L’anniversario

Un anno dopo l’assalto di Capitol Hill. “Rinviato” il ritorno di Trump

Il 6 gennaio “l’attacco” al Congresso statunitense a Washington. L’ex presidente è ritenuto di aver fomentato i supporter. Biden pronto ad attaccarlo

Un anno dopo l’assalto di Capitol Hill. “Rinviato” il ritorno di Trump

È passato un anno, ma quando accaduto a Washington il 6 gennaio del 2021 rappresenta ancora oggi una ferita aperta, la prova delle divisioni all’interno del popolo americano, che non sono state cancellate dodici mesi dopo l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. Lo sa bene l’attuale Presidente, così come lo sa il suo predecessore, Donald Trump, che fino a poche ore fa era pronto a tornare protagonista con un discorso, che all'ultimo è stato deciso di rinviare, su pressione del partito Repubblicano.

Era atteso per le prossime ore, infatti, l’annuncio del tycoon, deciso a riprovare la corsa alla Casa Bianca nel 2024. Ma la conferenza stampa programmata è stata cancellata - almeno per ora - per motivi di opportunità e per la concomitanza con l'attacco al Congresso dello scorso anno.

Joe Biden e il discorso alla Nazione

Secondo molti analisti la data del 6 gennaio è di quelle da segnare in rosso sul calendario: quella dell’attacco al cuore della democrazia statunitense, con la folla che un anno fa ha marciato e preso d’assalto Capitol Hill, scandendo slogan sui presunti brogli elettorali che avrebbero permesso a Joe Biden di diventare il nuovo presidente Usa. Proprio lui ora, nel giorno dell'anniversario di quelle manifestazioni sfociate in arresti e denunce, è pronto a parlare alla Nazione insieme alla sua vice, Kamala Harris, ed ad accusare Donald Trump di aver fomentato la folla.

Secondo indiscrezioni potrebbe usare persino il termine "massacro" per i fatti di Washington.

L’intervento di Donald Trump

Donald Trump fino a poche ore fa sembrava deciso a “contrattaccare” proprio nel giorno in cui, ricordando l’assalto al Congresso, inevitabilmente ci si riferirà a lui come responsabile morale di quei fatti, nei quali persero la vita 4 persone. Il tycoon, invece, è stato convinto a cancellare la conferenza stampa, in programma dalla sua villa di Mar-a-Lago in Florida con il pretesto di fornire indicazioni al Gop (Grand Old Party, il partito conservatore repubblicano) e in vista delle elezioni di Midterm, che a novembre scandiranno la metà del mandato di Biden.

 

Trump e la popolarità in risalita

Già in occasione dell’anniversario dell’elezione di Joe Biden i sondaggi avevano restituito una fotografia chiara degli “umori” del Paese: la popolarità dell’attuale inquilino della Casa Bianca è in calo costante, così come quella della sua vice, Kamala Harris, mentre secondo l’analisi condotta da Washington Post e University of Maryland il 72% degli americani ritiene che Trump abbia solo 'qualche responsabilità' o 'nessuna' per quanto accaduto lo scorso anno. Tra i suoi elettori questa convinzione è diffusa all’83%.

 

Le indagini sui fatti di Capitol Hill

Proprio negli scorsi giorni, intanto, sono arrivate indiscrezioni sulle indagini per far luce sui responsabili dell’assalto al Congresso. Secondo quanto riferito all’Abc da Liz Cheney, vicepresidente della commissione di inchiesta, il giorno della manifestazione la figlia di Trump, Ivanka, avrebbe chiesto due volte al padre di fermare la violenza. L’ex consigliere della Casa Bianca, Steve Bannon, sembra invece essersi riavvicinato a Trump dopo l'arresto, e si è rifiutato di testimoniare dopo le accuse di oltraggio al Congresso. Stessa posizione anche per l'ex capo dello staff, Mark Meadows.

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