Le pagelle della Nazionale

L’Italia perde dopo 37 partite e la Spagna ci soffia la Nation League

Bonucci si fa espellere e condanna la nazionale di Mancini alla sconfitta, anche se nel finale si riprende qualche applauso con Pellegrini e Chiesa

L’Italia perde dopo 37 partite e la Spagna ci soffia la Nation League

Prima sconfitta della gestione Mancini, che dopo un lunghissimo record di risultati utili, si deve fermare per 1-2 contro una Spagna in grande forma. Bonucci rovina la gara nella prima frazione lasciando i suoi in inferiorità numerica. Migliore tra gli azzurri è Chiesa, che ancora una volta dimostra di essere un talento cristallino. Difesa negativa, centrocampo fantasma, soluzioni offensive alquanto rivedibile. Le lacrime di Mancini alla fine è la prova però che il cuore, di questa squadra, non avrà mai fine nel battere.

 

Le pagelle della Nazionale:

Donnarumma voto 5: La sua serata inizia tra i fischi di San Siro ad accoglierlo, dopo l'addio amaro di questa estate. È questo probabilmente lo ha condizionato per il resto della gara. Non ha grandissime colpe sui goal, anche se avrebbe potuto almeno tentare l’uscita sul raddoppio, ma si mostra continuamente insicuro, rischiando la papera in almeno due occasioni. Non è il suo periodo migliore e deve riprendersi, soprattutto psicologicamente.

 

Emerson voto 5: Non è mai stato un fenomeno in Nazionale, ma almeno il compitino lo ha sempre eseguito correttamente. Questa sera si è dimenticato però di essere anche un difensore, perdendosi l'uomo diverse volte, in particolare modo sul 2-0, dove si fa trovare totalmente fuori posizione. Spinge anche meno del solito, sbagliando due palloni dentro l'area di rigore, da ottima posizione. Unica nota positiva è la palla data ad Insigne, sprecata poi dal capitano del Napoli.

 

Bonucci voto 4,5: La gara termina definitivamente al momento della sua espulsione, quando ingenuamente colpisce in faccia un avversario, con il gomito alto. Un errore non da lui, che ha una valigia piena d’esperienza e che non può permettersi queste leggerezze in certe gare. Fino a quel momento non aveva giocato male, salvando anche un goal sulla linea di porta. 

 

Bastoni voto 5: Cassano la settimana scorsa fu criticato per le dure parole contro il difensore nerazzurro, ovviamente discutibili, ma nella sfida contro la Spagna già maggiormente comprensibili: la sua inesperienza ancora paga, soprattutto quando rischia eccessivamente la giocata. Può fare poco sulla marcatura del raddoppio visto che teneva la difesa da solo, ma spesso Torres scappa alle sue spalle, lasciandolo sul posto. Prestazione buia, come il suo inizio di stagione, ancora sotto le aspettative generali.

 

Di Lorenzo voto 5,5: Orzyabal fa tutto quello che vuole e il terzino del Napoli fa pochissimo per limitarlo. Se lo fa scappare spesso, dovendo talvolta accentrarsi da centrale lasciando una voragine sulla fascia. Nella seconda frazione non fa altro che rinviare palloni lontano per pulire l'area, rinunciando a spinta e tecnica di gioco. Nel finale però salva due volte la squadra con scivolate fondamentali nell’uno contro uno.

 

Verratti voto 5: Tra tutti è quello che ha dato meno, facendo perdere una bella fetta di qualità al team. Non verticalizza e spesso sembrerebbe confuso nelle scelte , anche le più facili. Viene sostituito presto poiché le sue difficoltà, anche nel trattenere l'uomo, sono evidenti e non funge come schermo davanti alla difesa. Affonda insieme al resto del gruppo, ma da parte sua ci si aspetta tanto anche quando le sfide sono già finite. 

 

Jorginho voto 6: È tra quelli che nonostante la grossa sconfitta non ha del tutto deluso le aspettative. Aiuta la difesa finendo la partita addirittura da terzo centrale e limita gli attacchi di Koke quando cerca di farsi spazio pericolosamente. Le verticalizzazioni per gli attaccanti sono vane visto il baricentro avversario costantemente alto. Limita i danni, sbaglia poco, illumina raramente. Bocciarlo sarebbe sbagliato visto che ha salvato almeno in te occasioni i suoi, ma anche lui ha sicuramente maggiore inventiva di quella mostrata stasera. (Pellegrini voto 7: Entra e segna il goal della speranza. Questa stagione è la sua e non sembrerebbe intenzionato a fermarsi)

 

Barella voto 5: Qualcuno lo ha visto? Forse quando non smetteva mai di lamentarsi  per i palloni che non riceveva? Solo in quelle occasioni si è notato, per il resto una partita fantasma. Si inserisce spesso, ma sbagliando i tempi e lasciando spesso buchi pericolosi in mezzo al campo. È fragile sugli interventi, in cui non mostra la solita cattiveria a cui siamo abituati. Da parte sua però, per le qualità che ha, ci si aspetta perlomeno un aiuto maggiore in difesa. Anche lì, molto poco, svirgolando anche due palloni pericolosi. È richiesta maggiore leadership a futuro capitano dell'Inter. (Calabria SV: Entra e si fa ammonire, non ha il tempo per incidere)

 

Insigne voto 5: Non si può criticare l’impegno visto che è uno dei pochi che ci prova finché può, ma quel goal sbagliato clamorosamente nella prima frazione che poteva portare al pareggio, pesa troppo. Tenta di puntare spesso l'uomo, con scarsi risultati sull'ultimo passaggio e quando viene messo come unica punta, sparisce totalmente dal campo. Nel Napoli aveva già dato l’idea di essere distratto da alcune situazione scomode, che probabilmente si porta dietro anche in azzurro.(Kean voto 4,5: Non è ancora al livello, sia tecnico che di personalità, per portare una maglia così pesante. E lo ha dimostrato ancora una volta)

 

Bernardeschi voto 5,5: La cosa positiva è che è sempre molto duttile, partendo dal centrocampo, arrivando sulla trequarti sino all'esterno del campo. Quando bisogna ripartire non da punti di riferimenti agli avversari, scappando su tutti i lati del campo. Il problema reale è il risultato delle sue giocate, quasi tutte sbagliate, sia per un tocco di troppo che per una giocata azzardata. Aiuta poco difensivamente, nonostante si abbassi molto, non fa prevalere mai il fisico sui mediani avversari. 

 

Chiesa voto 7: Il migliore di tutti per distacco! Dalle giocate, alla corsa, fino al sacrificio immenso nel fare perfino il terzino. Il goal di Pellegrini è praticamente suo, così come tutte le occasioni azzurre, incluso un palo pieno nella ripresa. Ha un livello superiore al resto del gruppo e tutte le carte in regola per diventare un futuro campione. Nonostante la prestazione sia stata negativa per quasi tutta la squadra, lui non demorde mai. Un gioiello da conservare e far crescere.

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