Il caso

Cassazione: le tasse sulle mance devono essere pagate, sono reddito

Fa discutere il verdetto dei supremi giudici, che però parte dal caso di un uomo che ha incassato oltre 80mila € in un anno in mance, oltre allo stipendio

Cassazione: le tasse sulle mance devono essere pagate, sono reddito

Dimentichiamoci la mancia per aver fatto un “lavoretto”, così come quella per arrotondare il conto del ristorante.

Qui si parla di cifre irraggiungibili anche per chi ha uno stipendio vero e proprio: oltre 80mila euro in un anno. Per la precisione 83.600 euro: tanto ha incassato un uomo in sole mance, alle quali si aggiunge il guadagno vero e proprio, regolarmente retribuito.

Di fronte a questa cifra la Cassazione ha stabilito che le tasse vanno applicate, e dunque anche pagate, anche se si tratta – per l’appunto – di mance.

 

Il caso

Tutto è nato dal caso di un lavoratore sardo, che è finito in tribunale per non aver dichiarato quanto incassato sotto forma di mancia ricevuta come capo ricevimento in un hotel dell’isola. A chiamarlo in causa è stata l’Agenzia delle Entrate, che invece pretendeva la dichiarazione come reale reddito e che si è vista dare ragione dalla sezione tributaria della Cassazione, con un'ordinanza depositata nei giorni scorsi.

L’uomo aveva ricevuto un avviso di accertamento per l'anno 2007 per reddito da lavoro dipendente non dichiarato per 83.650 euro corrispondenti a mance. La Commissione tributaria regionale aveva accolto il ricorso dell'uomo, ritenendo non tassabili le mance, data la loro "natura aleatoria" e in quanto "percepite direttamente dai clienti senza alcuna relazione con il datore di lavoro".

 

La sentenza: le mance vanno tassate

La Suprema Corte ha invece ribaltato il verdetto, richiamandosi ai principi già espressi in una sua precedente pronuncia, che risaliva al 2006 e riguardava le mance dei croupiers, affermando che "in tema di reddito da lavoro dipendente le erogazioni liberali percepite dal lavoratore dipendente in relazione alla propria attività lavorativa, tra cui le cosiddette mance, rientrano nell'ambito della nozione onnicomprensiva di reddito fissata dall'articolo 51, primo comma, del dpr 917/1986 e sono pertanto soggette a tassazione".

I giudici di piazza Cavour, dunque, hanno accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullato con rinvio la decisione della Commissione tributaria della Sardegna e stabilito che il lavoratore deve pagare le tasse per la somma ricevuta sotto forma di mance. Secondo gli ermellini, infatti, "deve essere condiviso l'assunto dell'Amministrazione finanziaria" per cui "l'onnicomprensività del concetto di reddito da lavoro dipendente giustifica la totale imponibilità di tutto ciò che il dipendente riceve, anche, quindi, come nel caso in esame, non direttamente dal datore di lavoro, ma sulla cui percezione il dipendente può fare, per sua comune esperienza, ragionevole, se non certo, affidamento".

 

Caso non chiuso

In realtà il caso non è chiuso, perché ora dovrà tornare all'esame della Commissione tributaria regionale che dovrà riesaminare la questione.

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