Il punto

Draghi vede l’uscita dalla pandemia e va avanti con la sua agenda

Intanto Salvini non rinuncia alle provocazioni, stavolta sul ‘muro’ per i fermare i migranti in Ue ma tace sull’inchiesta ‘Lobby nera’ che coinvolge la Lega

Draghi vede l’uscita dalla pandemia e va avanti con la sua agenda

“Ora abbiamo somministrato più di 6 miliardi di dosi di vaccini in tutto il mondo. I nostri sforzi
congiunti ci hanno aiutato a tenere sotto controllo la pandemia in molti Paesi e a darci la speranza che la sua fine sia finalmente in vista”. Il premier, Mario Draghi, nel suo intervento al B20 organizzato da Confindustria nell’ambito della presidenza italiana del G20, vede l’uscita dalla pandemia e sottolinea l’importanza di “affrontare il protezionismo sui prodotti sanitari. Questo è essenziale per assicurarci di avere gli strumenti per combattere questa pandemia e prevenirne di future”, spiega. “Dobbiamo difendere la libera circolazione dei vaccini e delle materie prime necessarie per produrli. Sono fiducioso
che il vertice del G20 a Roma alla fine di ottobre raggiungerà un forte impegno per riformare il Wto (l’Organizzazione mondiale del Commercio, ndr)”.

 

All’indomani delle misure del governo per l’aumento delle capienze nei cinema e teatri (100%), negli stadi (75%) e nelle discoteche (50%), il capo di Palazzo Chigi guarda ai problemi sul tappeto e alle sfide che attendono l’Italia e il mondo nella fase post-covid, lasciandosi alle spalle una settimana contraddistinta dalle ‘turbolenze’ leghiste. Anche il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in merito agli attacchi di Matteo Salvini al governo su delega fiscale, catasto e quant’altro, sembra fiducioso: “Dopo il temporale viene sempre il sereno, fa parte delle regole della politica, non c'è niente di sorprendente. Se Salvini e Draghi sono contenti io sono felice”.  Ma intanto, ieri, il Capitano è tornato a farsi sentire, questa volta sulla richiesta rivolta alla Commissione europea da 12 Paesi membri - Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Repubblica Slovacca -  di creare “nuovi strumenti per proteggere le frontiere esterne dell’Ue di fronte ai flussi migratori, anche col finanziamento europeo di recinzioni e muri”.

 

Un tema che, come c’era da aspettarsi, il segretario della Lega non ha perso occasione di cavalcare tirando in ballo di nuovo Palazzo Chigi: “Se ben 12 Paesi con governi di ogni colore chiedono di bloccare l’immigrazione clandestina, con ogni mezzo necessario, così sia. E l’Italia che dice?”. Eppure, dopo che la magistratura ha acquisito la documentazione dell’inchiesta giornalistica del sito Fanpage sulle infiltrazioni nella Lega di gruppi neofascisti facenti riferimento a Lealtà Azione - formazione suprematista e filo-nazista - il capo di via Bellerio non commenta. Piuttosto cerca di spostare l’attenzione altrove.  Ma nella maggioranza gli alleati gli chiedono di prendere le distanze dagli estremisti e di dimissionare i leghisti coinvolti: l’eurodeputato Angelo Ciocca e il consigliere regionale della Lombardia Massimiliano Bastoni

 

Nel frattempo, chi prende sempre più le distanze dalla Lega è il partito di Silvio Berlusconi. Ieri il Cavaliere ha sentito il presidente del Consiglio, a cui ha assicurato il sostegno convinto su delega fiscale e sulla riforma del catasto che Salvini vorrebbe in parte cancellare. In ogni caso, il premier già due giorni fa, in piena tempesta salviniana, era stato chiaro: “l’agenda del governo non seguirà il calendario elettorale”. Il suo esecutivo, dunque, tirerà dritto e continuerà a lavorare su tutte le altre riforme che chiede l’Unione Europea e che sono essenziali per accompagnare la riuscita dei progetti del Piano nazionale di Ripresa. La Lega è avvertita.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA