Governatori divisi

Covid, le Regioni chiedono il “modello Austria” per non vaccinati

I Governatori di Liguria, Lombardia, Friuli e Piemonte, insieme a Bolzano, vorrebbero lockdown per i non vaccinati. Il Governo frena: “Valuteremo i dati”

Covid, le Regioni chiedono il “modello Austria” per non vaccinati

La richiesta arriva soprattutto dai Presidenti delle Regioni del Nord, anche se il fronte non è compatto.

Il pressing maggiore è dei Governatori di Liguria (Toti) e Friuli Venezia Giulia (Fedriga, che è anche presidente delle Regioni). D’accordo anche quello lombardo (Fontana) e piemontese (Cirio), così come quello emiliano (Bonacini).

Prende le distanze, invece, Luca Zaia, che pure è preoccupato per i contagi in risalita nel “suo” Veneto. Al momento il Governo freno su qualsiasi tipo di restrizione limitata ai non vaccinati, come invece vorrebbero alcuni amministratori locali, che prendono ad esempio le decisioni di Vienna.

"Nessuna stretta per i non vaccinati", fanno sapere fonti dell’esecutivo, mentre il ministro per gli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini, chiarisce che al vaglio c’è invece un possibile cambio nella validità del Green Pass, che potrebbe scendere dagli attuali 12 mesi e che comunque potrebbe essere deciso solo di fronte a un peggioramento della situazione pandemica.

 

Toti e Frediga: “No al cambio di colore per tutta la Regione”

Il timore è quello di chiusure o cambi di colore per le Regioni che potrebbero scattare in caso di aumento di contagi, ma per rischierebbero di impattare sul Natale, sia a livello familiare, sia soprattutto da un punto di vista economico. Limitazioni alle attività commerciali, insomma, sono viste come un “incubo” che dunque i Governatori di Liguria e Friuli, Toti e Fedriga, tentano di scongiurare.

Da qui la richiesta esplicita: "Chiederemo al Governo che le misure restrittive legate alle fasce di colore valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino, non per le persone che lo hanno correttamente fatto" ha chiarito Giovanni Toti, aggiungendo: "Le misure che devono essere prese, lo devono essere solo per i non vaccinati, non certo per chi ha fatto fino in fondo il suo dovere".

Gli fanno eco i colleghi della Provincia di Bolzano e il presidente fiuliano, Arno Kompatscher che osserva: "Guardando i dati è chiaro che dove il tasso di vaccinazione è basso ci sono più ricoveri. Abbiamo chiesto a Roma di consentire vantaggi per i vaccinati, come già avviene in alcuni Paesi europei". A rincarare la dose è Massimiliano Fedriga: "Nel caso in cui dovessimo finire in zona arancione penso che il prezzo delle chiusure non lo possano pagare i vaccinati, che hanno difeso se stessi e gli altri, partecipando alla campagna vaccinale".

 

Gelmini: “Vedremo i dati”

Al momento, però, non ci sono provvedimenti in vista da parte dell’esecutivo, come ha chiarito il Ministro Maria Stella Gelmini: "Il Governo ha assunto decisioni che consentono al nostro Paese di restare aperto. Abbiamo l'84% di cittadini vaccinati con due dosi, il governo monitora con grande attenzione l'andamento dei contagi, sollecita la terza dose, ha assunto decisioni sui mezzi di trasporto, per il momento ci fermiamo qui. Le scelte fatte consentono di guardare con discreta tranquillità, ma è evidente che siamo nei mesi più difficili. Valuteremo strada facendo se servirà cambiare l'assetto che ci siamo dati".

 

Zaia contrario al “Modello Austria”

Se Fontana e Occhiuto, rispettivamente alla guida di Lombardia e Calabria, appoggiano le richieste di restrizioni per i non vaccinati, prende invece le distanze Luca Zaia, Presidente del Veneto che vede ostacoli di natura costituzionale e chiusure mirate per i non vaccinati. Dubbioso, intanto, Stefano Bonaccini (Emilia Romagna): "Dovremo discuterne, ma credo che la prima cosa da fare sia quella di proseguire con le vaccinazioni".

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