linee guida

Piste da sci aperte anche in zona rossa e arancione: ecco come

Si avvicina la data di apertura ufficiale degli impianti sciistici, prevista per il 26 novembre. Ecco le linee guida appena approvate dalle Regioni

Piste da sci aperte anche in zona rossa e arancione: ecco come

La prima neve è già caduta nei giorni scorsi, anche se la stagione sciistica non è ancora iniziata. Manca poco, però, e le norme sono già pronte, con alcune novità che riguardano l’accesso agli impianti, sia in condizioni di bassi contagi, come in zona bianca (o gialla), sia in caso di zona arancione o persino rossa.

Le linee guida delle Regioni, appena approvate e presentate al Governo, parlano chiaro: si chiede che le piste continuino a rimanere aperte, seppure con alcune limitazioni agli accessi.

 

Come si accederà alle piste

Le indicazioni delle Regioni prevedono un controllo a campione dei Green Pass, necessari per poter accedere alle piste da sci e dunque agli impianti di risalita. Sarà necessario anche indossare la mascherina su funivie, cabinovie (riempite all’80%), seggiovie e altri impianti all’aperto (questi ultimi con capienza al 100%).

 

Impianti aperti anche in zona rossa

In caso di eventuali cambi di colorazione delle Regioni, a causa della risalita dei contagi, i Governatori chiedono che le piste rimangano sempre aperte, seppure con un numero inferiore di accessi. È questo il principale aggiornamento che viene chiesto dagli amministratori regionali alle norme già approvate lo scorso 5 novembre dal Comitato tecnico scientifico.

 

Cosa cambierebbe

Al momento le linee guida che hanno ottenuto il via libera da parte del Cts prevedono che gli impianti sciistici possano essere aperti solo in zona bianca e gialla. Ma secondo le Regioni si tratta di un grosso limite, già imposto lo scorso anno, quando non erano ancora disponibili le vaccinazioni di massa. Da qui la richiesta di modifica perché l’eventuale chiusura delle piste con la zona arancione o rossa (rischio paventato da province come quella di Bolzano), sarebbe “il disastro per l’economia di montagna. Noi siamo chiusi da marzo 2020 e i mesi invernali, per molte località, rappresentano il 90-95% del fatturato totale. Pensare di dover affrontare un’ulteriore stagione chiusa vorrebbe dire distruggere l’economia della montagna ma anche la possibilità di reperire risorse umane che vengano a lavorare stagionalmente”, come denunciato da Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski Alta Badia.

 

Verso il nuovo CdM

In vista del consiglio dei Ministri della prossima settimana, dunque, si chiede in maniera esplicita di permettere di tenere aperti gli impianti anche in zona rossa e arancione prevedendo “qualora sia prevista l'apertura degli impianti di risalita di limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l'introduzione di un tetto massimo di titoli di viaggio vendibili, determinato in base alle caratteristiche della stazione/area/comprensorio anche sciistico, con criteri omogenei per Regione o Provincia Autonoma o comprensorio anche sciistico, da definire sentiti i rappresentanti di categoria e delle strutture ricettive e concordati con le Aziende Sanitarie Locali competenti per territorio”, come indicato nelle nuove linee guida.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA