Le pagelle della Champions League

Il Milan fa l’impresa a Madrid: battuto l’Atletico grazie a Messias

I rossoneri si portano a casa i tre punti vincendo 1 a 0 al Wanda Metropolitano. Dopo una gara pressoché dominata, il Milan riapre la partita per gli ottavi

Il Milan fa l’impresa a Madrid: battuto l’Atletico grazie a Messias

Al Wanda Metropolitano il Milan vince per 1-0 sull'Atletico Madrid, riaprendo la possibilità di qualificarsi agli ottavi di finale. A decidere la gara ci ha pensato Messias Jr, con il suo primo goal con la maglia rossonera: una storia magica la sua, che merita di essere raccontata tante volte, visto che insegna che non bisogna mai mollare i sogni nella vita. Una gara complessivamente dominata, che ha tirato fuori lo spirito Milan in tutto il suo complesso. Bisognerà ora vincere con il Liverpool per passare il turno, ma per un po’ si godranno questo risultato da grande squadra. 

 

Le pagelle del Milan:

Ciprian Tatarusanu voto 6,5: Non subisce molti tiri, per la precisione appena due nello specchio, facendosi però trovare subito pronto e reattivo. La cosa che salta all'occhio è che sia un ottimo elemento in fase di possesso palla, visto il suo tocco rapido nel trovare alternative in tutto il campo. Probabilmente sarà una delle sue ultime gare da titolare visto il ritorno di Maignan, però merita rispetto e fiducia anche in altre occasioni.

 

Pierre Kalulu voto 6,5: Tira finalmente fuori il coraggio e lo dimostra nella gara più importante di questo periodo rossonero. Cerca di imitare il suo compagno Theo, spingendo anche lui in alto, preferendo però il passaggio a tagliare e non il cross dentro. Quando viene puntato da Carrasco lo trattiene, non facendolo quasi mai entrare in area. Per il tecnico sta diventando un titolare e probabilmente quando metterà a posto i suoi errori da “giovane”, il potenziale sarà ancora più netto. (Florenzi voto 6: Entra e fa il compitino difensivo, rinunciando un po’ alla fase offensiva. Non è più il giocatore di una volta e bisogna accettarlo)

 

Alessio Romagnoli voto 7,5: A distanza di tre anni, si rivede un grande difensore centrale. Per molti già finito, nonostante l’età sia pienamente dalla sua e grazie alla fiducia di Pioli ha finalmente tirato fuori anche il coraggio. Si divora Griezmann, limitandolo dalla trequarti, con diversi anticipi anche sulle fasce quando i terzini rimangono alti. Non ha paura di metterci la testa, salvando per ben due volte i suoi compagni. Da ricordare, che è il capitano di questa squadra.

 

Simon Kjaer voto 7,5: Il professore non delude mai, questa è la regola fissa a Milanello. Più sono forti gli attaccanti, più lui si diverte a non far vedere il pallone a nessuno. Anticipi, eleganza nell’uscita palla al piede e pericoli costanti sui calci piazzati. Mette Suarez nel cosiddetto “taschino”, rendendolo nullo per tutta la partita. La sua carriera ha cambiato rotta e ora deve credere anche lui negli ottavi. 

 

Theo Hernandez voto 6,5: Grande prova del terzino francese, che dopo un inizio di stagione difficile sta finalmente tornando ai suoi livelli. Gioca spesso fuori posizione, risultando praticamente un esterno alto, ma dalle qualità elevatissime, sia sullo scatto, che nel cross in mezzo. Semina Hermoso in tutti gli uno contro uno. Comincia ad essere più preciso anche sui calci piazzati, risultando un’alternativa (tra l'altro mancino) non indifferente. 

 

Sandro Tonali voto 7,5: Che giocatore incredibile sta diventando il centrocampista bresciano classe 2000? Il suo valore è esploso e anche in certe gare, con avversari di un peso non si fa intimidire, lottando come un guerriero su tutti i palloni. Sta evolvendo anche in fase offensiva, portandosi spesso in alto e scappando addirittura in profondità per ben tre volte. Il volto promettente che attendeva tutto il club, da tempo. (Bakayoko S.V: Poteva fare di più, nel finale si perde con alcuni falli inutili)

 

Franck Kessie voto 8: Senza dubbio l’emblema dell’anima Milan, nonostante il suo futuro sia incerto. Il cosiddetto “presidente” è un simbolo, un guerriero infermabile capace di giocare in tutte le zone del campo. Si inventa l’assist per Messias, che è un vero gioiello millimetrico. Difensivamente è essenziale, visto che copre i buchi di Theo ogni volta che sale. Un elemento capace di gestire i tempi del possesso, annichilendo sia De Paul, sia Koke, sia Llorente. Se rimarrà, Pioli dovrà festeggiare per almeno un mese intero. 

 

Rade Krunic voto 6: È un giocatore che può risultare importante, soprattutto per la sua duttilità in campo, ma il ruolo da esterno non sembrerebbe mai stargli perfettamente a pennello. Non è un giocatore di scatto, preferisce cercare i compagni in verticale, accentrandosi per la conclusione. In partite dai ritmi così alti tende però a perdersi in in un bicchier d'acqua, per il poco spazio a disposizione. (Messias Jr voto 9: Dieci anni fa lavorava in fabbrica, inseguendo quel sogno per il pallone tra le fila dei dilettanti. Ieri sera ha purgato l’intero Wanda Metropolitano, a due minuti dalla fine, nella partita probabilmente più importante della sua carriera. Un giocatore da raccontare, una storia che rimarrà emblematica)

 

Brahim Diaz voto 8: Merita un grande applauso, per una partita di altissimo livello. Dopo il mese di stop causa Covid non è più risultato incisivo, subendo anche diversi fischi dai tifosi. Nella serata di Madrid gioca però da “10” rimettendo tutto in discussione: tanta corsa, percussioni e giocate da talento vero. Un giocatore che anche da fermo può creare un pericolo agli avversari. Una bella rinascita. 

 

Alexis Saelemaekers voto 6,5: Inizia a destra come al solito, risultando però meno incisivo e più falloso del solito. Si abbassa per cercare di aiutare Kalulu, temporeggiando parecchio quando la squadra riparte. Pioli allora lo sposta a sinistra e fa una mezz'ora di fuoco, dove carica i suoi con grandi falcate e lotta per tenere il vantaggio nel finale. È un giocatore di cuore, che sente molto le gare, cercando l'appoggio del pubblico. Un vero beniamino. 

 

Olivier Giroud voto 6: Gioca una prima frazione timida, in cui si nasconde nella morsa difensiva dell’Atletico, senza mai realmente liberarsi dalla marcatura. Si sacrifica sulle palle in alto, andandosi a prendere diverse volte il fallo. Esce per infortunio, l'ennesimo. (Ibrahimovic voto 6,5: Quando entra è sempre un fattore capace di cambiare la gara. Il goal decisivo non è il suo, ma porta precisione negli appoggi, permettendo un flusso più continuo del palleggio offensivo. Per poco non sfiora la rete, subendo anche un fallo dal portiere avversario che meritava di essere punito). 

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