Italia, e anche da più lontano, si sono dati appuntamento nel capoluogo lombardo per far sentire la loro presenza a governi e istituzioni internazionali sul tema che, ormai, è priorità globale.  Lo “Youth4Climate Driving Ambition” è cominciato il 28 settembre e per oggi prevede l’incontro dei giovani delegati con i ministri che partecipano alla Pre-Cop26.  

 

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto prima un colloquio in prefettura con le attiviste ambientali Greta ThunbergVanessa Nakate e Martina Comparelli. “E’ andata benissimo”, ha detto. Le attiviste aspettano il G20. “Draghi sa cosa diciamo, ma bisogna farlo”, spiega a margine Martina Comparelli, che ha anche consegnato al presidente del Consiglio un estratto del documento finale della Climate Open Platform che verrà presentato questa sera. 

 

Dopo l’incontro con le tre attiviste il premier ha parlato alla platea dei giovani: “Questa generazione, la vostra generazione, è la più minacciata dai cambiamenti climatici. Avete ragione a chiedere una responsabilizzazione, un cambiamento”, ha affermato. “La transizione ecologica non è una scelta - è una necessità. Abbiamo solo due possibilità. O affrontiamo adesso i costi di questa transizione. O agiamo dopo,  il che vorrebbe dire pagare il prezzo molto più alto di un disastro climatico”.

 

Per Draghi l’imperativo è uno: “Dobbiamo agire adesso. Sono convinto che abbiamo tanto da imparare dalle vostre idee. La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando”. Il titolare di Palazzo Chigi ha sottolineato che “la pandemia e i cambiamenti climatici hanno contribuito a spingere quasi 100 milioni di persone in povertà estrema, portando il totale a 730 milioni. La crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente - molto più velocemente e con più efficacia”. 

L’Italia oltre ad essere quest’anno presidente di turno del G20 – il principale Forum di cooperazione economica e finanziaria al mondo – è anche partner con il Regno unito per l’organizzazione della Cop26. “Stiamo spingendo i Paesi a rispettare i propri impegni climatici e, in certi casi, siamo pronti a prenderne di più audaciSe vogliamo avere successo, tutti i Paesi devono fare la loro parte, a partire da quelli del G20”. Roma, dunque, spinge sull’acceleratore: “I Paesi del G20 generano oltre l'80% del PIL a livello mondiale e oltre il 75% delle emissioni”. 

 

Non c’è via di uscita se non si va oltre gli impegni già assunti. “Dobbiamo fare molto di più”, asserisce il presidente del Consiglio. “A livello di G20, vogliamo prendere un impegno per quanto riguarda l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi. E vogliamo sviluppare strategie di lungo periodo che siano coerenti con questo obiettivo”.

Alcuni giovani manifestanti hanno interrotto e contestato il presidente del Consiglio all’inizio del suo intervento al grido “El pueblo unido jamas sera vencido”. Proteste si stanno registrando anche all’ingresso del Mico- il Milano Convention Centre per tentare di bloccare l’arrivo dei rappresentanti istituzionali che partecipano alla Pre-Cop 26. “I leader globali, rinchiusi nei palazzi blindati, stanno discutendo in maniera troppo lenta e poco incisiva su conversione energetica e clima”, scrivono gli studenti del Lume, il Laboratorio universitario metropolitano” .

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