Frontiera Bielorussia - Polonia

Quella visione comune che manca tra Consiglio europeo e Commissione

Michel a Varsavia ‘apre’ alla costruzione di muri per difendere i confini Ue. Immediata la replica della Commissione: “Nessuna risorsa usata per barriere”

Quella visione comune che manca tra Consiglio europeo e Commissione

La situazione dei migranti ammassati al confine tra Bielorussia e Polonia degenera di giorno in giorno. Nel corso delle ultime 24 ore la polizia polacca ha arrestato più di 50 persone vicino a Bialowieza dopo che avevano attraversato illegalmente la frontiera. Le prove di forza tra Varsavia e Minsk continuano, mentre l’Unione Europea cerca di reagire a una crisi dai risvolti complessi.

 

Nell’incontro di oggi a Washington con Joe Biden, già in programma su Cop26 ed esito del G20, Ursula Von der Leyen mette anche la crisi ai confini nord orientali europei al centro del bilaterale. La presidente della Commissione in mattinata ha sentito l’Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, e ha già fatto sapere che l’Ue sostiene “il pieno accesso delle agenzie dell’Onu ai migranti bloccati in Bielorussia”.

 

Anche Angela Merkel si muove. Nel corso di un colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin, ha chiesto a Mosca di intervenire ed esercitare la sua influenza sul presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, definendo “disumana e del tutto inaccettabile" la “strumentalizzazione” dei migranti in atto. Ma c’è qualcosa di profondo che non sta funzionando ai vertici Ue e che ancora una volta mette in evidenza frizioni tra Commissione e Consiglio europeo.

 

Una dichiarazione rilasciata dal presidente dell’organo che riunisce i capi di Stato e di governo dei 27, Charles Michel, in conferenza stampa congiunta a Varsavia con il capo del governo polacco, ha riaperto una discussione che si sperava fosse stata accantonata sul finanziamento dei muri da parte dell’Ue per difendere le frontiere. “Secondo il servizio legale del Consiglio europeo il finanziamento è possibile. È una decisione che deve essere presa dalla Commissione europea. Ma vedremo quale sarà il risultato del dibattito”, dice Michel. Che aggiunge: “All’ultimo vertice dei leader Ue abbiamo discusso in modo approfondito su questo. La mia impressione è che dobbiamo chiarire cosa è possibile fare, se possiamo mostrare solidarietà su questo tema importante” agli Stati membri che affrontano la pressione migratoria.

 

Una dichiarazione che costringe a stretto giro la Commissione a una presa di posizione netta e sferzante. “La presidente Von der Leyen è stata chiara” in merito alla costruzione di muri con fondi Ue, afferma uno dei portavoce. "Al momento non risulta che le risorse europee siano utilizzate per la costruzione di barriere”. Altro discorso, e di altra natura, è la possibilità di sostenere finanziariamente “la gestione dei confini esterni, incluse infrastrutture per il monitoraggio dei confini”. Nulla di più.

 

Intanto, è proprio al presidente del Consiglio europeo, Michel, che il premier polacco, Mateusz Morawiecki, si rivolge per chiedere subito un vertice straordinario in videoconferenza che preceda quello già pianificato per il prossimo mese di dicembre e che metta al centro “sanzioni economiche” aggiuntive contro la Bielorussia. In queste ore in Ue si sta prospettando un allargamento della cornice legale delle sanzioni contro Minsk e chi favorisce il traffico illegale dei migranti verso l’Unione europea. In ogni caso la situazione resta tesissima.

 

Anche la Nato prende posizione: “Gli alleati hanno chiarito che la Bielorussia è responsabile della crisi e che l’uso dei migranti da parte del regime di Lukashenko come tattica ibrida è disumano, illegale e inaccettabile”.

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