La decisione al tribunale

Djokovic, il caso si complica. Braccio di ferro con l’Australia

Il Governo di Camberra aveva messo in isolamento, in aeroporto, ieri sera il tennista serbo. Lunedì l’udienza: potrà giocare agli Australian Open?

Djokovic, il caso si complica. Braccio di ferro con l’Australia

Nuovo colpo di scena sul “caso Djokovic”. L’Australia ha deciso di ritardare l'espulsione del numero uno del tennis mondiale, dopo che quest’ultimo ha presentato ricorso contro la negazione del visto d'ingresso nella “terra dei canguri”.

La vicenda ha a che fare con l’esenzione della certificazione vaccinale, ottenuta da Novak Djokovic, per poter partecipare agli Australian Open, dove il campione dovrebbe giocare il 17 gennaio, a Melbourne.

Non è chiaro, però, se Djokovic si sia mai vaccinato (sembra ormai evidente che non sia così) o se sia guarito. Lo scorso marzo il serbo aveva affermato di essere contrario ai vaccini per tutti.

Intanto lunedì il caso finirà in Tribunale.

 

L’udienza spostata al 10 gennaio

A decidere se Novak Djokovic possa entrare in territorio australiano (e giocare agli Australian Open) o debba lasciarlo sarà un tribunale lunedì 10 gennaio. Il giudice dovrà stabilire se abbia violato le regole australiane contro la diffusione del Covid.

Il campione serbo rimarrà dunque a Melbourne per tutto il weekend, con l'udienza che è prevista a una settimana esatta dal via degli Australian Open il 17 gennaio.

 

L’esenzione e il fermo in aeroporto

Tutto era nato da un tweet col quale Djokovic aveva fatto sapere ai fan di essere atterrato in Australia per partecipare al primo appuntamento dell’anno del Grande Slam, dopo aver ottenuto l’esenzione al vaccino anti-Covid. Una volta atterrato col suo staff allo scalo di Tullamarine, alle 13,30 italiane di mercoledì, era stato trattenuto perché il suo visto non era in regola.

Il tennista serbo ha atteso diverse ore in aeroporto ed è stato anche interrogato. Le autorità hanno fatto sapere che non avrebbe fornito prove adeguate a soddisfare i requisiti per entrare in Australia.

In pratica, Djokovic non ha esibito la documentazione che comprovava il diritto a un'esenzione medica legittima. Per questo era stato invitato a lasciare l'Australia.

Ma i suoi avvocati hanno presentato ricorso. Non solo. Anche il Presidente servo e il ministro dello Sport si sono mobilitati per la sua causa.

Ora tutto è rinviato a lunedì 10 gennaio.

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