Le pagelle del Milan

Il Milan vince contro il Torino. Sesta vittoria di fila per Pioli

I rossoneri superano la gara grazie al goal di Giroud nel primo quarto d’ora. Poi 75’ min in cui il Torino di Juric dà tanto meritando almeno il pareggio

Il Milan vince contro il Torino. Sesta vittoria di fila per Pioli

Nella prova del nove, durante il secondo turno infrasettimanale della stagione, i rossoneri hanno affrontato in casa il Torino di Juric, in una sfida che avrebbe potuto dimostrare il reale valore di questa squadra, capace di giocare bene e vincere con costanza.

A San Siro termina 1-0 per il Milan, che mantiene la vetta ma arrancando per tutta la gara: il Torino gioca meglio e crea di più, ma alla fine il collettivo tiene duro, raggiungendo l’obiettivo dei 3 punti. E questo è sinonimo di personalità e di crescita mentale, che sta portando il Milan ad alti livelli.

 

Le pagelle del Milan:

Ciprian Tatarusanu voto 6,5: Nella prima frazione non subisce praticamente nulla, limitandosi ad alcune uscite coraggiose sui calci piazzati granata e al possesso rapido sui due terzini. Più impreciso quando si tratta di cercare la palla lunga. Estremamente criticato con il Verona, risponde a tutti con sicurezza: parata decisiva su Sanabria nel finale di partita, rimanendo in piedi in modo molto attento. 

 

Davide Calabria voto 6,5: Che sia duttile sia da terzino e sia da terzo nell’accorciarsi ai due centrali, non è più una sorpresa, anche se la prestazione di ieri sera andrebbe sottolineata. La dote che però viene fuori maggiormente è la forza che mette nel ripartire con costanza, trovandosi sempre nel bel mezzo delle ripartenze e dando una soluzione in più sul secondo palo. Migliora anche nel portare palla, saltando l'uomo: in ben due occasioni, della ripresa, ci delizia con giocate da trequartista. Una crescita incredibile!

 

Fikayo Tomori voto 6,5: Nella prima frazione ha tanto lavoro da fare, visto che non limita soltanto a trattenere gli inserimenti di Brekalo, ma anche a rimediare agli errori del suo compagno di reparto. Quando entra Kjaer invece può respirare già di più, con la libertà di spostarsi anche all'esterno. Sulle palle alte è il primo che arriva, sbaglia però qualche pallone in verticale, rischiando di regalare un'occasione al Torino. Al di fuori di qualche errore tecnico, difensivamente è un muro.

 

Alessio Romagnoli voto 5,5: Nella retroguardia rossonera ha il compito più difficile e soffre parecchio: tenere il Gallo Belotti, tentando di sovrastarlo sui palloni alti. Fatica parecchio quando si tratta di accorciare ed è lento sui contro-movimenti della punta. Così Pioli, per avere maggiori garanzie, lo sostutuisce alla fine del primo tempo con Kjaer. L'ammonizione non lo ha aiutato.

 

Kjaer voto 6: Il professore entra e fa capire a tutti gli avversari chi comanda in area. Nel giro di cinque minuti annichilisce Belotti, obbligando Juric ad optare per una punta più rapida, come Sanabria. Una sicurezza il danese, un leader silenzioso.

 

Pierre Kalulu voto 6: Spinge meno del solito, cercando di trattare il rapido Singo nelle offensive sulla sinistra. Regge l’uno contro uno, facendo più volte a sportellate e aiutando i due centrali sui palloni alti. L’ammonizione nella prima frazione lo condanna alla sostituzione.

 

Theo Hernandez voto 6: Entra facendo una partita da compitino. Tutto corretto, se valutassimo un terzino normale, ma quando si parla di lui, l'asticella si alza sempre un po’. Deve riprendersi dall’ultimo stop.

 

Sandro Tonali voto 6,5: Gioca una gara più “sporca” sotto il profilo della tecnica, preferendo lottare da schermo davanti alla difesa che tentare le solite verticalizzazioni sulle punte. Prende tanti colpi, ma dimostra la sua crescita mentale, che lo vede più leader di questo gruppo e con maggiori sicurezze sulle sue capacità, molto promettenti. Non se ne può fare a meno, è capace di cambiare una partita grazie alla gestione della velocità in fase di possesso, dove diventa il cervello del team.

 

Frank Kessié voto 6: In fondo, nonostante il suo atteggiamento non sia dei più corretti in questo periodo, dispiace a tutti vederlo in uno stato meno decisivo dello scorso anno: si muove poco, limitandosi alle sue qualità d’incursore sulla trequarti, dove però spesso viene anticipato da Pobega, trovando diverse difficoltà. In fase di pressione invece è sempre uno dei più importanti, tirando fuori la grande fisicità e la bravura nel recupero palla. È sempre importante, ma è ancora lontano dalle sue condizioni psicologiche migliori. 

 

Alexis Saelemaekers voto 5,5: Dopo diverse gare in cui lo si collocava tra i migliori in campo, gioca un turno infrasettimanale abbastanza mediocre. Si nasconde molto sulla trequarti, in questo nuovo ruolo più centrale, che però limita chiaramente i suoi inserimenti in velocità. Avrebbe l'occasione di chiudere la gara, ma non è lucido e perde il tempo sull'ottimo cross del terzino. Non è la sua serata migliore, ma il tecnico non rinuncia a lui fino alla fine.

 

Rade Krunic voto 6,5: Che non sia un fenomeno è da sempre chiaro a tutti, ma in fondo nessuno ha mai chiesto al centrocampista di esserlo. Serve l'assist del vantaggio con uno stacco preponderante e sfiora la rete personale con qualche conclusione dalla distanza. Dovrebbe migliorare la tecnica al momento del tiro, visto che in passato ha abituato tutti a reti importanti. È una carta importante poiché pronto a adattarsi in diverse zone del campo. 

 

Rafael Leao voto 7: La vera forza di questa squadra sta nella bravura del tecnico nel far crescere velocemente gli investimenti fatti dalla società. Tra Saelemaekers, Tonali e Kalulu vi è lui, il portoghese dei sogni. Imprendibile palla al piede, regge spesso l’impatto fisico con gli avversari. Nell’uno contro uno fa magie, perdendosi tuttavia ancora quando si trova nei pressi dell'area, dove non sempre riesce a rivelarsi pericoloso. Si sacrifica anche dietro, aiutando il terzino nella copertura di Singo. 

 

Olivier Giroud voto 7,5: Tra gli ultimi arrivati in rosa quest'estate, è già fondamentale per l'organismo dei rossoneri. Tre reti in tre gare giocate a San Siro, un vero killer quando la palla arriva nel cuore dell’area. Sblocca la gara, aiutando continuamente i suoi nell'appoggio in ripartenze e nel possesso dal basso. Garantisce fisicità e lotta, che in partite così stremanti, è assolutamente un’arma in più. Ha già scalato le gerarchie, in molti lo vedevano come un ottimo panchinaro, ora invece è il pupillo della curva.

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