Da domani le nuove misure

Green Pass per i lavoratori: nessuna proroga. Il governo va avanti

Incontro premier- sindacati. Si ragiona sulla riduzione dei costi dei tamponi per le imprese. Portuali Trieste: “Discutiamo solo se l’obbligo è rinviato”

Green Pass per i lavoratori: nessuna proroga. Il governo va avanti

Il governo non arretra, avanti col Green Pass. Da domani l’obbligo del passaporto ‘verde’ entrerà in vigore in tutti i luoghi di lavoro del Paese, ma si stanno valutando misure per ulteriori deduzioni sui costi dei tamponi per le imprese. Oggi, secondo quanto fa sapere il segretario nazionale della UilPierpaolo Bombardieri, i sindacati nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con il premier, Mario Draghi, hanno chiesto un rinvio dell’entrata in vigore dell’obbligo della certificazione. “Abbiamo chiesto di rinviare l'applicazione del Green pass almeno fino alla fine di ottobre, ma la risposta è stata negativa. Il governo ritiene che sia uno strumento indispensabile”.

 

L’esecutivo esclude anche la gratuità dei tamponi con un azzeramento dei costi per le imprese, ma dando però la disponibilità a ragionare su un prezzo calmierato, rafforzando gli aiuti alle aziende.  Il quadro, dunque, in parte è in evoluzione. Per quanto riguarda invece la richiesta in anticipo da parte delle aziende, sia pubbliche che private, del certificato per esigenze organizzative, il Dpcm sulle linee guida sulle verifiche non contiene più il limite delle 48 ore di anticipo. Intanto, la fondazione Gimbe fornisce nuovi dati sull’utilizzo dei tamponi antigenici rapidi in seguito all’estensione dell’obbligatorietà del Green pass, che sono saliti del 57,7% in un mese. Quello che evidenzia l’istituto è che la media settimanale è passata da 113mila a 178mila. Questo significa che “c’è una fascia di popolazione che non intende vaccinarsi. Con questi numeri si rischia il caos”.

 

Nel frattempo si temono tensioni nel settore degli autotrasporti e allo scalo portuale di Trieste, uno dei principali del Paese. Oggi i portuali della città giuliana si dicono disposti a “discutere per trovare una soluzione” sullo sciopero convocato per domani, ma solo qualora il governo “proponesse una proroga” dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass “al 30 ottobre”.  A Trieste, su 950 lavoratori, il 40% non ha il certificato verde. A scongiurare l’astensione dal lavoro e le conseguenze del blocco delle attività è il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. “Trieste è il primo porto italiano, serve un appello al buonsenso: stiamo uscendo dalla pandemia grazie alla campagna vaccinale”, dice. “Lo sforzo di alcune aziende del porto di offrire tamponi gratuiti vuole abbassare la temperatura. Spero che ci siano passi avanti anche da parte di chi protesta”. 

 

Non ci ferma a Palazzo Chigi dove nelle prossime ore è prevista la riunione della cabina di regia con le forze di maggioranza convocata dal presidente Draghi. Presenti anche il ministro dell’Economia, Daniele Franco, e il ragioniere generale dello Stato, Biagio Mazzotta. Il vertice si svolgerà in vista del Consiglio dei ministri di domani. Ormai è certo che in Cdm arriverà un testo unico contenente sia le misure fiscali che nuove norme in materia di sicurezza sul lavoro.

 

Secondo quanto riferiscono i sindacati i punti salienti saranno: il rifinanziamento di altre 13 settimane di cig Covid per il settore terziario e tessile-moda e il potenziamento delle misure per la sospensione delle attività delle aziende che non rispettano le norme di sicurezza sul lavoro e non mettono in regola i dipendenti. La stretta annunciata più volte dal presidente del Consiglio per frenare il dramma delle morti e degli incidenti sul lavoro è in dirittura di arrivo. Tra le misure che entreranno in vigore anche il potenziamento degli organici degli Ispettorati del Lavoro, con oltre 2.000 assunzioni attese, e delle Asl.

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