Alleanze turbolente

Salvini cambia idea e fa pace con Draghi. È tornato il sereno?

Il premier incontra il leghista. Letta: “Da Matteo solito teatrino”. Conte: “Non c’è da fidarsi”. Intanto l’idea di un nuovo Ulivo insidia i rapporti Pd-5S

Salvini cambia idea e fa pace con Draghi. È tornato il sereno?

Dopo lo strappo sulla delega fiscale, Matteo Salvini fa un passo indietro e si lascia condurre a più miti consigli. Il polverone alzato su catasto e tasse lascia il posto a un’ora di colloquio con il premier, Mario Draghi, terminato con una dichiarazione del Capitano che parla di “incontro molto utile, proposte e soluzioni condivise e impegno a confrontarsi sul futuro dell’Italia ogni settimana. I giornali scrivano ciò che vogliono”, dice, “il rapporto è leale, franco e diretto, risolve ogni problema e trova soluzioni”. Mentre una nota di Palazzo Chigi informa che “al centro del colloquio, che si è svolto in un clima cordiale e costruttivo” vi è stato “il tema della crescita economica”. Inoltre è stato “confermato l’impegno del Governo a evitare ogni aumento della pressione fiscale e a proseguire nel percorso delle riaperture, tenendo conto del miglioramento della situazione epidemiologica”. Dunque, anche questa burrasca leghista è passata. Ma va detto che ha fatto tutto il segretario del Carroccio. Il governo non ha mai cambiato la sua linea.

 

Il presidente Draghi aveva già affermato in sede di conferenza stampa due giorni fa, illustrando la legge delega sulla riforma del fisco, che non ci sarebbe stato nessun aumento della tassazione, tanto meno legata alla revisione del catasto. “È sempre il solito film”, commenta il segretario del Pd, Enrico Letta. “Salvini racconta al Paese una storia, poi va a Palazzo a Chigi e tutto torna come prima. Non mi sembra una grande novità. Ormai è anche stancante commentare questo teatrino”.  E a chi gli chiede se il segretario leghista sia un problema per la maggioranza, Letta risponde: “Credo che sia un problema per la Lega”. Duro anche il commento del leader del M5S, Giuseppe Conte. “Non so cosa voglia dire per Salvini ‘tutto chiarito’, è difficile fidarsi di lui. Siamo abituati ai suoi ripensamenti” e “adesso vedremo quanto durerà questo atteggiamento. Deve assumere una posizione chiara e continua”, invece “continua con ambiguità e incertezza”. 

 

Intanto, proprio nei Cinque Stelle si complica il quadro politico in vista dei ballottaggi che si svolgeranno il tra dieci giorni. E’ soprattutto il caso della Capitale ad agitare le diverse anime pentastellate. “Non ce lo vedo il M5s a fare un ramo dell’Ulivo... Noi la transizione ecologica l’abbiamo nel Dna e siamo un albero che dà ossigeno per nostro conto”. Conte, intervistato nel corso di una trasmissione televisiva, boccia la possibilità di tornare alla “stagione del vecchio Ulivo”. Si tratta di un “progetto che ha avuto una contestualizzazione storica precisa. Riproporre vecchie formule adesso non credo abbia molto senso, il contesto è diverso”, afferma.

 

Le parole dell’ex premier sono rivolte al Partito democratico che potrebbe accarezzare l’ipotesi avanzata da Carlo Calenda di Azione e Matteo Renzi di Italia Viva di ricreare un campo ampio, riformista e progressista. Letta in realtà è stato chiaro su questo, e pensa piuttosto al ‘modello Siena’, ovvero a un patto che tenga insieme centrosinistra e M5S, che uniti hanno determinato la sua vittoria nel collegio toscano per il seggio lasciato libero da Pier Carlo Padoan. Ma Calenda e Renzi vogliono i 5S fuori dalla porta. Questo lo sa il leader del Nazareno e lo sa anche Conte che, adesso, con il Pd uscito rafforzato dalle urne, teme possibili prove di forza. In ogni caso, l’apparentamento con i democratici a Roma sembra escluso. Quanto a Virginia Raggi che prende un caffè con il candidato Michetti e all’ipotesi di un’alleanza con il centrodestra l’ex premier è lapidario: “Non scherziamo”.  Ma a Roma il Movimento è diviso e la fronda dell’ex sindaca è sul piede di guerra. 

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA