le pagelle della Nazionale

Irlanda del Nord-Italia finisce 0-0. Si va agli spareggi, di nuovo

Il pareggio di ieri sera non consente agli Azzurri di andare direttamente al Mondiale 2022 in Qatar, proprio come accadde tre anni fa. Ecco le pagelle

Irlanda del Nord-Italia finisce 0-0. Si va agli spareggi, di nuovo

Alla fine siamo di nuovo agli spareggi. Come tre anni fa. Noi Campioni d’Europa che ci facciamo domare da squadre come l’Irlanda del Nord, capace di non farci tirare una volta in porta e rischiando di portarsi a casa un’incedibile vittoria. Una difesa distratta, un centrocampo spento e un attacco inconcludente vanno ad aggiungersi ad un'entrata in campo pessima da parte dei cambi: un mix di delusioni, che ci vedrà di nuovo a rischio per il prossimo Mondiale

Le pagelle degli azzurri:

Gianluigi Donnarumma voto 7: Se la baracca resta in piedi, gran parte del merito va al numero uno del PSG. Un vero fenomeno, che dimostra ancora una volta che anche nelle gare più spente, rimane sveglio e pronto in ogni secondo della partita. Sulla palla migliore a favore degli avversari, effettua una parata di altissima fattura, rilanciando le speranze dei suoi. Un fattore a sé, un fattore aggiunto. Nel finale rischia una frittata inaspettata, su un’uscita avventata. 

 

Emerson voto 5,5:Uno di quei giocatori che rimangono un’incognita nel gruppo di Mancini. Indubbiamente le qualità ci sono, probabilmente maggiori in fase offensiva che difensiva, ma le lacune sono vaste e per certi ruoli, è una scommessa rischiosa. Sembra sempre fuori dalle idee della squadra, giocando da falsa mezzala più abbassata e non sfruttando mai lo spazio sulla fascia. In fase difensiva soffre quando viene puntando, perdendosi in diverse occasioni l’uomo.

 

Francesco Acerbi voto 6: Nonostante non stia giocando la sua miglior stagione in campionato, rimane una certezza quando viene chiamato in causa dalla Nazionale. Mette una pezza su diversi traversoni, che Bonucci speso si fa scappare e rimane in posizione nella fase di possesso offensivo, fermando due ripartenze pericolose. Ha sempre il suo piede fatato, regalando due palloni molto interessanti ad Insigne. 

 

Leonardo Bonucci voto 6: L’età si fa sentire da tutti e diverse sfumature essenziali del centrale romano cominciano pian piano a rimpicciolirsi. Si perde il cuore dell’area sulle due occasioni irlandesi, facendo scelte rivedibili sul posizionamento. Pressa alto, spingendo i suoi a salire, ma i suoi lanci non sono sempre precisi. Nel finale detta gli attacchi dei suoi, spingendosi anche oltre il suo terreno. Il suo voto si alza anche per il goal salvato sulla linea in pieno recupero.

 

Giovanni Di Lorenzo voto 6,5: Tra i migliori in campo anche questa volta, ma non si può più parlare di sorpresa. Quella fascia è la sua, con qualsiasi casacca e finalmente sta cominciando a difendere con più precisone anche quando si porta in avanti. Serve diversi palloni in mezzo, sfruttando le sovrapposizioni. Sta tirando fuori il carattere che forse mancava, così come le sicurezze su se stesso: non può più essere considerato una seconda linea in azzurro, nonostante l’alta concorrenza. 

 

Nicolò Barella voto 6: Se da una parte Tonali ha un ruolo più da regista, lui dovrebbe essere un incursore, capace di riempire l’area assieme gli attaccanti azzurri. Il centrocampista dell’Inter però predilige la fascia, non inserendosi spesso in fase offensiva, con un possesso portato sino alla trequarti. Probabilmente è ciò che manca ai suoi compagni per grande parte di gara, in cui non tenta mai lo scambio al limite. Deve diventare leader anche con Mancini, poiché le qualità sono di grande livello. (Belotti voto 5: Non pervenuto, talvolta fuori contesto)

 

Jorginho voto 5,5: A meno che non ti chiami Robert Lewandowski, cadi sempre in un momento complesso quando sei un giocatore di calcio, soprattutto se sfondi tutte le porte del successo nel giro di pochi mesi. In questo momento non sta al top, visto che sta attraversando una fase di confusione, anche su alcune certezze che solitamente ha nel suo bagaglio tecnico. Non fa grossi errori, ma non ha rappresentato appieno le sue qualità essenziali, da regista, per Mancini, risultando timido o meno coinvolto nel gioco. Deve tirare nuovamente fuori il carattere. (Locatelli voto 5,5: Il suo ingresso non alza i ritmi del centrocampo, anzi, perde due palloni che potevano diventare pericolosi). 

 

Sandro Tonali voto 6,5: Se servisse un tutorial sulla forza mentale, bisognerebbe chiedere suggerimento al giocatore del Milan. Nel giro di pochi mesi è passato dalle incertezze del grande salto, alla gestione totale delle manovre azzurre. Esordisce dal primo minuto in maniera intelligente, proponendosi su entrambi i fronti di gioco e gestendo un cartellino giallo (preso in maniera furba) senza risparmiarsi mai. Costruisce, scappando anche sulla fascia talvolta e seguendo costantemente il suo compagno di reparto parallelo.

 

Domenico Berardi voto 6: Un bicchiere diviso a metà, tra la grande volontà di proporsi con costanza, ai troppi errori, per manovre gestite male. Sbaglia spesso il tempo del gioco, risultando o in fuori gioco o dietro alla marcatura dell’uomo, che lo anticipa spesso e volentieri. Ha una punizione da un’ottima mattonella, ma fa una scelga egoistica, buttando al vento una chance intrigante. Tanta anima, poca sostanza. 

 

Lorenzo Insigne voto 5: La sua incostanza è continua e forse, talvolta, eccessiva. Comprensibile che senta le pressioni della casacca che porta, soprattutto se viene sempre riempito di critiche, ma in certe gare dovrebbe saper afre anche la differenza. Invece sbaglia sempre la giocata, divorandosi due goal quasi fatti. Si abbassa esageratamente, non dando profondità alle verticalizzazioni del centrocampo. Una serata buia. Un’altra.  (Bernardeschi voto 6: Entra e gioca meglio del compagno di squadra, mettendoci perlomeno la buona volontà. Propone tanti palloni dentro, spesso imprecisi, alzando però il ritmo offensivo. Si abbassa tanto, forse troppo, diventando un regista aggiunto)

 

Federico Chiesa voto 6: Quando gioca con la Nazionale diventa sempre e comunque un altro giocatore. Un altro ragazzo. Più libero di essere leader, con la consapevolezza che l’attacco è portato anche sulle sue spalle. Spesso sbaglia anche lui, soprattutto le scelte sull’ultimo passaggio, in cui tende a forzare la giocata senza limitarsi mai allo scarico dietro. Nella seconda frazione muta spesso la sua posizione, risultando meno decisivo e più confusionario. Fa parte alla fine di quelli con la maglia sudata, ma con tanta amarezza sulle spalle. 

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