Il commento

Il derby della mole è ancora bianconero, come è andata a Torino

La Juventus nonostante il periodo negativo in campionato si rialza vincendo a quattro minuti dalla fine il derby grazie al goal di Locatelli. Il commento

Il derby della mole è ancora bianconero, come è andata a Torino

Sabato si è giocato il secondo derby di questa Serie A 2021/2022, dopo la grande vittoria della Lazio per 3-2 nella stracittadina della settimana scorsa. Con meno emozioni la Juventus di Max Allegri si impone sul pericoloso Torino di Juric.

 

Una vittoria importante per il morale, la continuità e soprattutto la classifica. Una gara strana, molto fisica, che sarebbe potuta finire in tanti modi, ma dove sono prevalse le qualità dei campioni. Non è un caso che il destino continui a scrivere sempre la stessa storia: una Vecchia Signora spenta ad inizio stagione, che si rialza grazie alla vittoria nel derby, negli ultimi cinque minuti.

 

Questa è la quinta sfida tra le due compagini, cui i bianconeri la decidono oltre l’80’. Per i granata invece è una sconfitta pesante, probabilmente ingiusta, ma anche mal gestita dal tecnico che effettua cambi letali, condannando così i suoi. 

 

Torino-Juventus, il commento della gara:

Zona Juventus:

Nonostante lo scetticismo generale, molti davano addirittura il Torino come favorita per questo derby, il “corto muso” di Allegri l’ha decisa positivamente, ancora una volta, a favore dei bianconeri. La prestazione non è da “novanta minuti di applausi”, anzi tutt’altro.

 

Gli ospiti si fanno schiacciare dal lungo possesso dei granata, che non danno lo spazio per ragionare la manovra. La pazienza è stato l’elemento essenziale per rimanere in palla fino alla fine e aspettare l’ultimo pallone disponibile per decidere la partita, questo è ormai lo slogan cui dobbiamo abituarci quando Allegri allena una squadra.

 

È difficile immaginare che la rimonta scudetto possa essere reale ad oggi, poiché non solo l’approccio alle gare, ma anche la qualità della rosa, non sono ancora al livello di Inter o Napoli. Basti pensare che Kean è il sostituto di un certo Ronaldo, che avrebbe chiuso la gara con tutte le occasioni sbagliate dal giovane attaccante piemontese.

 

Stesso discorso può essere fatto per Cuadrado, che quando rimane fuori il team fatica ad arrivare in area avversaria. Questo aspetto non può essere possibile in un club di tale caratura. Difesa positiva, soprattutto De Ligt che con il passare del tempo ha una crescita continua e si sta affermando come uno dei migliori d’Europa nel suo ruolo.

 

Avere Chiellini vicino lo aiuta molto, soprattutto nell’impostazione, dove solitamente deve lasciare spazio alle verticalizzazioni di Bonucci. Più leadership e maggiori giocate per l’olandese. Bocciati Rabiot e McKennie, che indubbiamente stanno subendo una decrescita in confronto alla scorsa stagione. Ad oggi fanno difficolta ad imporsi in mezzo, così come Ramsey, lasciando amletici dubbi al tecnico livornese. Prestazione mediocre anche per Bernardeschi sicuramente cercato molto, ma i palloni sbagliati sono stati troppi.

 

Il migliore è ancora una volta l’ultimo arrivato, Locatelli, che segna e si dimostra pilastro di questa Juventus, nonostante la giovane età. Finora è lui Il migliore del reparto mediano. Una vittoria decisiva prima della sosta, che darà lo sprint giusto per iniziare la rincorsa al primo posto. Allegri lotterà come un leone. Solo il tempo potrà dargli ragione.

 

Zona Torino:

Dopo diverse partite da applausi, dove la mano di Juric stava avendo un impatto decisivo, i granata perdono a sangue freddo una partita, in cui avrebbero meritato sicuramente di più, eppure ancora una volta il coraggio è mancato. E in un derby l’anima calda,  il coltello tra i denti sono ingredienti vitali se si vuole raggiungere il massimo risultato.

 

Un primo tempo assolutamente dominato: i giocatori di casa tengono molto il pallone, girando intorno all’area avversaria, senza però mai tentare di infilarsi dentro per fare male veramente. Mandragora sfiora il goal, così come Brekalo, probabilmente sono loro due quelli più in palla, in una giornata oscura. Bene anche Pobega che si sta imponendo da giocatore chiave negli schemi di Juric, dovrà però rimuoverlo al più presto dal campo a causa dell’ennesimo giallo.

 

Unico vero limite del centrocampista ex Spezia. La difesa è solida e oltre le grandi sicurezze portate da Bremer e Rodriguez, c’è da applaudire Zima, giovane promettente, che dopo un inizio di gara difficile si impone sugli attaccanti della Juventus.

 

Cosa non ha funzionato quindi in questo pomeriggio granata? I cambi. Senza dubbio le scelte di Juric hanno condizionato la gara, mettendo in difficoltà, inspiegabilmente, i suoi. È vero che le molte e importanti assenze tra Pjaca, Praet, Belotti o Zaza non aiutano, ma rimuovere a venti minuti dalla fine Brekalo, Aina e soprattutto Sanabria per aggiungere tre centrocampisti è stato un atto di paura. Rischiare in certe gare è essenziale e decidere di voler smettere di lottare, accontentandosi del pareggio, non è lo spirito da Toro, né tantomeno da derby.

 

Linetty ormai sembra un giocatore inadatto per questa squadra, così come Baselli, che si perde Locatelli nell’occasione del goal, entrando malissimo in partita. Forse con tutti gli effettivi sarebbe andata in maniera diversa, ma lo spirito è mancato e probabilmente alla fine, ha vinto chi ci ha creduto di più. I punti da chiarire saranno tanti in queste due settimane, il principale verterà sul rientro del Gallo, sempre più misterioso visto l’esito, non gravissimo, dell’infortunio. Bisogna avere le idee chiare per un ottobre che si prospetta assai duro, con Napoli e Milan all’orizzonte. 

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA