Green Pass Day

Green Pass, è obbligatorio anche in smart working? Regole e controlli

Anche i lavoratori da remoto sono tenuti ad essere in possesso del certificato verde nazionale. Come funzionano le verifiche, chi le fa e come avvengono

Green Pass, è obbligatorio anche in smart working? Regole e controlli

Se qualcuno pensava di essere esente dall’obbligo di Green Pass, che scatta oggi per tutti i lavoratori privati e pubblici, si sbagliava. Il certificato verde nazionale sarebbe richiesto anche per coloro che sono in smart working. Lavorare a distanza, insomma, non sarebbe una soluzione per chi non volesse sottoporsi a vaccinazione o non avesse il tampone, che invece deve essere considerato assente ingiustificato (dunque con sospensione dello stipendio). Ecco dubbi e risposte.

 

Il dubbio: Green Pass anche da remoto?

Il Dpcm sul Green Pass prevede che la scelta di lavorare da remoto non può essere una modalità per ovviare all’obbligo di certificato. Secondo l’interpretazione più diffusa, anche lo smart working lo richiede e dunque sono previsti controlli anche su sceglie o può usufruire di questa possibilità, che però – secondo la maggior parte delle interpretazioni – non deve rappresentare l’alternativa al possesso del certificato. Insomma, chiedere di stare a casa per ovviare all’obbligo non sarebbe permesso.

Più difficile, invece, il controllo del pass per gli smart workers che erano in questa condizione anche prima dell’entrata in vigore della norma.

 

Chi controlla?

Come riporta il Corriere della Sera, i dubbi non mancano e sono gli stessi di molti lavoratori, aziende e associazioni di categoria. Secondo Assolombarda, che raggruppa le imprese territoriali lombarde di Confindustria, “anche chi lavora da casa, in lavoro agile, deve essere controllato. Si può fare attraverso la condivisione a distanza del green pass”.

Ma non la pensa così Mariano Corso, responsabile dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano che, citato sempre dal quotidiano milanese, spiega: “Secondo la nostra interpretazione il Green Pass può essere controllato solo all’ingresso di una sede aziendale, non a chi lavora da casa”. Diverso il caso di un lavoratore che si trovi già in smart working al 100% e torni in sede per un solo giorno, senza Green Pass: non potrebbe essere considerato assente ingiustificato e soprattutto non sarebbe previsto in questo caso un controllo, visto che la sede di lavoro è il suo domicilio.

 

Boom di certificati

Se la stima dei lavoratori ancora senza vaccino è di 3 o 4 milioni, nelle ultime ore si è registrata una corsa a procurarsi il Green Pass prima che scattasse l’obbligo, sia tramite vaccinazione, sia tramite tampone da prenotare soprattutto in farmacia. Nelle scorse ore si sono registrati, infatti, 370mila tamponi in un giorno e 64mila nuovi prime dosi di siero.

In molte farmacie ci sono ormai liste d’attesa anche per le prossime settimane, per chi ha necessità di sottoporsi a test ogni 48 ore, mentre lunghe code si sono verificate anche nei gazebo allestiti davanti a molte delle farmacie stesse.

Intanto la lista delle aziende che decidono di assicurare gratuitamente il tampone si allunga: tra queste, ad esempio, c’è la catena di grande distribuzione Metro, così come il colosso di penumatici Michelin (che in Piemonte paga i test per i dipendenti fino a fine ottobre) e Pirelli, che segue la stessa policy, ma fino al 15 novembre.

 

I controlli per gli autonomi

Ma chi controlla i lavoratori autonomi? Di fatto ci si deve “fidare” perché, ad esempio, i clienti dei negozi non possono pretendere di visionare il pass del titolare. Se poi non c’è contatto con il pubblico, l’imprenditore o il libero professionista sarà ancora meno sottoposto a verifica. Per colf e badanti, poi, il “datore di lavoro” potrà chiedere il Green Pass, ma non è detto che ciò avvenga. Si tratta di circa 2 milioni di persone, soprattutto donne, di cui secondo Assindatcolf il 65% hanno ricevuto il vaccino. Ma è difficile che, col rischio di perdere un servizio, sia richiesta l’esibizione del certificato. Per gli autotrasportatori, di cui c’è carenza di personale, potrebbe valere un discorso analogo, mentre per la polizia è stato stabilito che gli agenti il cui lasciapassare sia scaduto durante l’orario di lavoro, possano rimanere in servizio fino a fine turno.

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