Imposta sul valore aggiunto

Come cambia l’Iva. Dall’Ue le nuove indicazioni sull’imposta 2022

Trovata un’intesa a Bruxelles. I cambiamenti potrebbero avere conseguenze sui prezzi e sono attesi, anche in Italia, a partire da aprile di quest’anno

Come cambia l’Iva. Dall’Ue le nuove indicazioni sull’imposta 2022

Ci sono voluti ben quattro anni, ma finalmente i ministri dell’Economia dell’Unione europea hanno raggiunto un’intesa. La novità principale la possibilità di deroghe ed esenzioni che fino ad ora erano state concesse ai Paesi membri, ma che di fatto si erano tradotti in una vera e propria giungla di aliquote.

L’intesa arriva proprio mentre in Italia si discute del taglio di altre aliquote, come Irpef e Irap.

 

La novità europea sull’Iva

Il primo cambio riguarda il fatto che gli Stati membri hanno raggiunto un accordo, dopo ben 4 anni di negoziati e attriti, all’unanimità. Ciò che non cambia è il valore minimo dell’Iva standard, pari al 15% e che continuerà ad essere applicato come imposta su tutti i beni e in tutto il mercato Ue.

Ciò che cambia, invece, è possibilità di scostarsi da questo valore.

In particolare, con il nuovo sistema d’imposta, tutti potranno fare ricorso a due aliquote ridotte (partendo dal 5%) che potranno essere applicate fino a un massimo di 24 categorie di beni e servizi.

 

L’elenco delle merci con Iva “modificata”

Il nuovo elenco di prodotti ai quali poter applicare riduzioni e deroghe prevede i generi alimentari (già inclusi finora), medicinali e prodotti farmaceutici, ma non si limita alle merci “materiali”. Oltre a includere anche le biciclette (comprese quelle elettriche), i libri, i giornali e i periodici su "supporti fisici o per via elettronica", si potranno infatti pagare con Iva ridotta anche alcune prestazioni e attività, come ad esempio "il diritto d'ingresso a spettacoli, teatri, circhi, fiere".

 

Tampon tax e dintorni

Le attenzioni sono rivolte anche a una categoria merceologica particolare, come gli assorbenti femminili, oggetto di polemiche e richieste sollevate in più Paesi, sotto forma di cosiddetta “tampon tax”, ridotta o persino da abolire (ma anche già Cancellata in alcuni Stati).

Assimilati agli assorbenti ci sono anche i prodotti contraccettivi e di protezione dell'igiene femminile, insieme a "beni essenziali per compensare e superare la disabilità".

 

Dalla tv al web, le nuove categorie

Segno dei tempi che cambiano, la nuova versione del testo europeo sui beni e servizi ai quali gli Stati membri potranno applicare aliquote Iva del 5% vede la presenza dei servizi radiotelevisivi e di webcasting, e diversi servizi di accesso alla Rete.

Dal mondo internet a quello “materiale” la “sforbiciata” dell’imposta agevolerà chi lavora nel mondo edile, soprattutto perché comprenderà la costruzione di abitazioni fornite nell'ambito della politica sociale, l'installazione di pannelli solari, oltreché l’acquisto di pesticidi e fertilizzanti chimici, in questo caso con il limite di poter comprare questi prodotti con imposta agevolata solo per una decina d’anni, "fino al primo gennaio 2032".

 

Aliquota zero

Un’altra novità riguarda poi l’elenco di prodotti che potranno beneficiare della cosiddetta “aliquota zero”, cioè esente (o anche ridotta ulteriormente e inferiore al 5%). Sarà riservata a beni considerati “di base”.

La “rivoluzione Iva” scatterà da aprile perché occorrerà attendere 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, attesa dopo il via libera definitivo del Parlamento europeo, entro marzo 2022.

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