Golden power e dintorni

Tim-Kkr: Governo (e sindacati) pronti a intervenire. La posta in gioco

Il fondo americano ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto “amichevole”, di 50 centesimi per azione. Ma cosa cambia per l’azienda italiana e la rete

Tim-Kkr: Governo (e sindacati) pronti a intervenire. La posta in gioco

Il “caso” non è solo finanziario e questo spiega l’interessamento (e il coinvolgimento) del governo. Tutto nasce da una proposta “amichevole” d’acquisto da parte del fondo infrastrutturale statunitense su Tim, che in prima battuta ha reagito bene, almeno sui mercati finanziari, che in apertura di Borsa questa mattina hanno fatto segnare un rialzo del 15,4% sul titolo telefonico.

Ma i risvolti sono anche politici e occupazionali.

Ecco perché.

 

Tim e l’Opa “amichevole”

Che i titoli telefonici non navighino in ottime acque non è una novità dell’ultima ora. Per questo l’opa lanciata da Kkr (con 50 centesimi per azione) è stata accolta dai mercati con favore. Ma il nodo riguarda il fatto che Tim rappresenta un asset strategico per l’Italia e non solo perché si tratta di telecomunicazione e gestione della rete domestica. Lo Stato è direttamente coinvolto perché la Cassa Depositi e Prestiti è azionista numero 2, dietro solo ai francesi di Vivendi.

Nel caso in cui l’Opa andasse in porto, potrebbero poi nascere problemi di tipo occupazionale, già paventati dai sindacati, che temono tagli. L’offerta, seppure in fase iniziale, sembra però aver riscosso un interesse positivo da parte di Palazzo Chigi, che per ora ha fatto sapere di seguire il caso.

 

La preoccupazione dei sindacati

Diversi i primi commenti da parte del mondo sindacale, con il segretario della Cgil che in una intervista a Repubblica ha spiegato: "In un settore strategico come quello delle telecomunicazioni lo Stato italiano non può subire semplicemente la logica del mercato". Secondo Maurizio Landini è necessario "un piano industriale finalizzato alla costruzione della rete unica senza escludere il ricorso al golden power se il progetto di Kkr dovesse essere in contrasto con l'interesse industriale ed occupazionale del Paese".

Insomma, si teme uno spezzatino della società di telefonia italiana, che secondo Landini andrebbe “scongiurato”: “Serve una visione d'insieme" ha ribadito.

 

L’appuntamento del 26 novembre

L’Opa è già finita sul tavolo del Cda di Tim, che però ha rimandato la discussione al prossimo vertice, in programma venerdì 26. Secondo quanto trapelato, Kkr avrebbe intenzione di valorizzare i singoli asset del gruppo per poi, tra qualche anno, offrire la rete nuovamente a CdP. Se così fosse, non occorrerebbe invocare il golden power e cioè lo “scudo” che il Governo può usare per salvaguardare gli assetti delle imprese che operano in ambiti ritenuti strategici e di interesse nazionale.

Di fatto fornisce allo Stato “poteri speciali” che consentono di indicare in modo dettagliato le condizioni all'acquisto di partecipazioni, porre veti o imporre determinate delibere societari per alcuni settori delimitati.

 

Cos’è il Golden Power

Il Golden Power è stato introdotto nel 2012 per superare il Golden Share, che nel 2009 era stato motivo di apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Nonostante Bruxelles avesse ritenuto "legittimo e difendibile" l’obiettivo di salvaguardare gli interessi vitali dello Stato, si giudicò che quello strumento violasse la libera circolazione dei capitali. Questo ha portato a modificare le modalità di intervento, pur mantenendo la possibilità di intervento del Governo in questioni che riguardino, ad esempio, le infrastrutture e la loro gestione.

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