Relazioni bilaterali

Firmato il Trattato del Quirinale, il premier Draghi: “Patto storico”

Consigli dei ministri “integrati” e incontri prima degli appuntamenti Ue. Italia e Francia “più vicine”. Macron: “Creeremo una visione geopolitica comune”

Firmato il Trattato del Quirinale, il premier Draghi: “Patto storico”

Il premier Mario Draghi e il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, hanno firmato questa mattina al Colle alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il Trattato di cooperazione rafforzata che passerà alla storia come Trattato del Quirinale. Un’intesa per porre fondamenta ancora più solide all’amicizia che lega i due Paesi. “Un momento storico delle relazioni tra Italia e Francia”, lo definisce Mario Draghi. “Da oggi siamo ancora più vicini. Noi condividiamo molto più dei confini, la nostra storia, la nostra arte, le nostre economie e società si intrecciano da tempo”. Per il presidente del Consiglio “le istituzioni che abbiamo l’onore di rappresentare si poggiano sugli stessi valori repubblicani, sul rispetto dei diritti umani e civili, sull’europeismo.

 

Proprio oggi si è concluso un accordo di cooperazione in tema di spazio tra Italia e Francia, frutto di un negoziato intenso che ha portato a questo risultato di successo”. In una cerimonia in cui si respira l’importanza del momento Draghi e Macron non nascondono emozione e soddisfazione per il passo compiuto, frutto di relazioni e incontri che si avvicendano dal 2017 per arrivare all’accordo finale siglato oggi.  

 

Il Trattato intergovernativo prevede consultazioni strutturate tra i governi e i ministeri dei due Paesi su una serie di temi importanti e di diretta responsabilità dei due governi: affari esteri, politica di sicurezza e difesa, giustizia e affari interni, compresa l’immigrazione, cooperazione economica e industriale, trasporti, istruzione, università, ricerca, cultura, giovani e servizio civile. Elemento di grande novità è rappresentato dal fatto che incontri bilaterali tra i due Paesi anticiperanno sempre i più importanti appuntamenti in seno all’Unione Europea e consultazioni costanti ci saranno sulle questioni relative alla Nato.

 

Nella conferenza stampa che è seguita alla firma, e che si è tenuta a Villa Madama, Mario Draghi ha voluto ricordare Valeria Solesin, “uccisa insieme a tanti francesi e a giovani di altre nazionalità nel vile attentato” del Bataclan a Parigi sei anni fa. Ha poi annunciato un altro aspetto che rappresenta una novità assoluta: “Almeno una volta ogni trimestre un ministro italiano parteciperà a un consiglio dei ministri del governo francese e viceversa. La nostra sovranità, intesa come capacità di indirizzare il futuro come vogliamo noi, può rafforzarsi solo attraverso una gestione condivisa delle sfide comuni”, ha detto. “Vogliamo favorire e accelerare il processo di integrazione europea”.

 

L’inquilino di Palazzo Chigi non ha mancato di sottolineare alcuni aspetti: “Istituiamo un servizio civile italo-francese, un comitato di cooperazione transfrontaliero, riconosciamo la necessità di una politica di gestione dei flussi migratori condivisa dall’Unione Europea basata su principi di solidarietà e responsabilità”. Oltre all’immigrazione, uno dei temi su cui l’Italia sta spingendo molto per una soluzione europea, Draghi ha affrontato il nodo delle regole di bilancio europee. Quelle “in vigore fino alla pandemia, già allora non erano sufficienti, erano regole procicliche che per certi aspetti aggravavano i problemi invece di aiutare a risolverli. Una revisione era necessaria, oggi è inevitabile”.

Draghi è chiaro: “senza un forte sostegno non saremmo passati attraverso la pandemia, non ce l’avremmo fatta”. Dobbiamo “correggere il passato e disegnare il futuro” con nuove regole. “Questo va fatto con l’Ue. Bisogna che i Paesi si dotino strumenti che li rendano più forti in questa discussione: in questo modo Italia e Francia vogliono procedere”.

 

Macron ha molto insistito sulla “profonda amicizia” che unisce Italia e Francia. “Siamo fedeli alla storia che ci lega”, ha detto. “Ma esiste anche una disciplina dell’amicizia” che comporta “parlarsi spesso”. Ed è quello che i due Paesi faranno. Il presidente francese ha ringraziato coloro che hanno reso possibile il Trattato, come Sergio Mattarella, che ha vegliato sui lavori.  Con il Trattato del Quirinale, ha evidenziato, “creeremo una visione geopolitica comune, condividiamo la visione europea e internazionale”, contribuiremo a costruire una “difesa europea comune più forte che contribuisca alla Nato, avremo una cooperazione rafforzata nella lotta contro le migrazioni illegali e i trafficanti, per proteggere le frontiere esterne dell'Europa”.

 

Per il presidente Mattarella, che ha salutato con un lungo abbraccio dopo la firma il capo dell’Eliseo, il Trattato rappresenta un “risultato importante” ed è “un testo di ampio respiro. Un Trattato che unisce due paesi fondatori dell’Unione europea che condividono l’impegno per la costruzione del grande progetto europeo. Un rapporto più forte tra Italia e Francia contribuisce a costruire una Unione europea più forte, tanto più necessaria di fronte a sfide che solo un’Europa più integrata può affrontare, come la crisi pandemica ha messo in luce”. Intanto nel cielo di Roma sfrecciavano le Frecce Tricolori in doppia formazione, con i colori delle due bandiere. 

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