Novità sui vaccini

Vaccini, per l’Iss Pfizer e Moderna sono efficaci anche dopo 7 mesi

Ma in Danimarca e Svezia è stata sospesa la somministrazione di Moderna, l’altro siero a Rna, ai giovani: “Rischio effetti collaterali” come miocarditi

Vaccini, per l’Iss Pfizer e Moderna sono efficaci anche dopo 7 mesi

A sette mesi dalla vaccinazione non si registra una riduzione dell'efficacia dei vaccini Covid a mRna nella popolazione generale. A dirlo è l’Istituto superiore di Sanità, al termine di un ampio studio condotto in collaborazione con il Ministero della Salute.

La ricerca, che ha esaminato i dati di più di 29 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose di un vaccino a mRna (cioè a Rna messaggero come Pfizer e Moderna), ha mostrato come l’efficacia non diminuisca.

La protezione contro il contagio rimane dell'89%, mentre è ancora più elevata nei confronti del rischio di ospedalizzazione, pari al 96%, e di morte (99%).

 

Vaccini a mRna efficaci oltre i 7 mesi

I risultati dello studio, dunque, smentiscono una perdita di efficacia dopo i 6 mesi ed esattamente a 7, nei soggetti adulti “sani”.

Ciò che è emerso, invece, è una lieve diminuzione nella protezione dall'infezione (sintomatica o asintomatica) in alcuni gruppi specifici come negli immuno-compromessi, gli over 80, gli ospiti delle Rsa e i pazienti con patologie.

In particolare, "nelle persone immunocompromesse si osserva una riduzione dell'effetto protettivo verso l'infezione a partire da 28 giorni dopo la seconda dose". Proprio per questo motivo questa categoria è la destinataria della terza dose di vaccino, o booster, insieme agli ultraottantenni. Anche l’Ema nei giorni scorsi ha dato il proprio via libera alla dose di richiamo, da somministrare a questi soggetti a 28 giorni dalla seconda.

Quanto alle persone con comorbidità, “si osserva una riduzione della protezione dall'infezione, dal 75% di riduzione del rischio dopo 28 giorni dalla seconda dose al 52% dopo circa 7 mesi". Infine "diminuisce leggermente, pur rimanendo sopra l'80%, l'efficacia contro l'infezione nelle persone sopra gli 80 anni e nei residenti delle Rsa".

 

Svezia e Danimarca, stop a Moderna nei giovani

Intanto il vaccino anti-covid Moderna è stato sospeso tra i giovani nei due paesi scandinavi, a causa dei rischi di effetti collaterali registrati, in particolare di miocarditi. La Svezia ha deciso di fermare le vaccinazioni con questo prodotto nei nati dal 1991, spiegando in una nota: "L'Agenzia svedese per la sanità pubblica ha deciso di sospendere l'uso del vaccino Spikevax* di Moderna per tutti i nati dal 1991 in poi per motivi precauzionali".

 

Effetti collaterali in aumento

Come si legge ancora in una nota delle Autorità sanitarie di Stoccolma, "Sono in aumento le segnalazioni degli effetti collaterali come miocardite e pericardite. Tuttavia - si precisa - il rischio di essere colpiti da questi effetti collaterali è molto basso". L'agenzia sanitaria ha invece comunciato di continuare a prevedere la raccomandazione per la somministrazione del vaccino Comirnaty (Pfizer/BioNtech.).

Per ragazzi fino a 18 anni che avessero già ricevuto la prima dose di Moderna, ossia circa 81mila persone, il richiamo con seconda dose avverrà con un vaccino diverso. All'inizio della settimana l'agenzia sanitaria svedese ha spiegato che le persone di età compresa tra i 12 e i 15 anni riceveranno solo il vaccino Pfizer/BioNtech.

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