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Omicron e vaccini, quanto sono efficaci e quando arrivano quelli nuovi

Di fronte alla nuova variante pareri contrastanti. Per Israele la terza dose protegge, Moderna: “Al lavoro su un nuovo vaccino”. Ema: “Attendiamo 15 giorni”

Omicron e vaccini, quanto sono efficaci e quando arrivano quelli nuovi

La buona notizia è arrivata da Israele e riguarda l’efficacia delle immunizzazioni, dopo la terza dose, anche nei confronti della nuova variante sudafricana Omicron, ma non tutti sono d’accordo. In realtà a prevalere è la prudenza, espressa sia dall’agenzia europea del farmaco, Ema, che ha parlato della necessità di attendere due settimane, sia da parte di alcune delle stesse case farmaceutiche produttrici dei vaccini attualmente autorizzati.

Ecco cosa come si stanno organizzando Moderna, Pfizer e Johnson&Johnson, e cosa si sa finora.

 

Ema: “Attendere due settimane”

L’Ema prende tempo, spiegando che è ancora presto per poter stabilire con certezza l’efficacia della protezione dei vaccini attualmente autorizzati anche contro la variante Omicron. La stessa agenzia europea del farmaco, però, chiarisce che se si dovessero adattare i vaccini anti-Covid approvati nell'Ue alla variante Omicron, potrebbe autorizzarli nel giro di "tre-quattro mesi, a partire dall'inizio del processo di cambiamento". La direttrice esecutiva dell'Ema, Emer Cooke, ha dunque assicurato tempi brevi: "Siamo preparati, sappiamo che i virus mutano e che a un certo punto ci sarà una mutazione che comporterà che dobbiamo cambiare l'approccio attuale".

 

Israele, protezione con tre dosi

Da Israele, intanto, arrivano dati incoraggianti. Nel Paese, dove sono stati fino a ora confermati quattro casi di positività alla variante, il ministro della Sanità, Nitzan Horowitz, ha spiegato che tre dosi di vaccino contro il Covid sembrano proteggere dalla variante Omicron. "Nei prossimi giorni avremo informazioni accurate sull'efficacia del vaccino contro Omicron, ma c'è già spazio per l'ottimismo e ci sono indicazioni iniziali per cui coloro che sono stati vaccinati con un vaccino ancora valido o con un booster saranno protetti anche dalla variante" ha affermato Horowitz.

 

Moderna, Pfizer  e J&J al lavoro 

Intanto, però, le case farmaceutiche si attrezzano. Se i vaccini anti-Covid esistenti dovessero essere molto meno efficaci contro la variante Omicron del virus, occorrerà un nuovo siero. L’amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel, in un'intervista al Financial Times ha spiegato che l'elevato numero di mutazioni del nuovo ceppo della proteina Spike e la rapida diffusione della variante lasciano pensare che i vaccini attuali dovranno essere modificati il prossimo anno. "Non so quanto, perché dobbiamo aspettare i dati. Ma tutti gli scienziati con cui ho parlato... dicono 'questa cosa non va bene'" ha affermato Bancel.

"La dose più elevata potrebbe arrivare rapidamente. Potremmo decidere di fornire una dose più elevata del vaccino attuale per proteggere magari i soggetti ad alto rischio, gli immunodepressi, e gli anziani" che "potrebbero aver bisogno di una quarta dose".

Anche Biontech-Pfizer ha annunciato l'avvio dello sviluppo di un vaccino adattato come "misura cautelativa". "Per evitare di perdere tempo, stiamo perseguendo questi due obiettivi in parallelo fino a che non saranno disponibili dati e che non avremo altre informazioni per determinare se il vaccino contro il Covid attualmente disponibile ha effettivamente bisogno di essere adattato o no", come spiegato dalla portavoce dell'azienda in una intervista alla Dpa. "Oggi abbiamo presentato una richiesta alla Fda per estendere l'autorizzazione all'uso di emergenza di una dose di richiamo del nostro vaccino Covid-19 ai ragazzi di 16 e 17 anni. La nostra speranza è di fornire una forte protezione a quante più persone possibile, in particolare alla luce della nuova variante" ha comunicato via Twitter il CEO di Pfizer, Albert Bourla.

Anche Johnson & Johnson sta valutando l’efficacia del proprio vaccino anti-Covid, testando il siero del sangue dei partecipanti agli studi sul richiamo completati e in corso, e sta lavorando a un vaccino specifico contro la variante Omicron, come confermato in una nota.

 

Oms: “Rinviare i viaggi”

Dall’organizzazione mondiale della Sanità, invece, è arrivato un monito a rinviare i viaggi per le persone considerate fragili, esortate a ''vaccinarsi quando è il loro turno''. In particolare, l'Oms si rivolge alle ''persone che non stanno bene o sono a rischio di sviluppare una grave malattia da Covid-19 e di morire, comprese le persone di età pari o superiore a 60 anni o quelle con comorbilità''. Citando ''ad esempio malattie cardiache, cancro e diabete'', l'Oms afferma che queste persone ''dovrebbero posticipare il viaggio''.

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