il peso “nero”

Evasione fiscale, l’Italia è prima in Europa: perdita di 35,4 mld

I dati forniti dalla Commissione europea non lasciano dubbi: il danno è di oltre 4.000 euro al secondo. Tuttavia c’è un miglioramento rispetto al 2018

Evasione fiscale, l’Italia è prima in Europa: perdita di 35,4 mld

Le parole del Commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, non lasciano dubbi: la perdita è di “oltre 4.000 euro al secondo. La gente comune e le imprese sono lasciate a raccogliere il deficit attraverso altre tasse per pagare i servizi pubblici vitali".

La fotografia emerge dal rapporto sull’Iva della Commissione Ue, che sottolinea come l’Unione abbia perso 134 miliardi nel 2019, anche se con un miglioramento rispetto al 2018.

A pesare, però, è l’incognita degli effetti della pandemia di Covid-19, che potrebbe gravare anche sulle entrate Iva per il 2020. In base ai dati del 2019, intanto, l’Italia continua a rimanere prima in Europa per evasione fiscale assoluta.

 

La classifica Ue: Italia prima per evasione

Il Belpaese rimane, dunque, al primo posto (negativo) per danno economico causato dal mancato pagamento dell’Iva, l’imposta sul valore aggiunto, quantificato in 30,1 miliardi. Alle spalle dell’Italia si trova, a sorpresa, la Germania, con perdite per 23,4 miliardi, che sono comunque molti meno rispetto a quelli che non entrano nelle casse del Fisco italiano.

 

La nota positiva

C’è però anche una nota positiva. Le perdite si sono ridotte rispetto al 2018, anno della precedente rilevazione, quanto erano pari a 35,4 miliardi. Si riduce anche la differenza tra gettito previsto e introiti, che passa dal 24,5% al 21,3% (in Germania è pari all’8,8%). Peggio dell’Italia, dunque, ci solo soltanto Romania (34,9%), Grecia (25,8%), Malta (23,5%) e Lituania (21,4%).

Il trend alla riduzione dell’evasione che si registra in Italia, comunque, è comune ad altri Paesi europei. La media delle perdite di due anni fa si attesta a 134 miliardi di euro, 6,6 in meno rispetto all’anno precedente.

Per questo Bruxelles parla di “un netto miglioramento rispetto alla diminuzione di 4,6 miliardi di euro dell’anno precedente”, evidenzia Bruxelles, avvertendo però che “sebbene il divario” tra gettito previsto e introiti effettivi “complessivo sia migliorato tra il 2015 e il 2019, l’intera portata della pandemia di Covid-19 sulla domanda dei consumatori e quindi sulle entrate Iva nel 2020 rimane sconosciuta”.

 

Gentiloni: “L’evasione rimane preoccupante”

“Nonostante il trend positivo registrato negli ultimi anni, il divario dell’Iva rimane una delle principali preoccupazioni, soprattutto in considerazione delle immense esigenze di investimento che i nostri Stati membri dovranno affrontare nei prossimi anni” ha commentato il commissario Ue Gentiloni, sottolineando che “le cifre di quest’anno corrispondono a una perdita di oltre 4.000 euro al secondo”.

Secondo il responsabile europeo dell’Economia “Queste sono perdite inaccettabili per i bilanci nazionali e significano che la gente comune e le imprese sono lasciate a raccogliere il deficit attraverso altre tasse per pagare i servizi pubblici vitali. Dobbiamo fare uno sforzo congiunto per dare un giro di vite sulle frodi sull’Iva, un reato grave che sottrae denaro alle tasche dei consumatori, mina i nostri sistemi di welfare e impoverisce le casse pubbliche”.

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