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I consigliati della tredicesima giornata di Serie A: le tre sfide top

Un turno che regalerà sfide del passato, per allenatori vincenti: Spalletti contro l’Inter, Pioli a Firenze e Sarri con la Juve. Sfida salvezza a Salerno

I consigliati della tredicesima giornata di Serie A: le tre sfide top

Torna finalmente la Serie A, dopo due settimane di stop, a causa delle Nazionali, pronta a regalare nuove sorprese e a prendere una strada totalmente diversa: infatti ci saranno bene tre sfide tra le sette sorelle, che potrebbero determinare diverse sorti del massimo torneo italiano di calcio. La Lazio ospiterà la Juventus in casa, per un face to face non indifferente all’ex di turno, Maurizio Sarri. Anche l’inter avrà un ritorno di fiamma da affrontare, visto che il Napoli quest'anno ha come condottiere Luciano Spalletti. Infine il destino ha voluto regalare una sorpresa anche a Milan di Pioli, visto il suo passato a Firenze. Grandi sfide e ritorni caldissimi: una settimana pronta alla svolta. Ma la Serie A non sono soltanto le grandi, anzi, di sfide intriganti se ne possono trovare in ogni angolo dello stivale: il Toro se la vedrà con l’Udinese, il Sassuolo accoglierà il Cagliari. Roma pronta al riscatto contro Sheva, Dea senza sbagli con lo Spezia. Sfida salvezza tra Sampdoria e Salernitana.

I consigli della tredicesima giornata:

 

Juan Musso (Atalanta): La Dea si sta pian piano riprendendo, con il gioco che sta tornando ad essere quello di una volta. È vero, manca ancora quel qualcosa in più che faccia la differenza in una squadra stellata, magari al ritorno degli infortunati si rivedrà, ma nel mentre, ci devono pensare gli effettivi attuali a vincere le gare. Le garanzie arrivano soprattutto dai pali, dove il portiere argentino sta mettendo diverse pezze ogni partita, garantendo spesso il risultato. Sfidare lo Spezia non è affar semplice, arrivano da una vittoria e hanno l'ambizione di ripetersi sul campo di Bergamo. Le poche occasioni a disposizione dei ragazzi di Motta dovranno essere limitate dal numero uno atalantino, vero faro del team. Anche con il possesso palla, in cui sta migliorando facendo partire la manovra dal basso.

 

Mattia Caldara (Venezia): È stato l’uomo copertina di queste settimane in veneto, dove in molti hanno finalmente affermato che il talento che conoscevamo qualche stagione fa, sta finalmente tornando. Di questo aveva bisogno l'ex Atalanta e Milan: una dose di fiducia tale da metterlo in piedi dopo mille difficoltà e ostacoli attraversati. Ha segnato nella gara vinta con la Roma, giocando da uomo maturo e limitando ogni attacco giallorosso, soprattutto sui calci piazzati. La sua stazza garantisce fisicità sulle punte di peso, che faticano a staccare in alto. Arnautovic non è un avversario semplice da tenere e il duello sarà agguerritissimo. 

 

Gianluca Mancini (Roma): Nel momento più buio della stagione, bisogna attaccarsi a qualcuno. A qualcosa che sia molto più grande di una semplice speranza. C'è ne sono pochi che stanno usando la testa fino in fondo tra le fila di Mourinho, vista la tensione e la paura che circonda l’ambiente. Tra questi però va nominato il difensore toscano, vero guerriero in tutte le sfide e ultimo a mollare anche quando le difficoltà sembrano insormontabili. Duttile in fase offensiva, giganteggia dietro, dove però non può sempre fare affidamento al resto del reparto. La sua crescita sta proseguendo e contro il Genoa, deve far valere ogni attimo per decidere la partita, in qualche modo. Il tecnico si affida alla sua mentalità per risalire la china, sennò si rischierebbe di scivolare nell'oscurità più totale. 

 

Nahuel Molina (Udinese): Che Gotti sia un uomo dalle mille sorprese e un tecnico variante, non è più una sorpresa. Ciò che stupisce però è l’assenza di alcuni elementi, fondamentali, dal primo minuto, come l'argentino, vero trascinatore della scorsa stagione insieme a De Paul. Il terzino aveva iniziato bene la stagione, con due assist e un goal, fino però a diventare a sorpresa una scelta per la seconda frazione. Un'arma per svoltare le gare. Una scelta azzardata, forse troppo, vista la difficoltà dei suoi compagni nello spingere sulla fascia quando lui non è in campo. Il Torino ha esterni molto offensivo, che faticano quando devono trattenere gli avversari: è il suo momento per essere “l’ape letale” degli schemi del tecnico, in ricerca disperata di tre punti. Se verrà schierato, i friulani potrebbero anche condurre il pallino in certe fare, senza puntare solo sulle ripartenze.

 

Roberto Soriano (Bologna): Non è il suo momento migliore e questo lo stanno vedendo tutti. Probabilmente il nuovo ruolo non lo mette a suo agio in pieno, visto che deve rinunciare ad alcune sue caratteristiche offensive. Indubbiamente però la sua presenza è obbligatoria vista la leadership nello spogliatoio e le geometrie che comunque garantisce. Mihajlovic ha detto che sta facendo bene anche se segna di meno, lui vuole invece trovare il goal: il Venezia soffre e non poco le imbucate dal centro, vero e proprio elemento vincente del giocatore italo-tedesco. Tornare sulla trequarti per sfruttare inserimenti e tiri da fuori, ma anche possesso dal limite, che è il tassello mancante di una squadra dalle qualità interessanti, ma gestite sempre in maniera frettolosa. La continuità nei risultati passa anche dai suoi piedi ed è di nuovo il momento di dimostrarlo. 

 

Traoré Jr (Sassuolo): Momento negativo in quel di Sassuolo, viste le ultime due sconfitte contro avversari che sulla carta erano di livello più basso rispetto a loro. Una mancanza di fiducia, che arriva verso la fine delle partite dopo che si portano in vantaggio o che comunque, tengono il pallino del gioco con continuità. La squadra di Dionisi avrebbe tutto per essere più in alto nella classifica generale, però senza la mentalità e il coraggio di vincere, rimarranno nelle parti basse della classifica. Il giovane trequartista sta giocando bene, anche se da sempre alterna ottime prestazioni a delusioni totali. Ora il tecnico lo vuole provare “alla Locatelli”, dando tutto il cervello del centrocampo nelle sue mani, nei suoi piedi. Maggiore velocità nel paleggio e conclusioni da fuori.

 

Antonio Candreva (Sampdoria): È arrivato l’ultimo treno per D'Aversa, quello decisivo per rimanere alla guida della Sampdoria. La situazione è terribile, i risultati scadenti e il gioco mediocre. I riferimenti non ci sono e chi solitamente dava la spinta in più, non sembra avere più quella “garra” da vincitori. L'addio di Ranieri non è stato ancora digerito e i vari infortunati hanno solamente peggiorato la situazione. L'ex giocatore della Lazio è uno dei pochi a spingere con continuità, non mollando mai nonostante i carichi fisici. Ha le qualità per inventarsi giocate, soprattutto contro difese fragili come quella della Salernitana, che soffre molto i giocatori rapidi e duttili nell'uno contro uno. Il tecnico per sopravvivere si affida a lui, vero mantra della squadra, viste anche le difficoltà degli attaccanti nel segnare. 

 

Nicolò Rovella (Genoa): Per Sheva l’esordio non sarà dei più semplici, ma questo già lo si sapeva da tanto. I cambiamenti non sono previsti già dalla prima, serve tempo e dedizione per raggiungere l'obiettivo, però le gare vanno giocate e tentare di dare il massimo è il minimo del rispetto per tifosi, nuova società e campionato. 

Il tecnico deve conoscere meglio la squadra, assaporare ogni aspetto e qualità tecnica dei suoi giocatori, per poi scegliere i migliori. Il giovane centrocampista detterà da regista, per la prima volta, i movimenti in mezzo al campo, dettando i tempi. Può mandare in tilt Cristante, visti i suoi strappi da fermo. Ha le qualità per giocare in verticale anche contro un centrocampo robusto come quello capitolino. 

 

Andrea Belotti (Torino): I granata hanno incontrato il primo stop stagionale, attraversando una settimana e mezza di duro lavoro per riscattarsi subito con l'Udinese. È mancata la zampata decisiva che indirizzasse la gara verso la vittoria, subendo alla fine un solo tiro in tutta la partita, seppur decisivo. Il Gallo deve fare di più, visto anche che Juric non ritiene intoccabile nessuno e solitamente, se non segna, tende a levarlo subito: entrare nella partita con la sua mentalità vincente è essenziale, se vuole ritrovare lo spirito Toro che tutti noi conosciamo. Segnare di più, ma soprattutto creare maggiormente, in modo tale da essere pericolosi con una certa continuità. L'Udinese è una squadra che soffre molto dietro, ragione per cui imbucarsi in mezzo all'area, potrebbe essere l'arma decisiva per vincere la gara. I granata hanno bisogno del loro capitano

 

Gianluca Caprari (Verona):  Nel momento di Simeone, bisogna dare i meriti anche a lui. Arrivato in punta di piedi per sostitute Zaccagni, non certo un giocatore qualunque a Verona, è  già risultato

decisivo in maniera sorprendente. 

Infatti l'ex Sampdoria ha avuto un impatto devastante con Tudor, creando insieme a Simeone una coppia dall’alto calibro. La sinergia tra i due sembrerebbe l'arma in più a favore degli schemi veneti, che stanno attraversando uno dei momenti migliori della loro storia. Contro l'Empoli la continuità è obbligatoria per sognare e un suo goal lo metterebbe in carreggiata, anche nelle reti e non solo sui passaggi decisivi. 

 

Andrea Pinamonti (Empoli): Giocare contro il Verona è una delle sfide più difficili in questo periodo per le altre squadre di Serie A, visto l’andamento da scudetto che sta attraversando la squadra di Tudor.I toscani però stanno giocando un bel calcio, anche grazie al giovane attaccante italiano, che si è preso in fretta la fase offensiva della squadra, segnando diversi goal decisivi, e dando una continuità nelle occasioni. Il duo con Cutrone è devastante e insieme stanno trascinando l’Empoli sopra le aspettative generali di tutti. Andreazzoli ha toccato i giusti tasti per mettere in moto un attacco a tinte azzurre, tra le più promettenti  nel nostro campionato. Doveva arrivare il momento di “Pina” dopo anni di difficoltà: in una sfida così difficile le sue inventive potrebbero risultare decisive

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