Pagelle serie A

Pagelle 11^ giornata Serie A: crisi nera Juve, al top Milan e Napoli

La furia di Mourinho per la sconfitta con il Milan, la vittoria dell’Inter, la fatica del Napoli nel vincere il derby, il pareggio Lazio e Atalanta

Pagelle 11^ giornata Serie A: crisi nera Juve, al top Milan e Napoli

Giunti all'undicesima della giornata di Serie A 2021/2022, il campionato continua a stupirci grazie alla grande concorrenza tra le varie squadre italiane. Le sfide sono maggiormente complesse e ogni avversario è una storia diversa, per tutti, ogni settimana: dalla furia di Mourinho per la sconfitta con il Milan, alla vittoria netta dell’Inter contro l’Udinese. Pareggiano Lazio e Atalanta, così come Venezia e Genoa per la corsa salvezza. Il Napoli a fatica vince il derby, il Torino di Juric è infermabile. Juventus, ormai è crisi nera. Il Verona dal fondo sta risalendo sino al cielo, Tudor è un rivoluzionario. Super sfida tra Empoli e Sassuolo.

 

Le pagelle dell'undicesima giornata Serie A, le bocciate

Spezia voto 4: Disastro totale. Nessuna idea, nessuna prestazione e tanta, forse troppa sofferenza. Tra le tante sconfitte stagionali questa è la peggiore, seppur non la più larga e lo stesso tecnico ha rimesso l'intera rosa in discussione. I liguri sono scesi in campo con la mentalità di perdere ed è così che hanno subito i vari assalti viola. Probabilmente sono giunti ad un punto morto, dove tentano di risicare punti su tutti i campi, subendo caterve di goal. Mancano i riferimenti pronti a trascinare il gruppo alla salvezza, manca la personalità di non arrendersi mai pur di raggiungere la salvezza. Le riflessioni saranno d'obbligo.

 

Sampdoria voto 4,5: Avevano iniziato bene questa stagione, prendendosi anche il lusso di puntare a qualcosa di più che la salvezza, ma da un mese a questa parte tutto sembra sparito nel nulla. Le idee di gioco, la coesione del team e i punti in classifica. Tutto. Una serie di gare in cui non sono presenti in campo quei valori mentale che distinguevano il club di Ferrari. Subiscono troppo e potevano perdere con un risultato più esteso. Non trovano mai la forza di reagire, subendo il Torino dall'inizio alla fine. È difficile trovare un inizio da cui ripartire, poiché ad oggi tutto è stato rimesso in discussione.

 

Roma voto 5: Se valutassimo le situazioni arbitrali, parleremo solo di una gara a favore dei giallorossi, che hanno incontrato alcune decisioni inspiegabili. Eppure la prestazione non può dipendere dagli episodi e questa Roma, ad oggi, è tornata al punto di partenza. Ha perso quella lucidità di giocare con spensieratezza, senza mai sentirsi inferiori. Soffrono le big e questo rende la rosa di Mourinho la più fragile, ad oggi, tra le sette sorelle. Serve una svolta mentale, che ridia ad alcuni elementi essenziali, la forza di riprendersi, per ricominciare il glorioso cammino capitolino.

 

Juventus voto 5: Assolutamente irriconoscibile, sotto tutti i punti di vista. Non gestiscono le gare, faticano a difendere e soprattutto, concludono in porta con il contagocce. Senza Dybala nessuno è in grado di portare avanti una manovra pericolosa, capace di cambiare una partita nonostante il risultato non sia d’aiuto. Allegri ha terminato le parole, probabilmente perché niente giustificherebbe ad oggi l'atteggiamento passivo della rosa piemontese, sempre più lontana dagli obiettivi predefiniti. Devono iniziare a ragionare con maggiore umiltà: non hanno più le stesse doti mentali e tecniche di due anni fa ed è ora di accettarlo, per rimboccarsi realmente le maniche. 

 

Sassuolo voto 5: È successo esattamente quello che ci aspettavamo tutti: vincere con la Juventus per poi scendere in campo con l'idea di aver già vinto. Troppo superficiali, soprattutto quando si trattava di chiudere la partita. È mancata l'esperienza, in un giovane gruppo, di accettare il pareggio, senza buttare al vento tutti gli schemi nel recupero. Perdere punti in sfide del genere levano un po’ il peso alla grande vittoria di mercoledì. La svolta vera, visto che in classifica sono già in zona Europa, è di riuscire a giocare con la stessa intensità e la voglia di non mollare mai, con tutte. Peccano le punte, superflue sul terreno di gioco e con poca fame di segnare.

 

Udinese voto 5,5: Diventiamo tutti ripetitivi quando parliamo dei friulani, che da un paio due giornate a questa parte ci stanno abituando sempre alla stessa tipo di gara. Giocano con intelligenza, affidandosi al peso offensivo delle punte fisiche, per poi perdersi in un bicchiere d'acqua con errori banali e evitabili. Danno la sensazione di avere paura quando rischiano di perdere la gara, non rimanendo sul pezzo in situazione di svantaggio. Hanno le qualità e un ottimo tecnico per fare un campionato interessante, ma senza l'idea di potercela fare, ambire a sognare di più diventa quasi impossibile. Maggiori consapevolezze, anche con chi sembra insormontabile.

 

Salernitana voto 5,5: Qualcosa a Salerno è cambiato. Da quando è sbarcato il nuovo tecnico, l'atteggiamento è diverso: non vi è più l'idea di essere semplicemente in un sogno, ma l'obiettivo di continuare a sognare è reale adesso. E lo dimostrano contro la prima della classe, onorando la storica rivalità tra le due compagini. Possono essere maggiormente cattivi sotto porta e in diverse occasioni, sembravano potercela fare. Perdono a causa di situazioni sfortunate, che non rispecchiano l’impegno fornito dall’intero gruppo. Non sono queste le sfide da vincere, ma a pari livello con altre squadre, rischia di essere pericolosa come squadra.

 

Le sufficienti:

Genoa-Venezia (0-0) voto 6: Da una parte la delusione di non avere portato a casa il massimo risultato, dall'altra parte un piccolo passo in più è stato fatto per continuare a correre verso la permanenza in Serie A. I rossoblu cercavano il riscatto che però, al contrario di tante altre gare, non è mai sembrato realmente fattibile contro i veneti. Una gara in cui avrebbero potuto affondare maggiormente il coltello, senza perdersi nello sterile possesso palla tra difesa e centrocampo. Le certezze sono poche e anche se non subiscono goal, non hanno quel cenno di reazione che in certe gare può fare un'immensa differenza per il risultato. Dall'altra parte Zanetti riesce a non perdere, dopo tre sconfitte, rimanendo imbattuti in uno scontro diretto. In un certo senso le loro occasioni sono le più pericolose e sfruttano male gli errori incredibili del Genoa. Si chiudono bene, ma molto meccanici quando si tratta di giungere l'area avversaria. Con una punta di peso avrebbero perlomeno la possibilità di appoggiarsi davanti, senza giocare per forza in profondità sugli esterni. La crescita deve subire un’accelerazione, in Serie A è complesso temporeggiare.

 

Atalanta voto 6: Ancora una volta si sono visti i limiti di questa Dea, che a causa delle numerose occasioni buttate al vento, poi vengono fermati da una o due conclusioni dell’avversario. Musso salva il risultato con delle parate essenziali, mentre De Roon, così come gli altri cambi, rimettono in pista una gara che sino al 60’ sembrava essere ben gestita. Mancano gli esterno che si buttano dentro l'area per aggiungere peso offensivo. Al ritorno dall’infortuni vedremo nuovamente la faccia della Dea che noi tutti conosciamo. Sempre impeccabili sull’intensità nell’attaccare e nel recupero palla.

 

Lazio voto 6: Ad un soffio dalla gloria, vengono beffati da una grande giocata. Difficile rimproverare qualcosa ai bianco azzurri, che giocano una gara corretta, sfruttando bene gli spazi lasciati dall’Atalanta. Soffrono, ripartono e spaccano la porta. Allora perché con le piccole non va? Perché non si denota l'impegno messo nelle gare dall’alto calibro? Quando lo capiranno, verranno messe insieme tutte le doti di una rosa dall'alta qualità, che manca di attitudine. Milinkovic-Savic e Immobile protagonisti, così come l'infinito Pedro. Meglio L.Alberto, male Marusic e Felipe Anderson.

 

Le promosse:

Milan voto 8: Vengono travolti dalla bufera delle scelte arbitrali in loro favore, nonostante venga espulso Theo, che salterà il derby. A livello di prestazione però sono superiori alla Roma dall'intimo alla fine, sottolineando la grande mentalità acquisita di non perdersi nei piccoli errori. I migliori sono i veterani, come Kjaer, un muro che salva tante situazioni. Così come Ibrahimovic, che anche a 40 anni sa far emozionare a suon di giocate. Essenziale per Pioli. Rischiano di buttare via all'ultimo una gara meritata, ma non mollano mai e anche con l'uomo in meno, continuano ad attaccare. Ad oggi Pioli e Spalletti non hanno rivali, anche se è solo l’inizio.

 

Napoli voto 8: Quando manca Osimhen si vede la differenza nel come adottano l’dea di calcio, rischiando un po’ di meno e girando a vuoto spesso il pallone, durante il possesso. Non riescono a sbloccare la gara per gran parte del tempo, facendosi schiacciare dai rivali campani. Solo una giocata del genio Zielinski poteva garantire a Spoletti di rimanere in testa, in vista del complicato calendario di questo mese, che vedrà i partenopei impegnati in diversi big match. Quando non riescono a vincere, soffrono insieme, facendo intendere la reale differenza psicologica  tra quest'anno e lo scorso, in cui mancavano la “cazzimma” e il coraggio di essere i migliori. 

 

Empoli voto 8,5: Come gioca l'Empoli di Andreazzoli! Ogni sfida è alla portata per come impegnano l’avversario, facendo leva sul pesante pressing sul portatore palla. Si muovono sempre insieme, sia dietro che in offensiva, dove segnano sempre molto. Ribaltare una gara con la calma di una veterana non è da tutti e considerando i punti (pari alla Juventus) rischiano di alzare da subito l'asticella. Non si devono perdere, ricordando da dove arrivano. Solo così la salvezza sarà una formalità. Pinamonti finalmente vivo e ambizioso: è uscito dalla gabbia dell’incostanza.

 

Fiorentina voto 8,5: Nella giornata dell'incontro tra Italiano e lo Spezia, suo importante passato, l'eroe copertina è Vlahovic, che in 90 minuti dimostra la sua importanza in squadra e le sue doti da talento puro. Tripletta, tanta corsa e personalità da vendere. Un miscuglio di prepotenza e senso del goal, mettendo d'accordo il pubblico viola. L'altro protagonista è Saponara, che dopo anni di buio sta finalmente esaltando le caratteristiche da trequartista moderno, già intraviste a Empoli. Sta diventando il cervello del team. Non si possono però accontentare di certe gare: la vera differenza la si vede contro chi non lotta per la salvezza. Li capiremo il reale valore complessivo.

 

Torino voto 8,5: Se si macina, prima o poi, si guadagna. Questa squadra è una meraviglia e Juric si sta nuovamente dimostrando uno dei tecnici più preparati in Italia. Un gioco fluido, divertente, che include tutti, tirando fuori le qualità nascoste di certi giocatori. Dal muro Bremer, all'intelligenza di Pobega, sino alla classe di Praet, acquisto azzeccato da Vagnati. Finalmente l'onore Toro è di nuovo in alto, anche grazie all'uomo record (sono 100 in Serie A), Belotti, che è l’elemento in più per rendere competitiva questa rosa, anche con obiettivi più grandi. Un gruppo di sognatori che merita di stare in alto.

 

Inter voto 8,5: Che dire, quando si tratta di vincere la squadra di Inzaghi non perde un colpo. Giocano una prima frazione un po’ tirata, limitandosi alle giocate singole di Barella. Poi viene fuori il gruppo, trascinato dalla fame di Correa (autore di una doppietta) e dall’intelligenza tecnica di Dzeko. I nuovi arrivi danno garanzie, dimostrando si essersi inseriti alla perfezione. Ancora qualche dubbio su Dumfries, che deve crescere ulteriormente. Divina la difesa, così come Brozovic, diga che protegge tutto ciò che ha alle spalle. Rimarranno lì su sino alla fine di questo passo.

 

Hellas Verona voto 9: Fa quasi ridere analizzare la prima squadra ad aver esonerato il tecnico in questa stagione. Fa ridere perché a Verona, dopo l'addio di Juric, vi era solo un buio che stava trascinando tutti al collasso. Invece Tudor ha toccato le corde giuste, portando a casa risultati da Champions League. Possono essere una possibile sorpresa, grazie anche ai goal di Simeone, assolutamente indemoniato. Serenità e coraggio è lo slogan che sta mostrando una squadra cambiata, in meglio, che vuole fare cose importanti. E dopo la Juve ce la possono fare con tutti.

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