La conferenza stampa di fine anno

Draghi: “Governo può andare avanti a prescindere da chi ci sarà”.

Raggiunti “tre grandi risultati”: “Siamo tra i più vaccinati, Pnrr varato nei tempi, ultimati 51 obiettivi”. La vita dell’esecutivo? “Decide il Parlamento”

Draghi: “Governo può andare avanti a prescindere da chi ci sarà”.

I tre grandi risultati

Tre messaggi. Primo: “I vaccini restano lo strumento migliore di difesa” contro il virus, “i tre quarti dei decessi riguardano i non vaccinati. In Italia fatte oltre 106 milioni di dosi. Il 13 febbraio eravamo l’ultimo Paese per somministrazione, oggi l’80% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, 15,6 mln di terze dose sono state fatte”. Secondo: “La campagna vaccinale è stata essenziale per rilanciare l’economia: la crescita a fine anno si assesterà oltre il 6%, dopo un calo pari quasi al 9% lo scorso anno. Prevediamo che il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo scenderà già da quest’anno”. Terzo: “Il governo resta pronto a sostenere l’economia in caso di rallentamento, la sfida principale resta quello di far aumentare il tasso di crescita di lungo periodo”. Mario Draghi nella consueta conferenza stampa di fine anno organizzata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e anticipata in questo 2021 di qualche giorno, centra il suo intervento - volutamente sintetico per dar spazio alle domande dei cronisti - su alcuni messaggi chiave. E sottolinea i “tre grandi risultati” del governo quest’anno: “Siamo uno dei Paesi più vaccinati al mondo, abbiamo consegnato il Pnrr nei tempi stabiliti e raggiunto i 51 obiettivi previsti”. E’ “iniziata ora l’interlocuzione con la Commissione europea che durerà 1 o 2 mesi per accedere alla tranche di prestiti”. 

 

La vita del governo non è legata al premier

Ma la dichiarazione che tutti attendevano arriva a stretto giro. Il premier non si sottrae alla domanda, la prima, quella che riguarda l’imminente scadenza del mandato del presidente Mattarella e l’elezione a inizio anno del nuovo inquilino del Quirinale.  E’ particolarmente chiaro. La domanda sul futuro del governo se l’aspettava e l’accoglie anche con una risata ironica. “Questo governo ha creato le condizioni perché il lavoro continui, indipendentemente da chi c’è. Oppure no. L’importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo governo, la più ampia possibile”. È netto, anche in questo caso scandisce il messaggio. Si sofferma sul proseguimento della legislatura. Ribadisce con forza, rimarcandolo ancora di più, che il ruolo centrale è quello delle Camere. “La vita del governo dipende dal Parlamento”.

Il governo è nato perché “chiamato dal Presidente della Repubblica, ha fatto molto di quello che è stato chiamato per fare”. Ma “fondamentale per l’azione dell’esecutivo è stato il sostegno delle forze politiche, ed è quello il punto fondamentale. I miei destini personali”, dice Draghi, “non contano assolutamente niente. Non ho particolari aspirazioni di un tipo o dell’altro, sono un uomo, se volete un nonno, al servizio delle istituzioni”. E ancora: la “responsabilità della decisone è interamente nelle mani delle forze politiche, non nelle mani di individui: sarebbe un fare offesa all’Italia, che è molto di più di persone individuali. La grandezza del Paese non è determinata da questo o quell'individuo ma da un complesso di forze, di persone e di sostegno politico che permettono di andare nella direzione giusta”.

 

I successi del governo sono degli italiani

Ancora una volta l’ex numero uno della Banca centrale europea, stimatissimo a livello internazionale - i premier di mezzo mondo ne riconoscono l’autorevolezza e l’Italia è Paese dell’anno per come ha reagito alla pandemia proprio grazie all’operato di Draghi secondo l’Economist – mette da parte il suo ego quando si parla di credito internazionale riconosciuto al Paese. “Credo che il merito sia soprattutto degli italiani”, dichiara. “Responsabilità e soddisfazione sono categorie collettive non individuali. Questo periodo può essere un moltiplicatore psicologico dell’azione di governo e dell’azione stessa del Pnrr. Moltiplica le capacità di successo dell’Italia e porta una grande responsabilità perché occorre dimostrare che la fiducia degli altri Paesi europei, mostrata dando all'Italia questi fondi, è stata ben riposta”.

 

Domani cabina di regia su emergenza varianti virus

Intanto domani si terrà la cabina di regia sulle nuove restrizioni di fronte all’avanzata del virus. “L’obbligo vaccinale resta sullo sfondo, non è stato mai escluso”. Ma la filosofia del governo è “proteggere la normalità” ed “evitare chiusure”. Per questo “è pronto a mettere in atto tutte le misure utili a frenare soprattutto le varianti. Per ora non si parla dei lockdown per i vaccinati. Ma fa riflettere che due terzi delle terapie intensive e dei decessi sono non vaccinati. È una realtà tragica”.

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