Pensione anticipata donne

Opzione donna, proroga 2022: come funziona e nuovi requisiti

Legge di Bilancio 2022, pensione anticipata donne: opzione donna lavoratrici settore privato e pubblico età contributi, quando conviene e riduzione assegno

Opzione donna, proroga 2022: come funziona e nuovi requisiti

Legge di Bilancio 2022, proroga pensione anticipata donne: il governo Draghi ha deciso di rinnovare per tutto il 2022 la cd. Opzione donna 2022, per le donne lavoratrici che in possesso dei requisiti di età e contributi, intendono lasciare in anticipo il mondo del lavoro. 

Possono aderire tutte le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, a fondi sostitutivi o esclusivi che siano in possesso di contributi alla data del 31 Dicembre 1995, fatta eccezione per l iscritte alla gestione separata o che, per qualsiasi motivo, vogliano utilizzare i contributi maturati in tale gestione per raggiungere il requisito contributivo.

 

Cos’è Opzione donna?

Opzione donna è un regime agevolato che consente alle donne lavoratrici in possesso di determinati requisiti e condizioni, di accedere alla pensione anticipata. Tale regime è stato prorogato con la Legge di bilancio 2022 opzione donna con delle novità.

Le lavoratrici dunque che nel corso dell'anno 2022 scelgono l’opzione, possono accedere al pensionamento anticipato, con un sistema di calcolo esclusivamente di tipo contributivo, e rinunciando a quello contributivo, con una riduzione dell’assegno pensione, di circa il 20-25%.

L’Opzione donna è la possibilità introdotta dalla Legge Maroni, articolo 1, comma 9 legge 242/04 e ripresa dalla Legge Fornero del 2011, che consente alle donne di anticipare l'uscita dal mondo del lavoro con qualche anno di anticipo, rispetto alle regole ordinarie che sono nello specifico: 41 anni e 10 mesi indipendentemente dal numero di contributi versati nell’arco della vita lavorativa, pensione anticipata, o il raggiungimento dell’età anagrafica pari a 67 anni unitamente a 20 anni di contributi, pensione di vecchiaia.

Con tale opzione donna, la donna lavoratrice può invece uscire diversi anni prima, qualora accetti un assegno pensione interamente calcolato con il sistema retributivo.

 

Proroga Opzione donna 2022:

Opzione donna proroga 2022: Tra le tante misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2022, c'è anche quella che riguarda la proroga Opzione donna 2022, il regime agevolato che consente alle donne lavoratrici di andare in pensione prima.

1. All’articolo 16 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, sono apportate le seguenti modifiche:?a) al comma 1, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: “Il trattamento pensionistico di cui al primo periodo del presente comma è altresì riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2021 hanno maturato un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e un'età pari o superiore a 60 anni per le lavoratrici dipendenti e a 61 anni per le lavoratrici autonome”.
b) al comma 3 le parole “In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2021,” vanno sostituite dalle seguenti: “In sede di applicazione per l’anno 2022, entro il 28 febbraio 2022,”.

 

Per aderire all'opzione, la donna lavoratrice deve aver perfezionato i requisiti richiesti dalla legge, che sono:

  • Dipendenti pubbliche: avere un’età anagrafica di 60 anni;

  • Donne autonome: avere un’età anagrafica di 61 anni d’età;

  • Contributi minimi: aver versato almeno 35 anni di contribuzione.

  • aver cessato il rapporto di lavoro nel caso delle dipendenti.

 

Fondamentale per accedere all'opzione, è l'accettare che il calcolo della pensione avvenga con il sistema contributivo, meccanismo esteso poi anche alle lavoratrici in possesso dei requisiti che in pratica fa rinunciare alla quota di pensione retributiva, con conseguente perdita economica di circa il 20-25%.

 

Per aderire all'Opzione donna la donna lavoratrice, invece, deve far valere i requisiti di età e contributi, in questo modo ha la possibilità di poter andare in pensione con un assegno pensione calcolato con il sistema contributivo e liquidato, una volta decorsa la "finestra":

  • Per le donne del settore privato: a partire dal 1° giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti + 12 mesi di finestra per le lavoratrici del settore privato;

  • Per le donne dipendenti pubbliche: a partire dal giorno successivo a quello di maturazione dei requisiti + 12 mesi di finestra;

  • Per le donne lavoratrici autonome: a partire dal 1° giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti + 18 mesi  di finestra.

 

Opzione donna 2022 requisiti età e contributi:

Requisiti Opzione donna 2022: Le donne lavoratrici che possono anticipare la pensione, sono quelle iscritte: 

- all’AGO, Assicurazione generale obbligatorie e ai fondi sostitutivi ed esclusivi della stessa, (lavoratrici dipendenti settore privato, pubblico e lavoratrici autonome), in possesso di contribuzione utile. 

Pertanto, i requisiti di accesso regime pensionistico sperimentale opzione donna sono di due tipi: Età e contributi.

 

Requisiti opzione donna età:

  • Settore pubblico e privato: 60 anni;

  • Lavoratrici autonome: 61 anni.

Requisiti opzione donna contributi: è richiesto per le donne lavoratrici del settore privato e pubblico e per le autonome 35 anni di età.

 

Opzione donne 2022 quanto si perde? Decurtazione assegno pensione:

Il sistema di calcolo assegno pensione Opzione donna, utilizzato è quello del sistema contributivo della pensione, per cui, la donna lavoratrice che accetta di andare in pensione anticipata rispetto alle regole ordinarie, descritte nei paragrafi precedenti, è quello di rinunciare alla parte di calcolo dell'assegno con il sistema retributivo.

 

La convenienza all’adesione opzione donna, è pertanto molto variabile, in quanto dipende sia dall’età della lavoratrice, dal tipo di carriera, dalla misura della retribuzione e dall’anzianità contributiva maturata alla data di accesso all'opzione. 

 

Varie stime comunque fissano la riduzione assegno pensione opzione donna dal 20 al 30%, ciò significa che la donna lavoratrice che accetta l'opzione donna, può si andare in pensione in anticipo ma subisce una vera e propria decurtazione sull'assegno rispetto a quanto avrebbero ottenuto con il sistema misto.

 

In generale, quindi una lavoratrice che ha versato molti contributi, subisce una riduzione minore dell'assegno, rispetto a chi ha maturato i propri contributi al 31 dicembre 1995

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA