Il 24 gennaio il primo scrutinio

Come il Parlamento in seduta comune voterà il nuovo capo dello Stato

Sono 1009 ‘grandi elettori’: 630 deputati, 321 senatori e 58 delegati regionali. L’elezione tra restrizioni e accessi controllati per evitare assembramenti

Come il Parlamento in seduta comune voterà il nuovo capo dello Stato

 “Nelle prossime due settimane all'attività ordinaria della Camera si affiancherà quella di preparazione al voto” del presidente della Repubblica. “Siamo al lavoro insieme al collegio dei questori per definire l'organizzazione e le misure per garantire la piena operatività e sicurezza”. A Montecitorio, come annuncia il presidente Roberto Fico, che ha convocato il Parlamento in seduta comune per il 24 gennaio alle ore 15, si lavora per mettere i 1009 ‘grandi elettori’ nelle condizioni di eleggere il successore di Sergio Mattarella, tenendo conto dell’evoluzione della curva pandemica e del fatto che il Lazio da lunedì si trova in zona gialla. Seicentotrenta deputati, 321 senatori e 58 delegati regionali faranno la spola tra l’Aula e il Transatlantico. Per l’elezione del capo dello Stato il grande corridoio di Montecitorio, noto per gli arredi che richiamano quelli caratteristici delle navi transatlantiche, famigerato punto di incontro dei deputati, sarà chiuso alla stampa e utilizzato solo dai parlamentari.

 

I primi a votare saranno i senatori, a seguire i deputati e infine i rappresentanti delle Regioni. A partire dal 24 si dovrebbe procedere con una votazione al giorno per consentire di attuare le misure di sanificazione. Ma ovviamente restano in piedi parecchie incognite perché è da verificare se subentreranno ulteriori restrizioni, lì dove i contagi nel Paese salissero ulteriormente.

 

Intanto si va avanti con i contatti tra le forze politiche che cercano faticosamente un’intesa sulle candidature. Fa discutere la proposta votata “a larghissima maggioranza” dal gruppo dei senatori Cinque Stelle di sostenere un secondo mandato per il presidente Mattarella. L’ex ministro dei Trasporti e ora senatore, Danilo Toninelli, insiste perché “come prima cosa il M5S ufficializzi a tutte le altre forze politiche la proposta di chiedere a Mattarella di accettare un reincarico. Questa è l’unica ipotesi”, dichiara, “che ci può permettere di eleggere un presidente alla prima votazione senza bloccare Parlamento e governo. Penso che il Mattarella-bis sia la soluzione migliore per tutti”.

Una mossa che mette non poco in difficoltà il leader del Movimento, Giuseppe Conte. E che per il momento non raccoglie non solo l’adesione del resto delle truppe pentastellate ma nemmeno degli altri partiti. L’unica cosa certa è che nell’arco di circa dieci giorni il Parlamento in seduta comune dovrà essere in grado di esprimere il nuovo inquilino del Colle, tenendo conto del fatto che il 3 febbraio scade il mandato del presidente in carica. Da qui al giorno della prima chiama, che a quanto si apprende si svolgerà con il metodo che si segue da inizio pandemia per i voti di fiducia (per cui già il giorno prima viene sorteggiata la lettera da cui partire), le forze politiche dovranno necessariamente fare passi avanti per uscire dalla fase di stallo in cui si trovano adesso.

 

Una delle incognite di rilievo rimane la candidatura del fondatore di Forza Italia. “Leggo che il Pd chiede a Salvini e al centrodestra di rinunciare a Berlusconi per aprire il dialogo. Non è un problema, rinunceremo al dialogo con un partito che vuole scegliere l’ennesimo capo dello Stato di sinistra avendo il 12 per cento dei grandi elettori”. Il vicepresidente del gruppo degli azzurri alla Camera, Gianfranco Rotondi, avverte il centrosinistra. Ad ora, dunque, nessun passo indietro del Cavaliere. Il quale continua, a quanto pare, a fare affidamento sui suoi alleati. “La posizione di Salvini è stata correttissima”, aggiunge l’ex ministro.

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