La “rivoluzione verde”

Stop alla plastica monouso non biodegradabile dal 14 gennaio

Cosa cambia con le nuove norme che impongono il divieto di utilizzo per piatti e contenitori, per adeguarsi alle indicazioni giunte dall’Unione europea

Stop alla plastica monouso non biodegradabile dal 14 gennaio

Se il 2021 è stato l’anno dei grandi impegni a favore di uno sviluppo sostenibile, come ad esempio in occasione della Cop26, il 2022 si apre con un divieto che ha dello “storico”: con il decreto legge 196/21 pubblicato già in Gazzetta ufficiale, viene attuata la direttiva in vigore dal 2019 nella Comunità europea sui prodotti in plastica oxo-degradabile e sugli attrezzi da pesca contenenti plastica.

Come prevede il testo, la plastica monouso non potrà più essere utilizzata: addio, dunque, a piatti e bicchieri in questo materiale.

 

Cosa è vietato

Intanto va precisato che la direttiva Ue fa riferimento a due materiali specifici: la plastica, cioè quella realizzata "interamente o parzialmente in plastica, a eccezione del prodotto realizzato in polimeri naturali non modificati chimicamente". Per prodotti oxo-degradabili, invece, si intendono le "materie plastiche contenenti additivi che attraverso l'ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti o la decomposizione chimica".

 

Cosa cambia

Il decreto italiano, quindi, accoglie le indicazioni della direttiva Ue e restringe il consumo dei prodotti più inquinanti e non biodegradabili che vanno a impattare sulla diffusione delle microplastiche, che si trovano anche nei mari e nei cibi, per trasmissione dagli animali ai prodotti della tavola.

Niente più prodotti in “pura” plastica, quindi, anche se il divieto non si applicherà ai prodotti biodegradabili e compostabili che hanno almeno il 40% di materia prima rinnovabile al 40%: questa soglia diventerà del 60% a partire dal 1° gennaio 2024. Per chi non si adeguerà alla normativa sono previste sanzioni fino a 25mila euro salvo "che il fatto non costituisca reato".

 

I prodotti che sono vietati

Nell’elenco stilato dalla Commissione, relativo ai prodotti che non devono più essere commercializzati (salvo esaurimento scorte) ci sono bastoncini per le orecchie, piatti e posate, cannucce e agitatori per bevande, contenitori per alimenti e per bevande, tazze e bicchieri in polistirolo, ma anche attrezzi monouso per la pesca. Tra le poche eccezioni ci sono pacchetti e involucri contenenti alimenti.

 

Incentivi per i prodotti non “Sup”

Come riferito dal Sole24Ore, per incentivare i prodotti alternativi ai cosiddetti “Sup” (Single Use Plastic), "è riconosciuto un credito d'imposta di tre milioni l'anno dal 2022 al 2024 alle imprese che acquistano e usano prodotti" dove sono comprese anche tazze e piatti "ma riutilizzabili o in materiale biodegradabile o compostabile". Il divieto comporterà l'impossibilità di mettere sul mercato i prodotti in plastica monouso e oxo-degradabile utilizzati fin da ora ma sarà consentito l'esaurimento delle scorte.

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