La trattativa

Manovra di Bilancio, si cerca ancora un accordo sulle pensioni

Palazzo Chigi convoca per domani i sindacati. Si lavora a un punto di caduta con i partiti di maggioranza e con le parti sociali. Cdm atteso per giovedì

Manovra di Bilancio, si cerca ancora un accordo sulle pensioni

L’accordo sulle pensioni non c’è e resta da sciogliere ancora il nodo del taglio delle tasse. Così il Consiglio dei ministri per il via libera alla manovra di Bilancio slitta a giovedì. Il governo è impegnato su un doppio fronte: da un lato si cerca un’intesa con i partiti di maggioranza, dall’altro con le parti sociali. Il dibattito sulle misure che riguardano la previdenza è particolarmente acceso tra Lega e Pd. Matteo Salvini avrebbe in mente un meccanismo flessibile, mentre il segretario dem, Enrico Letta, vorrebbe l’abolizione del sistema delle Quote e che ci fosse una differenziazione per i lavori gravosi e si confermasse l’‘Opzione donna’.

 

Il M5S chiede attenzione su giovani e questione femminile. E come il Nazareno - “terminata la sperimentazione di Quota 100, che non ha dato i risultati auspicati” - punta su “un sistema di uscite anticipate dal mondo del lavoro basato sulla gravosità delle occupazioni e sulla proroga di ‘Opzione donna’”. La misura “tra il 2012 e il 2020 ha permesso a circa 87mila lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione prima rispetto alle previsioni della legge Fornero”.

 

In ogni caso la discussione sembra incentrarsi in queste ore sul l’uscita anticipata rispetto alla vecchiaia con una sorta di Quota ‘mobile’ per i contributi che andrebbero aumentati progressivamente di un’annualità, lasciando l’età minima a 64 anni. Ma è probabile che un simile criterio finirebbe col riguardare un numero troppo circoscritto di cittadini. Dunque, politica ed esperti continuano ad elaborare ipotesi da portare al tavolo della cabina di regia che precederà il Cdm.

 

Dal Carroccio, attraverso il responsabile del dipartimento Lavoro, Claudio Durigon, fanno sapere che nulla è ancora deciso. “Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni media, la Lega non è “verso il sì” alle nuove misure sulle pensioni. Stiamo ancora lavorando alla riforma, con buonsenso e determinazione. L’obiettivo è non tornare alla Fornero”. Intanto il presidente del Consiglio ha convocato Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi per domani alle 18.00. Un confronto auspicato da diversi partiti, tra i quali Italia Viva: “E’ giusto che le decisioni vengano discusse e valutate insieme ai rappresentanti sindacali”.

 

Anche Confindustria interviene sulle pensioni ed esprime contrarietà a “Quota 100, 102 o 104”. Spiega il presidente Carlo Bonomi: “Siamo contrari perché guardiamo i numeri da imprenditori e i numeri dicono che Quota 100 non ha ottenuto l’effetto che ci aspettavamo. Ricordo che ci era stato detto che per uno che andava in pensione venivano assunti in tre, nella realtà l'effetto è di 0,4. Quindi non c’è stato neanche l’effetto sostitutivo”. E aggiunge: “Stiamo pensionando chi un lavoro ce l’ha e non stiamo offrendo un’occupazione ai più giovani. Noi riteniamo, invece, che si debba trovare una soluzione per i lavori usuranti”.

 

Ma come dicevamo, oltre alle pensioni, nella manovra di Bilancio resta da definire in che modo strutturare il taglio delle tasse, per il quale sono stati messi a disposizione 8 miliardi. Al centro del dibattito c’è il cuneo fiscale. Ma anche il reddito di cittadinanza tiene banco. Il Movimento Cinque Stelle, con il leader Giuseppe Conte, insiste: “Verrà rifinanziato e modificato in base alle nostre proposte. Noi siamo leali al governo, ma non staremo ‘zitti e buoni’ se si tratta di difendere nostri valori”. 

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