Ddl Bilancio

Bollette, contro i rincari il governo valuta contributo di solidarietà

Si studia un intervento per sospendere il taglio dell’Irpef nel 2022, e probabilmente anche nel 2023, per i redditi che sono superiori ai 75 mila euro

Bollette, contro i rincari il governo valuta contributo di solidarietà

Il governo nella cabina di regia che si è tenuta questa mattina ha confermato l’impianto deciso al ministero dell’Economia durante il confronto della settimana scorsa con i partiti della maggioranza che prevede il taglio delle tasse: 7 miliardi dall’Irpef, 1 dall’Irap. Una ripartizione per alleggerire il carico fiscale che però ha fatto arrabbiare tanto i sindacati, che si aspettavano sgravi soprattutto in favore dei lavoratori dipendenti e di pensionati, sia le imprese che invece puntavano a tagli maggiori relativamente al cuneo fiscale.

 

In ogni modo, oggi, a tenere banco nella riunione di Palazzo Chigi è stata l’impennata dei prezzi dell’energia e la necessità di correre ai ripari per i ceti più in difficoltà. In queste ore sta prendendo corpo l’ipotesi di congelare per uno o due anni il taglio dell’Irpef per i redditi oltre i 75mila euro. È questo il contributo di solidarietà che il premier Mario Draghi avrebbe proposto, da inserire nella manovra di Bilancio, per reperire fondi e sterilizzare il caro bollette. Il problema dell’esecutivo è, dunque, recuperare risorse. Se si riuscisse a sospendere il taglio dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per il 2022 per coloro che hanno un reddito annuo superiore a 75mila euro si creerebbe un fondo aggiuntivo che va dai 250 ai 270 milioni di euro. 

 

Da giorni il governo è al lavoro su misure dirette a contrastare i rincari, anche in vista dei consumi maggiori nel periodo invernale, e considera “una priorità aiutare le famiglie più povere”. Già due volte quest’anno è intervenuto per calmierare i prezzi delle bollette, a giugno e settembre, attraverso il taglio degli oneri impropri. Ora sono previste ulteriori norme nella manovra di Bilancio. L’obiettivo è aumentare il fondo già stanziato di 2 miliardi con ulteriori sostegni che andrebbero dai 700 milioni fino a 1 miliardo di euro.

 

Le trattative vanno avanti in attesa del Consiglio dei ministri di questo pomeriggio. Oggi, finita la cabina di regia, ci sarebbe già stato un passaggio telefonico tra il presidente del Consiglio e i sindacati. Dopo l’incontro di ieri sera a Palazzo Chigi, Cgil Cisl e Uil erano infatti in attesa di una nuova interlocuzione con il governo e di risposte rispetto alle richieste avanzate. “Ci sono valutazioni sul profilo distributivo della manovra, anche per tenere conto delle richieste dei sindacati”, dichiara la sottosegretaria al Mef, Maria Cecilia Guerra, che oggi ha partecipato all’incontro con il premier e il ministro dell'Economia. “Il punto di convergenza è il miglioramento del profilo distributivo della manovra anche con interventi temporanei che tengano conto delle famiglie più disagiate e contro il caro bollette”. 

 

Prosegue, intanto, la discussione tra i partiti su diversi temi in attesa che la manovra entri nel vivo del dibattito parlamentare. Ad esempio, è ancora acceso il confronto sul Superbonus edilizio. I Cinque Stelle hanno presentato un emendamento per la rimozione del tetto Isee per la proroga per le unifamiliari. “La richiesta arriva dai territori e da tutte le categorie coinvolte”, si legge in una nota dei parlamentari pentastellati. La disposizione, affermano, “produce una discriminazione tra chi vive in condominio e può accedere all’agevolazione, nonostante un reddito magari molto elevato, e chi vive in un’abitazione unifamiliare e non può più fare i lavori perché ha un reddito Isee, casomai, di poco superiore al tetto introdotto” nel Ddl Bilancio.

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