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Gender Gap anche nello sport: donne discriminate anche da atlete

Pochi giorni dopo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, arriva una ricerca su social, giornali e commenti più diffusi

Gender Gap anche nello sport: donne discriminate anche da atlete

Neppure lo sport si “salva”.

O almeno questo emerge da una ricerca che arriva pochi giorni dopo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si è celebrata lo scorso 25 novembre in tutto il mondo.

Uno studio che prende in considerazione un campione di alcune atlete e atleti per capire, tra le altre cose, che tipo di immagine abbiano sui social network, sui giornali e nei commenti più diffusi. Il risultato non lascerebbe molti dubbi: il gender gap esiste anche in questo ambito.

 

Le differenze di genere nello sport

Le differenze tra donne e uomini di sport hanno a che fare sia con i numeri che con i contenuti dei messaggi e delle notizie che li riguardano. Nel primo caso, infatti, l’82% di contenuti a carattere sportivo sui social e i giornali è dedicato agli uomini, mentre solo il 18% alle atlete. Quando si parla di atleti e atlete, poi, si nota che le pagine e siti di notizie sportive o legate al tifo parlano principalmente di uomini, mentre le colleghe donne trovano spazio soprattutto in contesti generalisti, lifestyle e non sportivi.

L’analisi è frutto di una ricerca chiamata “Social Athletes”, commissionata da DAZN e redatta in collaborazione con l’istituto di ricerca Blogmeter, che si è concentrata su sei atleti italiani di primo piano (3 uomini e 3 donne).

Per tutti sono state analizzate sia le conversazioni sul web, sia i commenti ai post degli atleti stessi negli anni 2019 e 2020. Gli atleti (un calciatore, un tennista e un pallavolista) e le atlete (una calciatrice, una pallavolista e una nuotatrice) protagonisti dell’indagine sono stati scelti per il loro ampio seguito social (oltre 7 milioni di follower complessivi) e perché le loro discipline di riferimento sono tra le più seguite in Italia.

Nello specifico, la ricerca è stata presentata in occasione di 4 Weeks 4 Inclusion, evento interaziendale dedicato all’inclusione organizzato da TIM.

 

Per le donne i commenti sono soprattutto “fisici”

La vera differenza tra i due generi, però, riguarda i commenti circa l’aspetto fisico: per le atlete rappresentano il 24% (con un aumento del 2% nel 2020 rispetto al 2019) del totale, ossia quasi un messaggio su quattro. Nel caso degli atleti, invece, si fermano attorno al 9% e lo scorso anno sono diminuiti rispetto all’anno precedente.

“Inoltre, gli atleti maschi ricevono commenti sul loro aspetto fisico quasi esclusivamente quando postano un selfie o momenti di vita privata; le atlete ricevono tali commenti indipendentemente dal contenuto del loro post, anche quando parlano di sport” spiegano i curatori della ricerca.

 

Cosa succede quando atleti e atlete vincono?

Ogni volta che un atleta ottiene una vittoria sportiva, il 65% dei commenti è relativo all’impresa in sé se si tratta di un uomo, ma se a vincere è una donna la percentuale scende al 45%.

A peggiorare la situazione è la considerazione che le atlete, anche quando trionfano, ricevono il 9% di commenti a contenuto molesto (offensivo o volgare).

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