la sentenza

Autovelox: niente multa senza la foto di prova dell’infrazione

La novità arriva da una sentenza di un giudice di pace di Cassino. La sanzione per eccesso di velocità deve essere accompagnata da una immagine di prova

Autovelox: niente multa senza la foto di prova dell’infrazione

L’autovelox, “croce” e “delizia” (rispettivamente) di automobilisti e forze dell’ordine. “Croce” perché è uno degli strumenti tramite cui sono elevate moltissime multe per eccesso di velocità; “delizia” perché è ritenuto il deterrente più efficace proprio nei confronti di chi ha il piede “pesante” sull’acceleratore, specie lungo le strade ad alto scorrimento.

Da sempre divide e fa discutere, specie per quanto riguarda la validità delle multe elevate con questo strumento.

Ora arriva una sentenza destinata a rinfocolare le polemiche.

 

Niente multa senza foto di prova

Una multa elevata grazie a un autovelox a funzionamento automatico, che rileva una velocità superiore al consentito da parte di un automobilista, può essere annullata in caso di ricorso se chi ha elevato la sanzione non produce in giudizio la foto utilizzata per provare la stessa infrazione al codice della strada.

È quanto stabilito da una sentenza di un giudice di Pace di Cassino

Senza una testimonianza fotografica, la sanzione comminata a un veicolo in corsa, anche in caso abbia commesso un'infrazione al codice della strada, può essere annullata in caso di ricorso da parte del sanzionato. Con verbale redatto in ufficio è necessaria la presenza di una immagine in caso di ricorso e di giudizio. Lo stabilisce una sentenza del giudice di Pace di Cassino.

L’annullamento della sanzione è ancora più “giustificato” se il verbale è stato redatto in ufficio, in un momento successivo a quello dell'infrazione.

 

Perché la multa sparisce?

Non è la prima volta che si discute delle eventualità di annullamento delle sanzioni commissionate tramite autovelox automatico, cioè laddove la rilevazione avvenga soltanto tramite l’apparecchio elettronico, senza che ci sia anche una pattuglia sul posto (solitamente distante poche decine di metri) a fermare l’automobilista “indisciplinato”. In questo caso a fare giurisprudenza è quanto stabilito dalla sentenza n.2430, relativa a una multa elevata per eccesso di velocità in un paese in provincia di Frosinone, a seguito dell'esame delle prove fotografiche scattate dall'autovelox e visionate in ufficio da agenti che hanno accertato la contravvenzione.

La multa, dunque, è stata firmata “a tavolino”, senza che sul posto fossero presenti a bordo strada né l'agente che ha poi redatto il verbale né un operatore della Stradale.

"Per questo motivo il verbale proposto non ha fede privilegiata. Rispetto alla presunta infrazione contestata, trattandosi di accertamento eseguito mediante un'attività ispettiva di verifica del rilievo strumentale e della relativa documentazione fotografica, fornisce al Giudice materiale indiziario soggetto al suo libero apprezzamento", si legge nella sentenza del giudice. Il motivo è presto detto: mancava la foto che provava l’infrazione.

 

Occorre sempre l’immagine-prova

Secondo gli esperti di All-In Giuridica, la Prefettura avrebbe dovuto provare la legittimità del provvedimento con un’immagine di prova, che l’automobilista potesse visionare. Non era stato depositato, infatti, "alcun rilievo fotografico dal quale fosse possibile leggere chiaramente la targa dell'automezzo, risalire al modello e/o ad altri elementi utili alla sua identificazione (come il colore o altri segni distintivi del veicolo) atti a essere considerati prove sufficienti della responsabilità della parte ricorrente". Il verbale di una multa, invece, deve indicare la modalità per visionare la foto-prova online o per effettuare richiesta di invio del duplicato per posta elettronica o per poterla esaminare di persona (può farlo anche un soggetto terzo, a patto che abbia una delega specifica) presso gli uffici preposti.

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