Tempi di pandemia

Governo verso la proroga dello stato di emergenza al 31 marzo

Palazzo Chigi accelera alla luce dei dati che arrivano dalla GB sulla variante Omicron. Partito democratico e Cinque Stelle d’accordo, più cauto Salvini.

Governo verso la proroga dello stato di emergenza al 31 marzo

Si riunisce oggi il Consiglio dei ministri per varare la proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo. Un provvedimento che evidentemente il premier Mario Draghi ritiene necessario alla luce degli ultimi dati che arrivano dalla Gran Bretagna. Ricoveri e decessi a causa della variante Omicron “aumenteranno drasticamente” nel Regno Unito nei prossimi giorni, secondo quanto riferisce il ministro della Sanità, Sajid Javid. Al momento Omicron è stata riscontrata nel 20% dei casi in GB e nel 44% a Londra.

 

Da noi per tutto il giorno è stato forte il pressing di una parte della maggioranza, in particolare del Pd e del Movimento Cinque Stelle. Per Enrico Letta, segretario dem, “il momento è maturo”. E anche Giuseppe Conte pensa che “rispetto alla curva epidemiologica e a una variante che appare molto contagiosa è necessario pervenire a una proroga”. L’invito di Matteo Salvini a una maggiore riflessione e ad attendere il confronto con sindaci e presidenti di Regione non è andato a buon fine. Palazzo Chigi ha deciso di accelerare. Quello che si appresta a varare il governo è un decreto che poi dovrà passare dal Parlamento. Il 31 gennaio infatti scade il termine massimo – due anni – per la proroga dello stato di emergenza con atto amministrativo, per cui stavolta bisogna varare un provvedimento avente forza di legge. Da quanto si apprende l’esecutivo sta lavorando, tuttavia, per superare lo stato emergenziale. Allo studio c’è l’ipotesi di dirottare la struttura commissariale sotto l’ala della Protezione civile. Ma ci vorrà del tempo, probabilmente qualche mese.

 

In Italia la grande incognita resta la variante Omicron. Le segnalazioni per il momento sono molto contenute: in Sicilia è stato rilevato il primo caso e anche in Toscana, per la precisione a Siena, è stata individuata una turista proveniente dalla Gran Bretagna, vaccinata e asintomatica. Due, invece, i casi registrati in Veneto. Si tratta di una coppia rientrata di recente da un viaggio in Sud Africa. In linea generale nel Paese la curva pandemica sale ma lentamente. Gli ultimi dati parlano di 12.712 nuovi casi con un tasso di positività al 4% ma i contagi di ieri, facendo un confronto col giorno precedente, sono diminuiti di 6.500 unità. I test la domenica registrano sempre un rallentamento rispetto al resto della settimana.

 

Per quanto riguarda i ricoveri sotto particolare osservazione c’è l’occupazione delle terapie intensive, in crescita in otto regioni e con punte del 20 per cento nella provincia autonoma di Trento e Bolzano. Sempre nel nord est anche il Veneto sembra andare verso un peggioramento e rischia di cambiare colore. “Natale sarà giallo e lo sarà anche Capodanno, poi se continua a crescere sarà arancione”, ha detto il governatore, Luca Zaia. Il Veneto è la regione in cui è stato riscontrato il maggior incremento di casi giornalieri (2.096), a seguire Emilia Romagna (1.828), Lazio (1.470), Lombardia (1.339), Piemonte (1.227) e Campania (992).

Gli esperti considerano il quadro epidemiologico con prudenza.

 

A preoccupare sono principalmente i dati che arrivano dal resto dell’Europa. L’infettivologo Massimo Galli, direttore di Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano, rassicura: “Sembra che la variante Omicron sfugga al vaccino un po’ più della Delta, rispetto alla possibilità di infettare. È tutto ancora da definire, ma come nel caso della Delta, è minore la possibilità di causare malattia grave nei vaccinati”. Inoltre “la terza dose probabilmente induce una risposta nei soggetti che non avevano risposto alla prima e alla seconda”. Sullo stato di emergenza Galli non ha dubbi: “Deve continuare ad esserci. Per quanto tempo non si sa, dipenderà dall’andamento del virus. Non è il momento per non prorogarlo”. 

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