Manovra di Bilancio

Sgravi fiscali, il governo decide oggi sulle richieste dei sindacati

Cdm nel pomeriggio. Landini: Nessun accordo se Palazzo Chigi resta sulle sue posizioni. Intanto Draghi e Franco aprono a una proroga sulle cartelle esattori

Sgravi fiscali, il governo decide oggi sulle richieste dei sindacati

Continua a non piacere ai sindacati la ripartizione ipotizzata dal governo di Mario Draghi degli 8 miliardi di taglio delle imposte. L’incontro di ieri sera a Palazzo Chigi tra il premier, il ministro del Lavoro Andrea Orlando e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil non ha dato i frutti sperati. Gli sgravi fiscali concentrati per 7 miliardi sull’Irpef e per 1 miliardo su Irap non sono andati giù a Landini, Bombardieri e Sbarra per i quali gli alleggerimenti andrebbero dirottati in favore di lavoratori dipendenti e di pensionati. La risposta definitiva sulle modifiche da apportare alla manovra di Bilancio, tuttavia, il governo si è riservato di darla oggi prima della riunione del Consiglio dei ministri.

 

Dunque, c’è attesa da parte delle confederazioni sindacali. “Siamo insoddisfatti dell'incontro”, dichiara il leader della Cgil Maurizio Landini. “Sul fisco non cambia l'impianto e resta il taglio sull’Irap” ma il “premier ci ha assicurato che il governo rifletterà sulle nostre proposte e che prima del Cdm ci darà una risposta. Valuteremo quali saranno”. Se rimarrà sulle sue posizioni “non ci sarà il nostro accordo. Decideremo in quel caso come proseguire la mobilitazione”.

Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, insiste sulla necessità di un passo indietro sulla riforma dell’Irpef. “Vengono penalizzate le classi economiche tra zero e 26mila euro”, afferma. Inoltre c’è “mancanza di certezze” su riforma fiscale e pensioni. Quello che chiedono le principali sigle è un confronto “su una riforma del fisco complessiva”. “Continuiamo a sostenere la necessità di un intervento sul cuneo fiscale”, fa sapere Bombardieri. “Bisogna ridare potere d’acquisto a lavoratori e pensionati e risposte ai tanti precari”.

Più concilianti i toni della Cisl definisce il confronto con il governo “importante” per alcune “prime conquiste sociali”. Ma, dice il segretario Luigi Sbarra, “tutto questo non basta. Aspettiamo di conoscere le decisioni che il governo si è riservato di adottare. E intanto continueremo a esercitare una forte pressione sociale per migliorare l'impostazione di una legge di stabilità che presenta tantissime luci ma ancora qualche ombra”.

 

L’ulteriore passaggio tra governo e sindacati dovrebbe tenersi prima del pomeriggio. Ma quanto il premier e il ministro dell’economia Daniele Franco saranno disposti a concedere è tutto da vedere. Per l’esecutivo sono giorni di trattative serrate sul Ddl Bilancio anche con i partiti della maggioranza. Si apprende che ci sarebbe un’apertura sulla possibilità di una nuova proroga per le cartelle nel 2022. In discussione sia l’ipotesi di diluire i pagamenti, sia la rottamazione quater. Segnali in questa direzione ci sono stati già durante la discussione sul decreto fiscale su cui ieri sera prima dell’approvazione il governo ha posto la questione di fiducia. I partiti sembrano tutti d’accordo anche se le questioni sul tavolo sono diverse.

Oltre al taglio delle tasse, il Superbonus e il reddito di cittadinanza. Da smaltire, e possibilmente ridurre all’osso, ci sono circa 6mila emendamenti. Tante sono le proposte di modifica presentate dalle forze parlamentari. Ma sul fronte economico a preoccupare adesso è il balzo dell’inflazione.

 

L’Istat due giorni fa ha comunicato che a novembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente). Secondo l’Istituto si tratta del livello più alto da settembre 2008. Anche l’Ocse conferma l’aumento generalizzato dei prezzi nei 37 Paesi aderenti: l’inflazione è salita in ottobre al 5,2%, rispetto al 4,6% di settembre e all’1,2% di ottobre 2020, raggiungendo il massimo da febbraio 1997.

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