Le pagelle degli azzurri

La Nazionale torna alla vittoria trascinata dal suo tridente da favola

Chiesa, Barella e Berardi stendono il Belgio. Donnarumma capitano fa un paio di parate importanti e l’Allianz Stadium di Torino lo applaude. Ora la Svizzera

La Nazionale torna alla vittoria trascinata dal suo tridente da favola

Nonostante le critiche sulla poca importanza della gara, che rischiava di compromettere le condizioni fisiche di alcuni giocatori, alla fine gli azzurri se la portano a casa per 2-1, espugnando l’Allianz Stadium di Venaria, contro il Belgio. Protagonista della gara ancora Chiesa, che si procura il rigore del raddoppio, siglato da Berardi, non dando mai tregua agli avversari con le sue giocate. Segna anche Barella, con una giocata al volo da campione vero. Un piccolo sorriso in una settimana negativa per la compagine di Mancini, che sale sul podio anche questa volta. 

 

Le pagelle della Nazionale:

Donnarumma voto 6,5: Questa volta vi sono stati, giustamente, applausi e cori nei suoi confronti, dopo le tante polemiche di San Siro. Un giocatore che ha bisogno di fiducia per la caratura da top player che porta sulle spalle. Bravissimo quasi si tratta di ripartire, dove non temporeggia quasi mai, favorendo le rapide ripartenze. In uscita è onnipresente, anticipando gli stacchi avversari sino al limite dell’area. Esegue anche due parate rasoterra tutt'altro che semplici. Sul goal può fare poco. Troppo importante per scaldare le panchine, la sua stagione deve ripartire da qui. 

 

Emerson voto 6: Tra tutti è sempre quello meno notato, forse perché si limita 

sempre al compitino, senza voler mai pungere o sfruttare le sue qualità tecniche “brasiliane”, fino in fondo. Si propone poco davanti, nonostante i palloni in mezzo dalle sue parti, non manchino. La sua bravura sta nel limitare totalmente Castagne, che prova più volte a penetrare facendosi continuamente anticipare dall’oriundo. Si perde sul goal finale del Belgio, rimanendo più alto del dovuto sulla marcatura. Ha qualità, però si perde nelle piccolezze e questo lo rende un giocatore meno entusiasmante di quello che è realmente, alla fine.

 

Acerbi voto 6,5: Non è una stagione fortunata per il centrale della Lazio, che si sta perdendo nella sua età avanzata: si intravedono i primi cenni di affaticamenti continui e maggiore lentezza negli interventi. Nella gara con il Belgio però si esalta dio più, probabilmente perché il ruolo di regista aggiunta è stata affidata al compagno di reparto Bastoni, con cui ha un'ottima intesa. Si limita alla fase di copertura, eseguendola con grande accuratezza.

 

Bastoni voto 6,5: Non avere contro il suo ex compagno Lukaku è indubbiamente un vantaggio, ma Batshuayi viene totalmente ingabbiato dal suo scudo impenetrabile. Il centrale nerazzurro si trova bene anche in una linea a quattro, partendo con un andamento altalenante, ma crescendo mano a mano, sino a governare la difesa nella fase finale, quella più sofferta. Mancini sta cercando di dargli maggiore spazio possibile per fare subito quel salto di qualità che certificherebbe la sua titolarità. 

 

Di Lorenzo voto 6,5: Eccolo il terzino che conosciamo tutti e che ha cavalcato egregiamente la fascia azzurra durante l’Europeo. La sua forza maggiora stan nella generosità, che dimostra in entrambe le fasi. Quando sale è spesso pericoloso, superando la linea a quattro degli avversari, e servendo due palloni davvero interessanti. Dopo aver percorso tutta la fascia recupera immediatamente la posizione, non lasciando mai margine di ripartenza agli esterni di Martinez. Peccato solo per il cartellino nella prima frazione. 

 

Pellegrini voto 7: È la sua stagione e il salto di qualità che sta facendo è assolutamente notevole. Sia nelle giocate che nell’intensità in mezzo al campo è dominante, e riesce ad inventarsi azioni pericolose in solitaria. La fascia giallorossa lo sta forgiando e trasmette tali sicurezze anche quando Mancini lo chiama in causa. Un giocatore che meriterebbe sempre il posto da titolare, viste le palle servite nel primo tempo “alla Totti” per Chiesa e Berardi. Prepariamoci, perché un futuro top è pronto a spiccare il volo definitivamente.

 

Locatelli voto 6,5: Dall’Europeo la sua crescita è proseguita con costanza, diventando poco a poco un titolare sia nella Juventus, che in partite importanti come quella con il Belgio, indossando la maglia azzurra. Un muro, che si destreggia maggiormente nel recupero palla, ma che favorisce spesso il contropiede per i suoi. Fa da schermo alla difesa interpretando nuovamente la posizione che occupava al Sassuolo, dando talvolta maggiori inventive dello stesso Jorginho. Chapeau a chi in creduto a lui, mentre vi è chi si mangia le mani…

 

Barella voto 7,5: Questa volta dimostra di essere un leader a tutto tondo: dai contrasti non mezzo al campo, all’eleganza nei movimenti tra le linee. Nonostante l'altezza non elevatissima vince quasi tutti i contrasti con i giganti belgi, come Witsel, totalmente annullato. Mette la ciliegina sulla torta con un goal al volo che  sblocca la gara. Una rete sopraffina, composta da forza e precisione geometrica. Se non si perde insieme al resto del gruppo, ha le potenzialità per prendersi dieci giocatori sul groppone.  

 

Berardi voto 7,5: Gioca poco, stranamente, ma quando gioca, segna sempre. Colpisce un palo nel primo tempo, ma non demorde, dimostrando la sua crescita anche a livello mentale. Gioca molto di sponda, non eseguendo il ruolo classico d’esterno che punta, ma piuttosto da falso nueve che porta su il resto della squadra. Imbattibile dagli undici metri, dove trafigge Courtois nonostante avesse intuito la direzione. Un pilastro che sia dalla panchina, che dal primo minuto, può fare la differenza, portando sostanza alla rosa. 

 

Raspadori voto 6,5: Merita tanti applausi questo ragazzo, troppe volte lasciato fuori nonostante meritasse qualche chance in più. Al contrario di tanti giovani però predilige la pazienza e la voglia di imparare, aspetti che si possono notare nelle giocate che esegue, come la palla per Chiesa con il contagiri. La sua serietà lo rende un professionista esemplare, che da già quelle certezze rare per un ragazzo di appena vent'anni. Se crescerà con pazienza, aspettando di scoprire ogni lato particolare delle sue caratteristiche, è un crack per gli azzurri. 

 

Chiesa voto 8: Se dicessimo che potenzialmente è il migliore degli azzurri, non sarebbe di certo un'eresia, anzi: un giocatore completo, con doti maggiori alla media generale di compagni e avversari. È ovunque, corre, punta e crea tantissimo. Si procura il rigore del raddoppio al seguito di un dribbling alla “Enrico Chiesa”. Sta acquisendo quella consapevolezza che può davvero renderlo tra i migliori al mondo. Manca ancora quel filo di generosità in più in certi frangenti, in cui forza un po’ troppo la giocata. Per il resto, un campione già da ora. 

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA