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L’uscita di scena

Alitalia addio, nasce Italia. La storia, dagli albori all’ultimo volo

Oggi ultimo decollo per la ex compagnia di bandiera. Da domani parte Ita, ma in Sardegna vince in bando per i collegamenti la spagnola low cost Volotea

Alitalia addio, nasce Italia. La storia, dagli albori all’ultimo volo

C’è chi prova amarezza, chi tristezza, chi invece ricorda i numeri di un bilancio nero per la ex compagnia di bandiera, di cui oggi volerà l’ultimo aereo. In 47 anni “di vita” ha pesato per 13 miliardi di debiti.

Da domani, però, decolla Ita. Non senza problemi, a partire dalla gestione del personale ex Alitalia che da settimane è in sciopero perché chiede maggiori garanzie di ricollocamento nella nuova azienda.

Intanto in Sardegna proprio Ita non è riuscita ad aggiudicarsi il bando per i collegamenti con l’isola, ottenuti invece in via provvisoria dalla spagnola low cost Volotea.

La storia.

 

Ultimo decollo per Alitalia: dalla nascita ai primi problemi

Decolla questa sera l'ultimo volo della ex compagnia di bandiera. Si tratta di un collegamento tra Cagliari e roma, che chiude la storia di 74 anni di Alitalia. Il primo volo era partito il 5 maggio del 1947 “targato” Alitalia-Aereolinee Italiane Internazionali e aveva seguito la rotta Torino-Roma-Catania con un aereo Fiat G-12 E. Due mesi dopo era decollato anche il primo volo internazionale da Roma a Oslo con un aereo Savoia Marchetti SM95 e 38 passeggeri a bordo. Nel 1950 sono entrate in servizio le prime hostess Alitalia con le divise disegnate dalle Sorelle Fontana e sono stati introdotti i primi pasti caldi a bordo. Nel 1957 Alitalia si fonde con la LAI e diventa Alitalia-Linee Aeree Italiane con 3 mila dipendenti e una flotta di 37 aerei. Questo porta la ex compagnia di bandiera a scalare la classifica internazionale passando da 20esimo al 12esimo posto.

Tra il 1969 e il 1970, Alitalia cambia logo e livrea degli aerei: la "Freccia Alata" viene sostituita dalla "A" tricolore ed entra a far parte della flotta anche il Jumbo Boeing 747. Negli anni ’80 arrivano gli Airbus A300, bireattori di grande capacità, e i nuovi MD80. Una decina di anni dopo tocca a Giorgio Armani disegnare le nuove divise e collaborare agli allestimenti interni dei vettori. È allora che nasce anche programma MilleMiglia dedicato ai passeggeri più assidui. Ma emergono anche le maggiori difficoltà economiche di gestione, tanto che iniziano le trattative con AirFrance, interrotte però poco dopo.

 

La crisi economica

Nel 1996 il Governo avvia la prima parziale privatizzazione, immettendo sul mercato il 37% della compagnia. Si avviano trattative con Klm, che però si concludono con un fallimento nel 2000. Alitalia entr poi a far parte di SkyTeam insieme con Air France, Delta Air Lines, Korean Air, Aeromexico e CSA Czech Airlines. Nel 2006 la compagnia acquista Volare Airlines, mentre proseguono i tentativi di privatizzazione, che sfociano in una trattativa in esclusiva con AirFrance che nel frattempo si era fusa con Klm. Ma anche in questo caso il negoziato si interrompe quando i sindacati si oppongono al progetto che prevede 2.100 esuberi e una ricapitalizzazione da circa un miliardo.

L’allora premier Silvio Berlusconi crea una cordata di imprenditori, definiti "capitani coraggiosi", che rilevano la compagnia e danno vita ad Alitalia Cai che ha come presidente Roberto Colaninno. Nella nuova compagnia entra anche AirOne, con soci quali Intesa Sanpaolo, vera artefice dell'operazione con il "Piano Fenice" e AirFranceKlm, che però si sfila cinque anni dopo. Entra allora in gioco la compagnia emiratina Etihad Airways, con il 49%, insieme a Poste con 75 milioni di euro, e un nuovo nome: Alitalia-Sai, con presidente Luca Cordero di Montezemolo.

Ma si tratta di un nuovo fallimento perché i sindacati rifiutano il piano industriale di rilancio, che comporterebbe tagli. Subentra allora lo Stato con il Governo che dispone un prestito ponte da 900 milioni e nomina tre commissari straordinari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, che predispongono un bando di gara per la cessione della compagnia. Non ci sono offerte solide, così nel 2020 il decreto "Cura Italia" dispone la creazione di una nuova società interamente posseduta dallo Stato: Ita, presieduta da Alfredo Altavilla.

Il primo volo in programma è il Linate-Bari delle ore 6:20 del 15 ottobre.

 

Il presidio dei lavoratori a Fiumicino

Per molti lavoratori si tratta di una sconfitta e la prospettiva di ripartire, con la nuova Ita da domani 15 ottobre, non è per tutti incoraggiante. Dopo le assemblee di ieri, anche oggi i dipendenti ex Alitalia si riuniranno, proseguendo domani il presidio permanente in aeroporto a Fiumicino. In un comunicato l’Usb spiega che lo scalo deve "diventare il centro di attenzione per tutti coloro che lavorano o hanno lavorato in Alitalia" e per tutti coloro che tengono al rispetto delle leggi che "non accettano licenziamenti nel terzo mercato europeo, non tollerano alcun tipo di discriminazioni, difendono il contratto nazionale e pensano che un'azienda pubblica non può proporre salari e contratti inferiori al livello di Ryanair". 

 

In Sardegna vola Volotea

Intanto la compagnia spagnola Volotea si è aggiudicata la procedura negoziata con la quale la Regione Sardegna ha assegnato le rotte di collegamento tra l’isola e il Continente. Si partirà domani per proseguire per i prossimi 7 mesi, in attesa del nuovo bando. Rispetto alla base d’asta di 37 milioni, infatti, Ita ha offerto 28,4 milioni (ribasso 8,5 milioni), mentre Volotea 21 milioni (ribasso 15,9 milioni).

 

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