il “giallo” internazionale

Tennista cinese scomparsa, pubblicati due video, ma è ancora mistero

Intanto nuove tensioni internazionali tra Pechino e Taiwan, dopo che la Lituania ha permesso al Paese di aprire una propria sede diplomatica. Il punto

Tennista cinese scomparsa, pubblicati due video, ma è ancora mistero

Dopo giorni di misteri e silenzi, di interrogativi senza risposta sulla sorte di Peng Shuai, la tennista scomparsa lo scorso 2 novembre, i media statali cinesi hanno pubblicato due filmati con l’intento di mettere a tacere le voci e i sospetti di un “rapimento” di Stato nei confronti della donna, che aveva “osato” denunciare abusi sessuali subiti dall’ex vicepremier, Zhang Gaoli.

Ma gli esperti non sono convinti dell’autenticità dei filmati.

Intanto, ad agitate le acque internazionali è un’altra decisione di Pechino, che ha declassato le sue relazioni diplomatiche con la Lituania. In questo caso il problema riguarda Taiwan, che già rappresenta motivo di tensione tra la Cina e gli Usa.

 

Che fine ha fatto Peng Shuai?

Dopo quasi tre settimane di assenza e notizie, sono arrivate prima due foto sui social media, che ritraggono Peng con la dicitura "sono il suo stato attuale", poi due filmati, dei quali, però, si dubita dell’autenticità. Il direttore del Global Times, Hu Xijin, aveva commentato su Twitter di aver avuto "conferma attraverso le mie fonti che queste foto sono effettivamente lo stato attuale" di Peng, riferendosi agli scatti sociale.

Adesso a tenere banco sono due filmati, pubblicati su Twitter e sempre da Hu Xijin: nel primo la tennista 35enne sembra entrare in un ristorante indossando un cappotto, un cappello e una mascherina. Nel secondo, invece Peng appare seduta a un tavolo senza la mascherina mentre chiacchiera con alcune persone.

Il fatto che le immagini non siano molto chiare, complice la situazione notturna, spinge a dubitare che si tratti di filmati autentici o che davvero il soggetto sia la tennista scomparsa.

 

La mobilitazione mondiale

Del caso della giocatrice si sono interessate molte autorità, a partire dalla Wta, l'associazione che gestisce il circuito professionistico globale del tennis femminile, che ha minacciato di escludere la Cina se questa non fornirà chiarimenti sulla sorte dell'atleta, di cui si sono perse da quasi tre settimane dopo la denuncia sugli abusi sessuali associata al movimento #MeToo in Cina.

L'hashtag #WhereIsPengShuai è diventato virale sui social media internazionali, finendo per essere rilanciato per solidarietà dai campioni e dai miti del tennis mondiale, alimentando le richieste di boicottaggio dei Giochi olimpici invernali di Pechino 2022.  

 

Scandalo sessuale o problemi politici?

In realtà non è chiaro se all’origine della scomparsa dal pubblico della tennista ci siano le sue accuse di abusi, attribuite all’ex vicepremier cinese Zhang Gaoli, oppure se il motivo sia politico e legato al Partito comunista cinese, con lotte interne a quest’ultimo. Hu Xijin è stato il primo giornalista cinese a citare direttamente il caso Peng, scrivendo nella notte di giovedì di non credere, "come persona che ha familiarità con il sistema cinese", che la tennista "abbia ricevuto ritorsioni e repressioni ipotizzate dai media stranieri per le cose di cui la gente ha parlato”. Insomma, il “problema” potrebbe essere un altro. Né Zhang né il governo cinese hanno commentato le accuse di Peng.

 

Taiwan, la Cina e la Lituania

Intanto la Cina ha declassato i rapporti diplomatici con la Lituania, “rea” di aver concesso l’apertura di una rappresentanza diplomatica del governo di Taipei sul proprio suolo. Pechino ha espresso "forte insoddisfazione" per la decisione, mentre la Lituania ha risposto chiarendo di voler riaffermare “la sua adesione alla politica di 'una sola Cina', ma allo stesso tempo ha il diritto di espandere la sua cooperazione con Taiwan", anche attraverso l'istituzione di missioni non diplomatiche, come chiarito in una nota.

La Cina rivendica Taiwan come proprio territorio, mentre 15 paesi riconoscono ufficialmente Taipei come entità distinta da Pechino.

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