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Consigliati per la settima giornata di campionato: derby della mole

È la settimana del derby di Torino, in cui Allegri cercherà conferme dopo la vittoria con il Chelsea. Atalanta a San Siro contro il Milan. Napoli a Firenze

Consigliati per la settima giornata di campionato: derby della mole

La settima giornata di Serie A è alle porte e il turno si aprirà già da venerdì con una sfida salvezza importante tra Cagliari e Venezia. Sabato è la giornata del derby di Torino, con entrambe le compagini pronte a scaldare il cuore della città. L’Inter se la vedrà con il neo Sassuolo, il Milan ospiterà la macchina da guerra di Gasperini. Lazio a Bologna, Roma ad Empoli, con il big match tra Fiorentina e Napoli domenica pomeriggio. Ecco i consigliati, meno ricercati, per il prossimo turno del Fantacalcio

 

I consigliati della settima giornata di Serie A:

Alessio Cragno (Cagliari): In mezzo alla tempesta, inspiegabile, che è sormontata in Sardegna, vi sono pochi lampi di gioia in casa rossoblù. Tra questi il giovane, ma esperto portiere toscano, che ha messo già parecchie pezze agli errori, continui, della sua difesa. Il suo ruolo è essenziale per gli schemi di Mazzarri, poiché spesso si passa dai suoi piedi per iniziare l’azione. Le idee tattiche del nuovo coach solitamente prevedono un numero ridotto di gol subiti grazie al baricentro basso. Ma per ora bisogna limitarsi a sperare che il portiere salvi più situazioni possibili, soprattutto contro il Venezia che è in crescita. 

 

Nahuel Molina (Udinese): La squadra di Gotti aveva iniziato al meglio questa stagione, dimostrando all’Italia intera di non patire così tanto la partenza del top player assoluto, De Paul. Nelle ultime giornate però non arrivano più i risultati e contro la Sampdoria deve esserci una risposta diversa della squadra. Tra i migliori, ormai una certezza, vi è il terzino argentino, che pian piano si sta ritagliando lo spazio tra i migliori terzini del campionato: veloce, tecnico e portatore di bonus. Un killer per la fascia di Augello, che non avrà vita semplice. Gotti lo sceglie talvolta come sorpresa del secondo tempo, ma da ora le vittorie devono arrivare da subito. 

 

Nicolò Casale (Verona): Dopo l’addio di Juric, la squadra ha avuto un chiaro crollo, dovuto probabilmente alle insicurezze nel cambio gestionale. Di Francesco ha fallito nuovamente e al suo posto è giunto Tudor, sicuramente molto più adatto a gestire la psicologia dei giocatori, grazie anche alla sua importante grinta. Tra le novità in campo, sorprende il ventitreenne Casale, che dopo una stagione da protagonista tra le fila dell’Empoli, torna nella città che lo ha cresciuto, giocando sino ad ora tutte le gare. La sua particolarità è che nasce da terzino, dunque con buone doti di corsa e tecnica, ma viene usato come centrale nella difesa a tre. Un possibile sorpresa all’orizzonte. 

 

Riccardo Calafiori (Roma): Se da una parte la prestazione di Vina al derby ha fatto capire che non si tratta di un giocatore ideale per il nostro campionato, ad oggi, dall’altra il suo sostituto, giovane terzino italiano, scalpita per prendersi quel posto, offrendo sempre prestazioni soddisfacenti. Parliamo di un ragazzo molto giovane e dunque anche insicuro, talvolta, sbagliando sempre qualcosa in gara: deve lavorare sui dettagli, soprattutto nella concentrazione difensiva dove si perde in confusioni inutili. Quando spinge però è letale, regalando più di una volta la rete ai suoi. Mou vuole schierarlo con l’Empoli, ennesima dimostrazione che crede molto mi questo promettente ragazzo. 

 

Roberto Soriano (Bologna): La macchina da guerra di Mihajlovic ha subito un forte rallentamento, subendo nelle ultime tre gare una quantità importante di goal e offrendo prestazioni assolutamente insufficienti. Manca l’apporto di qualche elemento chiave, che riporti la serenità e le certezze giuste per ripartire. Tra questi vi è il centrocampista italo tedesco, che dopo una stagione stellare lo scorso anno, sta facendo fatica ad ingranare in queste prime partite. Deve tornare ad essere il leader, anche se il cambio di ruolo non lo sta decisamente aiutando. La Lazio rischia di essere un grosso ostacolo, ma con un po’ di cuore e furbizia, magari avanzando di nuovo Soriano, ci si può aspettare di tutto.

 

Rolando Mandragora (Torino): C’è forte aria di derby sotto la mole e i Granata si stanno preparando al meglio per affrontare questa sfida unica. Lo stadio sarà bollente e i giocatori stanno cercando di incorporare, giornata dopo giornata, l’idea tattica di Juric nel loro DNA. Il mediano campano, arrivato sei mesi fa a Torino, è già un leader totale, vista anche la fascia al braccio che la società ha voluto affidargli in vista dell’assenza di Belotti. Nell’ultima gara a Venezia ha però sprecato, sul ultimo pallone, la possibilità di regalare tre punti ai suoi, che avrebbero pesato molto. La voglia di riscatto è tanta e in una gara del genere la rabbia e la fame sono la chiave per la vittoria. E lui ne ha da vendere.

 

Antonio Jr Vacca (Venezia): Questa squadra non ha iniziato al meglio la scoperta della Serie A, ritrovandosi al fondo della classifica nel giro di poche partite. Recuperare non è impossibile, ma sii punti diventano vitali, anche per dare continuità all’importante pareggio con il Toro di lunedì. Il protagonista assoluto è il centrocampista centrale napoletano, che sta mostrando di avere qualità superiori al resto della rosa. Duttile nel cambiare posizione e decisivo sui calci piazzati. Si muove maggiormente davanti alla difesa, dove fa da schermo alla linea a quattro, inserendosi sino al limite dell’area sulle riprtenze, dove può tentare conclusioni allettanti. Il suo livello merita la categoria. 

 

Frank Kessié (Milan): “Dalle stelle alle stalle”, così potremo parlare dell’involuzione che sta subendo il centrocampista top della scacchiera di Pioli. Non scorso anno fu un leader assoluto, tra innumerevoli goal e prestazioni da sogno, nessuno avrebbe mai immaginato che la sua separazione con i rossoneri potesse terminare male. Infatti il calciatore ivoriano, dopo varie promesse d’amore a cui al Milan ormai sono abituati (Donnarumma insegna), il rinnovo sembrerebbe sempre più lontano: la sua attitudine, come si è visto con la Lazio o con l’Atletico Madrid, non sono di livello e rischia di finire fuori dagli schemi. l’Atalanta, sua ex squadra è una vittima che colpisce spesso. Serve rinascere ora, perché di opportunità non ce ne saranno all’infinito.

 

Emmanuel Gyasi (Spezia): A questa squadra manca ancora molto per poter definirsi una “stabile” della categoria, però i risultati e soprattutto, il gioco, proposti da Thiago Motta cominciano a mostrare frutti interessanti. Tra questi vi è indubbiamente la fase offensiva, orfana del baby talento Piccoli, ma che si sta destreggiando con caparbietà, trovando goal a quasi tutte le gare. Mentre Nzola e Verde cerca la condizione migliore per dare di più al team, l’esterno ex Torino, tra le altre, ha alzato il livello tecnico personale, stupendo tutti con giocate magistrali (come la rete con la Juventus). Lo scorso anno si è dimostrato timido e incerto, ma le qualità non sono mai mancate e alla fine, stanno venendo fuori. Deve fare da trascinatore. 

 

Mattia Destro (Genoa): Nuova stagione, vecchia storia: la punta parte sempre dietro nelle idee dell’allenatore, per poi diventare presto la soluzione ad ogni problema. Un cecchino sotto porta, che se non avesse avuto quei tre anni bui al Bologna, sarebbe stato un altro tipo di giocatore. Il suo treno, attuale, è però il Genoa, che dopo averlo quasi venduto ai cui i spezzini, si sta aggrappando alle sue reti, come nell’ultima uscita con il Verona, per salvarsi con grande anticipo. La squadra tutto sommato da risposte positive e con la nuova proprietà l’aria muterà ancora, in positivo. 

 

Giacomo Raspadori (Sassuolo): Ci sono certe gare che per alcuni giocatori hanno un sapore diverso e per il giovanissimo Campione d’Europa, la gara con l’Inter, ha un peso specifico: i nerazzurri lo seguono da due anni e il suo desiderio sembrerebbe assolutamente reciproco. Quale occasione migliore di mettersi in mostra, vista la grande importanza che il tecnico Dionisi sta dando al talentino, nel ruolo di trequartista inventore. La gara è tosta, ma la qualità della squadra è importante e in mezzo al grande travaglio di gare che aspetta i ragazzi di Inzaghi, lo scivolone potrebbe pure starci. 

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